venerdì 6 Novembre 2026
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Risparmio e consumi

Falsi sconti del Black Friday: come riconoscerli con la regola dei 30 giorni

Lo sconto va calcolato sul prezzo più basso degli ultimi 30 giorni. Come fare il controllo, un esempio con i numeri e come segnalare all'AGCM le offerte ingannevoli.

Falsi sconti del Black Friday: come riconoscerli con la regola dei 30 giorni

Per riconoscere i falsi sconti del Black Friday basta un controllo: lo sconto deve essere calcolato sul prezzo più basso che il negozio ha applicato nei 30 giorni prima della promozione, non su un prezzo «gonfiato» poco prima. È una regola europea, vale online e nei negozi fisici e ti permette di capire in pochi minuti se l’offerta è davvero conveniente. Quest’anno il Black Friday cade venerdì 27 novembre: hai tre settimane per prepararti.

Falsi sconti Black Friday: cosa dice la regola dei 30 giorni

Dal 28 maggio 2022 si applica in tutta l’Unione europea una norma pensata proprio per le promozioni. È stata introdotta dalla direttiva (UE) 2019/2161, detta anche direttiva «Omnibus», che ha aggiunto un nuovo articolo alle regole sull’indicazione dei prezzi. In pratica:

  • ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente;
  • il prezzo precedente è il prezzo più basso che il venditore ha applicato in un periodo di almeno 30 giorni prima della riduzione;
  • la percentuale di sconto mostrata deve essere calcolata su quel prezzo, non su un prezzo di listino teorico.

Il portale ufficiale dell’Unione europea «La tua Europa» lo riassume così: quando un venditore offre uno sconto, deve indicare il prezzo più basso applicato a quel prodotto almeno nei 30 giorni prima dell’annuncio. Le indicazioni ingannevoli di riduzione dei prezzi non sono consentite.

La direttiva lascia ai singoli Paesi la possibilità di prevedere regole diverse in alcuni casi, per esempio per i prodotti che si deteriorano in fretta, per quelli in vendita da meno di 30 giorni o per gli sconti che aumentano a scaglioni durante la stessa promozione. Per il caso normale, però, il principio è semplice: conta il prezzo più basso del mese precedente.

Perché la regola esiste: il trucco del prezzo gonfiato

Il meccanismo che la norma vuole fermare è noto: qualche settimana prima di una grande giornata di saldi il prezzo di un prodotto viene alzato, poi il giorno della promozione torna al livello di sempre e viene presentato come «scontato». Sul cartellino compare una percentuale importante, ma chi compra paga quello che avrebbe pagato comunque.

Con la regola dei 30 giorni questo trucco non è più consentito, perché il prezzo di riferimento deve essere il più basso del periodo, compreso quello prima dell’aumento.

Un esempio per capire il calcolo

Prendiamo un esempio di fantasia, solo per vedere come funziona il conto. Un frullatore costa 80 euro per tutto ottobre, sale a 100 euro a inizio novembre e il 27 novembre viene messo in offerta a 70 euro.

Come viene presentato Prezzo di riferimento Sconto mostrato È corretto?
«Da 100 a 70 euro» 100 euro (prezzo dopo l’aumento) -30% No: 100 euro non è il prezzo più basso degli ultimi 30 giorni
«Da 80 a 70 euro» 80 euro (prezzo più basso del periodo) -12,5% Sì

Lo sconto vero, in questo caso, è di 10 euro e non di 30. È la differenza che la regola ti aiuta a vedere.

Come riconoscere i falsi sconti: i controlli da fare

  1. Cerca il prezzo precedente. Accanto al prezzo scontato deve comparire anche quello di riferimento. Se c’è solo una percentuale senza alcun prezzo di partenza, fai attenzione.
  2. Annota i prezzi da adesso. Se hai in mente un acquisto, segnati oggi il prezzo del prodotto (anche con una foto della pagina o dello scaffale, con la data). Il 27 novembre potrai confrontarlo con il prezzo «barrato».
  3. Rifai il calcolo. Dividi il risparmio in euro per il prezzo di riferimento: se la percentuale non torna, qualcosa non va.
  4. Confronta più venditori. Lo stesso prodotto può costare meno altrove anche senza sconti.
  5. Guarda il prezzo finale. Le regole europee prevedono che ti venga mostrato il prezzo complessivo, comprese le spese di consegna. Un servizio aggiuntivo non può esserti addebitato se non l’hai scelto tu: una casella già spuntata non vale come consenso.
  6. Diffida delle offerte troppo belle. Nei giorni dei saldi crescono anche i siti falsi e i messaggi truffa che imitano negozi famosi: controlla sempre l’indirizzo del sito prima di pagare. Abbiamo spiegato come riconoscere gli SMS truffa.

