mercoledì 4 Novembre 2026
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Risparmio e consumi

Cessione del quinto: come funziona, come si calcola la rata e quanto costa

La rata si trattiene dallo stipendio o dalla pensione e non può superare un quinto del netto. Calcolo con esempio, costi, rinnovo, estinzione e diritti.

Cessione del quinto: come funziona, come si calcola la rata e quanto costa

La cessione del quinto è un prestito che si rimborsa con una trattenuta fissa sullo stipendio o sulla pensione: la rata non può superare un quinto dell’importo netto mensile e la paga direttamente il datore di lavoro o l’ente pensionistico. È semplice da ottenere, ma ti impegna per anni: prima di firmare vale la pena capire come si calcola la rata, quanto costa davvero e cosa succede se cambi lavoro o vuoi chiuderla prima.

Cessione del quinto: come funziona in pratica

Secondo le schede della Banca d’Italia sul portale L’economia per tutti, le caratteristiche principali sono queste:

  • Rimborso automatico: non sei tu a pagare la rata. Il datore di lavoro o l’ente previdenziale la trattiene ogni mese e la versa alla banca o alla società finanziaria.
  • Durata: da 2 a 10 anni, cioè fino a 120 rate mensili.
  • Prestito non finalizzato: non devi dire come userai i soldi.
  • Niente garanti: di norma bastano la busta paga o il cedolino della pensione, più l’assicurazione obbligatoria.
  • Accesso più facile: può essere concessa anche a chi in passato ha avuto difficoltà a rimborsare altri prestiti, perché per chi presta il rischio è più basso.

Proprio quest’ultima caratteristica è il motivo per cui la cessione del quinto viene proposta con insistenza: è comoda, ma riduce il tuo reddito disponibile per un periodo lungo.

Chi può chiederla

  • Dipendenti pubblici e privati: possono chiedere la cessione del quinto e, in aggiunta, una delegazione di pagamento, arrivando così fino a due quinti dello stipendio (il cosiddetto “doppio quinto”).
  • Pensionati: possono chiedere un solo quinto.

Attenzione a una differenza importante: il datore di lavoro è obbligato ad accettare la cessione del quinto, mentre la delegazione di pagamento può anche rifiutarla.

Come si calcola la rata massima: un esempio

Il limite si calcola sul netto annuo diviso per 12 mesi, non sul singolo stipendio. La Banca d’Italia fa questo esempio:

  1. stipendio netto di 1.500 euro al mese per 13 mensilità: 1.500 × 13 = 19.500 euro l’anno;
  2. diviso per 12 mesi: 1.625 euro al mese;
  3. un quinto di 1.625 euro: 325 euro, che è la rata massima.

La somma che puoi ottenere dipende da questa rata e dalla durata che scegli: a parità di rata, una durata più lunga dà più soldi, ma fa pagare più interessi.

Voce Cessione del quinto Con delegazione di pagamento
Chi può chiederla Dipendenti e pensionati Solo dipendenti
Quota massima dello stipendio Un quinto (20%) Fino a due quinti (40%) in totale
Il datore di lavoro deve accettare? Sì No, può rifiutare
Assicurazione Obbligatoria (vita e perdita del lavoro) Non obbligatoria, ma può essere richiesta
Durata Da 2 a 10 anni Da 2 a 10 anni

Quanto costa: guarda il TAEG, non solo la rata

Per confrontare le offerte la voce da guardare è il TAEG, il tasso annuo effettivo globale: esprime in percentuale il costo totale del prestito, compresi interessi, commissioni e il premio dell’assicurazione obbligatoria. A parità di importo e durata, il prestito con il TAEG più basso è il più conveniente. Se il significato delle sigle non ti è chiaro, trovi la spiegazione nella nostra guida sulla differenza tra TAN e TAEG.

Il TAEG si trova nel SECCI, il modulo con le “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori” che la banca o la finanziaria deve darti gratis prima della firma. Puoi chiederlo anche solo per confrontare, senza impegno.

