sabato 24 Ottobre 2026
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Economia e Risparmio

Diritto alla riparazione, dal 22 ottobre la garanzia si allunga di 12 mesi: cosa cambia

In vigore il decreto sul diritto alla riparazione: se in garanzia scegli di riparare, hai un anno in più. E per alcuni prodotti il produttore deve ripararli anche dopo.

Diritto alla riparazione, dal 22 ottobre la garanzia si allunga di 12 mesi: cosa cambia

Con il diritto alla riparazione, in vigore in Italia dal 22 ottobre 2026, se un prodotto si rompe mentre è ancora in garanzia e scegli di farlo riparare invece di sostituirlo, la garanzia legale del venditore si allunga di 12 mesi. In più, per alcuni elettrodomestici e dispositivi, il produttore dovrà offrirti la riparazione anche quando la garanzia è finita. Ecco cosa cambia davvero e come usare le nuove regole.

Diritto alla riparazione: da dove arrivano le nuove regole

Le novità sono contenute nel decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2026. Recepisce la direttiva europea 2024/1799 e modifica il Codice del consumo, la legge sui diritti di chi compra da un professionista. Il testo completo si può consultare su Normattiva, il portale ufficiale delle leggi italiane.

Le regole valgono quando compri da un venditore professionale (negozio fisico o online). Non riguardano le vendite tra privati.

La garanzia si allunga di 12 mesi se scegli la riparazione

La garanzia legale di conformità dura 2 anni dalla consegna e copre i difetti che il prodotto aveva già quando l’hai ricevuto, anche se si manifestano dopo. Se il prodotto è difettoso, puoi chiedere al venditore, gratis, la riparazione o la sostituzione.

La novità è nel nuovo comma 1-bis dell’articolo 133 del Codice del consumo: se il difetto viene risolto con una riparazione, il periodo di responsabilità del venditore si allunga una volta di 12 mesi. In pratica, la riparazione non “consuma” la tua garanzia: la allunga.

C’è anche un nuovo obbligo di informazione. Prima di intervenire, il venditore deve dirti che puoi scegliere tra riparazione e sostituzione e che, se scegli la riparazione, hai diritto alla proroga.

Un esempio pratico

Dopo un anno e mezzo la lavatrice comprata in negozio smette di centrifugare per un difetto di fabbrica, e tu scegli la riparazione. Senza le nuove regole, la garanzia sarebbe scaduta comunque ai 2 anni dalla consegna. Con il decreto, il periodo di responsabilità del venditore si allunga di 12 mesi: se il difetto torna o ne compare un altro di conformità, hai un anno in più per farlo valere.

Attenzione: la proroga riguarda solo la riparazione fatta come rimedio di garanzia. Una riparazione che paghi tu, a garanzia scaduta, non allunga nulla. Per un acquisto fatto prima del 22 ottobre, chiedi al venditore o a un’associazione dei consumatori se la proroga si applica al tuo caso.

Cosa cambia quando la garanzia è scaduta

La seconda novità riguarda i guasti fuori dalla garanzia del venditore. Per i prodotti indicati in un apposito allegato del decreto, il produttore, se glielo chiedi, deve ripararli, salvo che la riparazione sia impossibile. Le istituzioni europee citano come esempi smartphone, lavatrici, frigoriferi e aspirapolvere; l’elenco completo è nell’allegato al decreto.

In questo caso la riparazione non è necessariamente gratuita. Il decreto stabilisce che il produttore deve:

  • eseguirla gratis oppure a un prezzo ragionevole, in tempi ragionevoli, anche affidandola a un riparatore esterno;
  • pubblicare su un sito liberamente accessibile i prezzi indicativi delle riparazioni;
  • offrire pezzi di ricambio e attrezzi a un prezzo ragionevole;
  • non rifiutare la riparazione solo perché il prodotto è già stato aperto da un altro riparatore.

Il produttore può anche prestarti un apparecchio durante la riparazione o offrirti un prodotto ricondizionato.

Il modulo europeo con prezzo e tempi

Prima di affidare il prodotto, il riparatore può consegnarti gratuitamente il modulo europeo di informazioni sulla riparazione. Indica le condizioni, il prezzo e i tempi. Una volta consegnato, il riparatore non può cambiare quelle condizioni per almeno 30 giorni, salvo un accordo per un periodo più lungo.

Il riparatore può farti pagare la diagnosi, cioè la verifica del guasto, ma deve dirtelo prima. Se accetti il preventivo e poi il riparatore non esegue il lavoro, puoi riavere i soldi spesi per la diagnosi.

Stop agli ostacoli alla riparazione

Il decreto vieta clausole contrattuali e soluzioni hardware o software che impediscono di riparare un prodotto, salvo motivi oggettivi e legittimi. I riparatori indipendenti possono usare ricambi originali, usati, compatibili o stampati in 3D, purché conformi.

Inoltre, tra i requisiti che un prodotto deve avere per essere “conforme” entrano espressamente anche la durabilità e la riparabilità. Chi viola gli obblighi su riparazione e informazioni rischia sanzioni da 5.000 a 50.000 euro per ogni violazione, che salgono nei casi più gravi. A vigilare è l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

Diritto alla riparazione: cosa fare adesso se un prodotto si rompe

  1. Controlla la data di consegna su scontrino, fattura o conferma d’ordine: entro 2 anni sei in garanzia legale.
  2. Rivolgiti al venditore, non al produttore: è lui il responsabile della garanzia legale. Fallo per iscritto (email o PEC) e conserva una copia.
  3. Scegli il rimedio: se preferisci la riparazione, chiedi che venga indicata come rimedio di garanzia, così vale la proroga di 12 mesi.
  4. Conserva il documento della riparazione con la data: ti servirà per dimostrare la proroga.
  5. Fuori garanzia, cerca sul sito del produttore i servizi e i prezzi indicativi di riparazione e chiedi il modulo europeo prima di accettare.

Se il venditore rifiuta, puoi rivolgerti a un’associazione dei consumatori. Per il diritto alla riparazione è in arrivo anche una piattaforma europea per trovare riparatori vicino a casa: secondo il Consiglio dell’UE sarà operativa nel 2027.

Per restituire un acquisto online appena arrivato vale invece il diritto di recesso entro 14 giorni.

Informazioni aggiornate al 24 ottobre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.