Prescrizione bollette luce e gas dopo 2 anni: come non pagare i consumi vecchi
I consumi di luce, gas e acqua fatturati con oltre due anni di ritardo si possono non pagare. Ma la prescrizione non è automatica: ecco come farla valere.

La prescrizione delle bollette di luce e gas scatta dopo due anni: se il venditore ti fattura con molto ritardo consumi vecchi di oltre 24 mesi, puoi rifiutarti di pagare quella parte. Lo stesso vale per l’acqua. Attenzione però: la prescrizione non è automatica, devi farla valere tu con una comunicazione scritta. Qui trovi da quando vale per ciascun servizio, come riconoscere gli importi prescrivibili e come procedere passo per passo.
Cos’è la prescrizione biennale delle bollette
La prescrizione è il termine oltre il quale chi deve ricevere un pagamento perde il diritto di pretenderlo. Per luce, gas e acqua la Legge di bilancio 2018 (legge 205 del 2017) ha ridotto questo termine da cinque a due anni. In pratica, se la bolletta arriva con un forte ritardo, oppure arriva un conguaglio (il ricalcolo tra consumi stimati e consumi reali) che riguarda consumi di oltre due anni prima, puoi pagare solo la parte relativa ai consumi più recenti.
La regola vale sia per gli importi fatturati per la prima volta sia per i ricalcoli di importi già fatturati, come chiarisce l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) nel suo Atlante per il consumatore.
Da quando vale per luce, gas e acqua
| Servizio | Prescrizione di 2 anni per |
|---|---|
| Luce | fatture con scadenza successiva al 1° marzo 2018 |
| Gas | dal 1° gennaio 2019 |
| Acqua | fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020 |
Prima di queste date il termine era di cinque anni. Oggi, quindi, la regola dei due anni copre tutte le bollette che ricevi.
Chi può chiedere la prescrizione
La legge tutela i clienti più piccoli. Secondo la delibera ARERA 569/2018 rientrano:
- per la luce: i clienti domestici e le piccole utenze non domestiche in bassa tensione, come negozi, studi professionali e microimprese;
- per il gas: clienti domestici e non domestici con consumi annui inferiori a 200.000 metri cubi standard (una soglia che comprende di fatto tutte le famiglie);
- per l’acqua: gli utenti del servizio idrico.
Sono esclusi, tra gli altri, le forniture alle pubbliche amministrazioni e i punti di prelievo per l’illuminazione pubblica.
Un punto importante: fino al 2019 la prescrizione non valeva se il ritardo era dovuto a una responsabilità accertata del cliente, per esempio perché non aveva mai permesso la lettura del contatore. Con la Legge di bilancio 2020 (legge 160 del 2019), come spiega ARERA in un comunicato del maggio 2020, dal 1° gennaio 2020 la prescrizione degli importi per consumi di oltre due anni si può far valere in ogni caso.
Come capire se in bolletta ci sono importi prescrivibili
Non devi fare calcoli da solo: è il venditore (o il gestore dell’acqua) che deve segnalarteli. Le regole ARERA prevedono che:
- gli importi per consumi di oltre due anni siano messi in una fattura separata, oppure indicati in modo chiaro e distinto nella stessa bolletta;
- la bolletta abbia una pagina iniziale aggiuntiva con un avviso che spiega la presenza di questi importi e la possibilità di non pagarli;
- insieme all’avviso ci sia un modulo per eccepire la prescrizione, disponibile anche sul sito del venditore e negli sportelli, con i recapiti a cui inviarlo (indirizzo postale, fax o email);
- questi importi siano esclusi dalla domiciliazione bancaria e dall’addebito automatico su carta, così non vengono pagati senza che tu te ne accorga.
Se ricevi una lettera di messa in mora (il sollecito formale prima del distacco) per importi vecchi non ancora contestati, anche lì il venditore deve ricordarti che puoi far valere la prescrizione.
Come far valere la prescrizione: i passaggi
- Leggi la pagina iniziale della bolletta o la fattura separata e individua l’importo indicato come relativo a consumi di oltre due anni.
- Compila il modulo allegato alla bolletta o scaricato dal sito del venditore: serve a dichiarare che non intendi pagare gli importi prescritti.
- Invialo ai recapiti indicati nel modulo, con un mezzo che lasci traccia (email, PEC se prevista, raccomandata). Conserva una copia e la prova dell’invio.
- Paga la parte non prescritta entro la scadenza, così eviti solleciti e interessi di mora sugli importi recenti.
- Controlla le bollette successive: gli importi prescritti non devono ricomparire. Il venditore non è tenuto a mandarti una conferma, per questo è importante conservare la prova dell’invio.
Il venditore può anche decidere da solo di rinunciare agli importi prescritti: in quel caso deve informarti e indicarti la cifra.
Errori comuni da evitare
- Pensare che la prescrizione sia automatica. Se non la fai valere, l’importo resta dovuto.
- Pagare tutto senza leggere. Se versi spontaneamente un importo prescritto, in genere non puoi chiederne la restituzione: è proprio per questo che ARERA ha escluso questi importi dagli addebiti automatici.
- Confondere la data della bolletta con quella dei consumi. Conta il periodo a cui si riferiscono i consumi, non la data in cui ricevi la fattura.
- Contestare a voce. Una telefonata al servizio clienti non lascia traccia: usa sempre il modulo o una comunicazione scritta.
Cosa fare se il venditore non è d’accordo
Se il venditore ritiene che il ritardo sia colpa tua, deve spiegarne i motivi in bolletta e indicarti come presentare un reclamo. In caso di reclamo scritto deve risponderti in modo motivato; secondo la delibera 569/2018 non può chiedere la sospensione della fornitura per questi importi finché non ti ha dato quella risposta. Per scrivere un reclamo efficace puoi seguire la nostra guida al reclamo per la bolletta di luce e gas.
Se la risposta non ti soddisfa, puoi rivolgerti al Servizio Conciliazione di ARERA o a un altro organismo di risoluzione delle controversie: il tentativo di conciliazione è obbligatorio prima di un’eventuale causa. Per casi complessi può aiutarti un’associazione dei consumatori. Se invece temi il distacco per una bolletta che non riesci a pagare, leggi cosa succede se non paghi la bolletta della luce.
Domande frequenti
Dopo quanti anni si prescrive una bolletta di luce e gas?
Dopo due anni per i consumi fatturati in ritardo o ricalcolati con un conguaglio. Il termine vale anche per l’acqua.
La prescrizione delle bollette è automatica?
No. Devi comunicare al venditore, per iscritto, che non intendi pagare gli importi per consumi di oltre due anni.
Vale anche se non ho mai fatto leggere il contatore?
Dal 1° gennaio 2020 la prescrizione si può far valere in ogni caso, anche quando il venditore attribuisce il ritardo al cliente. Se il venditore la contesta, puoi presentare reclamo e poi tentare la conciliazione.
E per le bollette dell’acqua?
Valgono le stesse regole per le fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020: il gestore deve evidenziare gli importi prescrivibili e metterti a disposizione un modulo. Se il problema è un consumo anomalo dovuto a un guasto, leggi anche la guida sulla perdita occulta d’acqua in bolletta.
Cosa fare adesso
Se hai appena ricevuto un conguaglio molto alto, controlla la prima pagina della bolletta: se ci sono consumi di oltre due anni, compila il modulo, invialo con un mezzo tracciabile e paga solo il resto. Questa è un’informazione generale: per la tua situazione specifica puoi chiedere aiuto a un’associazione dei consumatori.
Informazioni aggiornate al 3 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.