I passaggi per chiedere la cessione del quinto

  1. Calcola la rata massima come nell’esempio sopra e chiediti se puoi vivere per anni con lo stipendio ridotto di quella cifra.
  2. Chiedi più preventivi a banche e società finanziarie, anche tramite i loro agenti, e fatti consegnare il SECCI di ognuno.
  3. Confronta il TAEG a parità di importo e durata, e verifica il costo dell’assicurazione obbligatoria.
  4. Prepara i documenti: busta paga o cedolino della pensione; la banca ti indicherà eventuali altri documenti.
  5. Firma il contratto: il finanziatore si accorda con il datore di lavoro o con l’ente pensionistico, che inizierà a trattenere la rata.
  6. Conserva tutto: contratto, SECCI e le comunicazioni periodiche, che devi ricevere almeno una volta l’anno.

Cosa succede se cambi lavoro o lo perdi

Se cambi lavoro, il nuovo datore viene informato e continua a trattenere la rata dal nuovo stipendio. Se invece perdi il lavoro, il debito che resta è coperto dall’assicurazione obbligatoria contro il rischio di impiego: è uno dei motivi per cui la polizza fa parte del contratto.

Estinzione anticipata e rinnovo

Puoi rimborsare tutto o una parte del prestito prima della scadenza. Per farlo hai diritto a ricevere il conteggio estintivo, il documento che indica quanto devi ancora pagare. Il finanziatore può chiederti dei costi per gestire l’estinzione anticipata: controlla nel contratto quali sono.

Dopo aver pagato il 40% delle rate puoi anche rinnovare il prestito prima della scadenza, ottenendo altro denaro. La Banca d’Italia invita alla prudenza: con il rinnovo lo stipendio resta ridotto più a lungo, paghi più interessi e una parte del nuovo prestito serve solo a chiudere il vecchio, quindi in mano ti arriva meno di quanto sembra. Diffida delle telefonate che propongono rinnovi “vantaggiosi” con insistenza.

Gli errori più comuni

  • Guardare solo la rata: una rata bassa con una durata lunga può nascondere un costo totale alto.
  • Dimenticare l’assicurazione: il premio fa parte del costo e va considerato nel confronto.
  • Usare il prestito per le spese di tutti i giorni: con lo stipendio già ridotto, il rischio è di trovarsi a chiedere altri prestiti.
  • Rinnovare troppo spesso: ogni rinnovo allunga l’impegno e aggiunge costi.
  • Non valutare alternative, come un prestito personale, confrontandone il TAEG.

Se cambi idea o qualcosa va storto

Hai 14 giorni dalla firma per recedere dal contratto senza dare motivazioni, comunicandolo al finanziatore nei modi indicati nel contratto. Se hai un problema con la banca o la finanziaria (costi non dovuti, documenti non consegnati, conteggio estintivo sbagliato):

  1. presenta un reclamo scritto al finanziatore;
  2. se la risposta non arriva o non ti soddisfa, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario: trovi come fare nella guida sul ricorso all’ABF contro la banca;
  3. puoi anche inviare un esposto alla Banca d’Italia o, in alternativa, rivolgerti al giudice.

Tutti i dettagli ufficiali sono nella scheda della Banca d’Italia sulla cessione del quinto. Se stai valutando un prestito e la tua situazione è complessa, chiedi un parere a un’associazione dei consumatori prima di firmare.

Domande frequenti

Per la cessione del quinto serve un garante?

No. Non servono garanti né altre garanzie: bastano la busta paga o il cedolino della pensione e l’assicurazione obbligatoria.

Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?

No, la cessione del quinto deve accettarla. Può invece rifiutare la delegazione di pagamento, cioè il secondo quinto.

Quanto dura al massimo una cessione del quinto?

Fino a 10 anni, pari a 120 rate mensili. La durata minima è di 2 anni.

Si può estinguere prima?

Sì, in qualsiasi momento, del tutto o in parte, chiedendo il conteggio estintivo. Possono esserci costi di gestione dell’estinzione indicati nel contratto.

Informazioni aggiornate al 4 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.