Validità dell’assegno: quanti giorni hai per incassarlo e cosa succede se è scoperto
Assegno bancario e circolare: i termini di 8, 15 e 30 giorni, quando i soldi sono disponibili, come compilarlo, quanto costa e cosa succede se è scoperto.

La validità dell’assegno bancario, cioè il tempo che hai per portarlo all’incasso, è di 8 giorni se va pagato nello stesso comune in cui è stato emesso e di 15 giorni se va pagato in un comune diverso. Per l’assegno circolare il termine è di 30 giorni dalla data di emissione. Dopo queste scadenze l’assegno non diventa carta straccia, ma perdi alcune tutele importanti. Ecco come funziona, con i numeri presi dalle pagine della Banca d’Italia.
Assegno bancario e assegno circolare: la differenza
- Assegno bancario (o postale): è un ordine alla banca o a Poste di pagare una somma prelevandola dal conto di chi lo firma. Proprio per questo non è sempre coperto: se sul conto non ci sono soldi, l’assegno è “scoperto”.
- Assegno circolare: lo emette una banca autorizzata dalla Banca d’Italia dopo che la somma è stata pagata in anticipo, in contanti o dal conto. Per questo è sempre coperto. Non si stacca dal libretto: va richiesto in banca.
Validità assegno bancario: i termini per incassarlo
| Tipo di assegno | Termine di presentazione | Cosa succede dopo |
|---|---|---|
| Bancario o postale “su piazza” (stesso comune di emissione e di pagamento) | 8 giorni | Chi l’ha firmato può chiedere alla banca di non pagarlo; perdi alcune tutele, tra cui il protesto |
| Bancario o postale “fuori piazza” (comune diverso) | 15 giorni | Come sopra |
| Circolare | 30 giorni dalla data di emissione | Si può incassare anche dopo, ma con meno tutele |
Il termine si conta dalla data scritta sull’assegno, che deve essere quella in cui è stato firmato. Il protesto è l’atto ufficiale con cui si certifica che un assegno presentato in tempo non è stato pagato: è la tutela principale di chi riceve un assegno scoperto, ed è per questo che conviene non lasciar passare i termini.
Quando hai davvero i soldi sul conto
Versare un assegno non significa avere subito la somma disponibile. Secondo la Banca d’Italia, il denaro diventa utilizzabile secondo le condizioni della tua banca e comunque entro quattro giorni lavorativi dal versamento. Se devi fare un pagamento importante con quei soldi, tienine conto.
Come compilare un assegno senza errori
- Data e luogo: scrivi il giorno, il mese e l’anno in cui firmi. Non mettere una data futura: l’assegno postdatato è un illecito amministrativo e può essere sanzionato. Una data passata, invece, accorcia il tempo utile per incassarlo.
- Importo in cifre e in lettere, centesimi compresi. Se le due versioni non coincidono, vale quella in lettere. La Banca d’Italia suggerisce di racchiudere la cifra tra due cancelletti, per esempio #500,00#, per impedire aggiunte.
- Beneficiario: scrivi il nome di chi deve incassare.
- Clausola “non trasferibile”: fa sì che l’assegno possa essere incassato solo dal beneficiario indicato. È obbligatoria da 1.000 euro in su, e la Banca d’Italia consiglia di usarla sempre, anche per cifre più basse.
- Firma e controllo finale: lascia meno spazi vuoti possibile, perché un assegno incompleto o alterato può essere rifiutato.
Quanto costa
- Libretto degli assegni: da zero a circa 10 euro, per un massimo di 20 moduli, secondo la banca.
- Assegni “liberi”, cioè senza la clausola di non trasferibilità: 1,50 euro di imposta di bollo per ogni modulo. Si possono usare solo sotto i 1.000 euro.
- Assegno circolare: i costi di emissione fissati dalla banca più l’imposta di bollo di 1,50 euro.
Attenzione alle multe: chi usa un assegno trasferibile da 1.000 euro in su rischia una sanzione da 3.000 a 50.000 euro.
Se l’assegno è scoperto: cosa succede
Chi emette un assegno senza fondi rischia una sanzione da 516 a 3.099 euro (più alta oltre i 10.329 euro o in caso di recidiva) e l’iscrizione nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI), l’archivio gestito dalla Banca d’Italia. Con l’iscrizione scatta la revoca: per sei mesi non si possono emettere assegni. Il Prefetto può anche vietare di emetterli per almeno due anni.
C’è però una via d’uscita, il pagamento tardivo:
- la banca manda il preavviso di revoca entro il 10° giorno dalla presentazione dell’assegno;
- chi l’ha emesso ha 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione per pagare;
- oltre all’importo deve versare una penale del 10%, gli interessi legali e le eventuali spese di protesto;
- la prova del pagamento va consegnata alla banca entro il 60° giorno.
Facciamo un esempio con i numeri della Banca d’Italia: per un assegno scoperto di 1.000 euro, il pagamento tardivo richiede i 1.000 euro più 100 euro di penale, a cui si aggiungono interessi e spese di protesto. Tutti i dettagli sono nelle domande frequenti della Banca d’Italia su assegni e CAI.
Se hai ricevuto un assegno scoperto, la prima persona con cui parlare è la tua banca. Se invece temi di essere segnalato in un archivio, sappi che i dati che ti riguardano nella CAI si possono consultare presso le Filiali della Banca d’Italia; per gli altri archivi leggi la nostra guida alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia.
Gli errori più comuni
- Lasciare l’assegno nel cassetto oltre gli 8 o 15 giorni: puoi ancora provare a incassarlo, ma se non viene pagato hai meno strumenti per farti valere.
- Accettare un assegno girato senza controllare: la girata è ammessa solo se l’assegno non ha la clausola di non trasferibilità ed è sotto i 1.000 euro, e chi gira può essere chiamato a pagare se il successivo detentore non adempie.
- Accettare un assegno senza beneficiario: circola semplicemente consegnandolo e, senza passare da una banca, è ammesso solo sotto i 5.000 euro.
- Scrivere una data futura per “dare tempo” a chi paga: è vietato.
- Spendere i soldi prima che siano disponibili: possono servire fino a quattro giorni lavorativi.
Cosa fare adesso
Se hai un assegno da incassare, guarda la data e il luogo di emissione e portalo in banca entro 8 o 15 giorni (30 se è circolare). Se devi emetterne uno, scrivi la data del giorno, l’importo tra cancelletti e la clausola “non trasferibile”. Le regole complete sono sulla pagina della Banca d’Italia dedicata all’assegno; per situazioni personali complicate, chiedi aiuto a un’associazione dei consumatori.
Informazioni aggiornate al 2 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.