Gli errori più comuni

  • Fidarsi solo della percentuale. Un «-50%» non dice nulla se non sai da quale prezzo parte.
  • Confondere il prezzo consigliato con il prezzo precedente. Il prezzo «consigliato» dal produttore non è il prezzo a cui quel negozio vendeva davvero il prodotto nell’ultimo mese.
  • Comprare d’impulso per il conto alla rovescia. Timer e scritte come «ultimi pezzi» spingono a decidere in fretta: se avevi già controllato il prezzo, ti basta un minuto per verificare.
  • Dimenticare i propri diritti dopo l’acquisto. Anche un prodotto in offerta ha la garanzia legale di almeno 2 anni dalla consegna, e per gli acquisti online resta il diritto di ripensarci.

Se lo sconto è falso: cosa puoi fare

In Italia a vigilare sulle pratiche commerciali scorrette, comprese le pubblicità ingannevoli, è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che può intervenire anche di propria iniziativa e imporre sanzioni fino a 10 milioni di euro. Segnalare è gratuito.

  1. Raccogli le prove: schermate o foto con data del prezzo prima della promozione e durante la promozione, indirizzo della pagina, nome del venditore.
  2. Invia la segnalazione con il modulo online dell’AGCM oppure per email. Non servono avvocati né particolari formalità, ma è importante essere precisi e allegare i documenti.
  3. Per informazioni puoi chiamare il numero verde dell’AGCM 800.166.661, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.

Tieni presente che l’AGCM non ti risponde caso per caso: ti ricontatta solo se apre un’istruttoria. Se entro 180 giorni non succede nulla, la segnalazione si considera archiviata. Per un problema personale con l’ordine (rimborso, reso, prodotto difettoso) conviene rivolgersi anche a un’associazione dei consumatori.

Dopo l’acquisto: i diritti che restano

  • Garanzia legale: almeno 2 anni dal momento in cui ricevi il prodotto. Se è difettoso, il venditore deve ripararlo o sostituirlo gratis; se non è possibile, hai diritto a un rimborso totale o parziale. Ne abbiamo parlato nella guida sul diritto alla riparazione.
  • Recesso: per gli acquisti online puoi annullare l’ordine entro 14 giorni senza dare spiegazioni. Trovi passaggi ed eccezioni nella guida sul diritto di recesso negli acquisti online.
  • Consegna: se il pacco non arriva, ecco cosa fare con un pacco non consegnato.

Domande frequenti

La regola dei 30 giorni vale anche per i siti online?

Sì, vale per tutti i venditori professionali che annunciano una riduzione di prezzo, sia online sia in negozio.

E se il prezzo precedente non è indicato?

Ogni annuncio di riduzione deve indicarlo. Se manca, considera lo sconto con prudenza e, se ritieni che la pratica sia ingannevole, puoi segnalarla all’AGCM.

Il Black Friday 2026 quando è?

Venerdì 27 novembre 2026. Molti negozi allungano le promozioni a tutta la settimana e al lunedì successivo, il «Cyber Monday», che quest’anno è il 30 novembre.

Vale anche per i prodotti usati o comprati da privati?

Le regole sugli annunci di sconto riguardano i venditori professionali. Anche la garanzia legale non copre i prodotti comprati da privati.

Cosa fare adesso

Scegli i due o tre prodotti che vuoi davvero comprare, segnati oggi il loro prezzo con la data e conserva le schermate. Il giorno del Black Friday ti basterà un confronto per capire se lo sconto è reale. Le regole ufficiali sono riassunte nella pagina «La tua Europa» sulle pratiche tariffarie sleali; per segnalare un caso trovi le istruzioni nella pagina dell’AGCM su come segnalare.

Informazioni aggiornate al 6 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.