lunedì 2 Novembre 2026
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Bonifico sbagliato: come recuperare i soldi e quando paga la banca

IBAN errato o destinatario sbagliato: fino a quando si può revocare un bonifico, cosa deve fare la banca, quando ti rimborsa e come fare reclamo o ricorso all'ABF.

Bonifico sbagliato: come recuperare i soldi e quando paga la banca

Hai fatto un bonifico sbagliato e ti chiedi come recuperare i soldi? La prima cosa da fare è chiamare subito la tua banca: un bonifico ordinario si può ancora revocare finché non è entrato nei circuiti interbancari, mentre un bonifico istantaneo non si può annullare. Se il denaro è già partito, la banca non risponde dell’IBAN che hai indicato tu, ma deve fare ogni ragionevole sforzo per recuperarlo. E se la verifica del nome del beneficiario aveva dato “corrispondenza”, la responsabilità può passare alla banca.

Bonifico sbagliato: perché i soldi arrivano a un altro

Il bonifico viaggia seguendo l’IBAN, non il nome. L’IBAN italiano ha 27 caratteri: “IT”, due cifre e una lettera di controllo (il CIN), cinque cifre per la banca (ABI), cinque per la filiale (CAB) e dodici per il numero di conto. Il codice di controllo blocca molti errori di battitura: se l’IBAN è inesistente, il bonifico non parte. Il problema nasce quando l’IBAN è sbagliato ma formalmente valido e corrisponde al conto di un’altra persona: in quel caso i soldi arrivano lì, e la Banca d’Italia avverte che potrebbero non essere più recuperabili.

Secondo le regole sui servizi di pagamento (decreto legislativo 11/2010), la banca che esegue il bonifico rispettando l’IBAN che le hai dato ha eseguito correttamente l’operazione, anche se l’IBAN era sbagliato.

Cosa fare subito, passo per passo

  1. Contatta la banca immediatamente, per telefono o in filiale, e chiedi di revocare il bonifico. Tieni a portata di mano data, importo, IBAN usato e numero dell’operazione (lo trovi nella ricevuta o nell’elenco movimenti).
  2. Se la revoca non è più possibile, chiedi formalmente alla banca di attivarsi per il recupero dei fondi. È un suo obbligo: deve compiere ogni ragionevole sforzo, anche se il recupero non è garantito.
  3. Metti la richiesta per iscritto (email, PEC o modulo dell’area clienti) e conserva la ricevuta: ti servirà se dovrai fare reclamo.
  4. Chiedi se ci sono costi. La banca può addebitarti le spese sostenute per il recupero, ma solo se il tuo contratto lo prevede.
  5. Rifai il pagamento corretto solo dopo aver ricontrollato l’IBAN carattere per carattere, magari facendotelo confermare per iscritto dal destinatario.

Fino a quando si può revocare un bonifico?

Tipo di bonifico Tempi di accredito Revoca
Ordinario (home banking) Di solito un giorno lavorativo Possibile finché l’ordine non entra nelle procedure interbancarie
Ordinario allo sportello Di solito due giorni lavorativi Come sopra
Con data di esecuzione futura Regolato il giorno lavorativo successivo a quello indicato Possibile finché l’ordine non entra nelle procedure interbancarie
Istantaneo Meno di dieci secondi, tutti i giorni a qualsiasi ora Non revocabile: il recupero è molto difficile o impossibile

In pratica, con un bonifico ordinario hai una finestra breve per intervenire, e conviene muoversi nel giro di minuti, non di giorni. Con l’istantaneo, invece, la prevenzione è l’unica vera difesa: le caratteristiche sono spiegate sulla pagina della Banca d’Italia sul bonifico istantaneo.

Quando paga la banca: il ruolo della verifica del beneficiario

Dal 9 ottobre 2025 tutte le banche e gli altri intermediari devono confrontare il nome del beneficiario con l’IBAN prima di eseguire un bonifico in euro, sia ordinario sia istantaneo. L’esito decide chi sopporta il rischio di un errore:

  • Corrispondenza: nome e IBAN coincidono. Se poi il denaro arriva per errore a un altro destinatario, è l’intermediario a esserne responsabile e deve rimborsarti.
  • Corrispondenza parziale: il sistema ti propone il nome corretto. Se confermi senza accettare il suggerimento, il rischio è tuo.
  • Mancata corrispondenza: puoi andare avanti lo stesso, ma in caso di IBAN sbagliato ne rispondi tu.

Se la tua banca non ti ha offerto questo controllo, è responsabile degli eventuali bonifici errati e deve rimborsarti. Per questo, prima di tutto, ricostruisci quale messaggio avevi visto al momento del pagamento. Abbiamo spiegato nel dettaglio cosa significano gli avvisi della verifica del beneficiario; le regole sull’IBAN sono anche nella scheda della Banca d’Italia sull’IBAN.

Errore tuo o truffa? Non è la stessa cosa

Un bonifico partito per un errore di battitura è un’operazione che hai autorizzato tu: per questo la banca, di norma, non è tenuta a rimborsarti, ma solo ad aiutarti nel recupero. Diverso è il caso di un pagamento non autorizzato, cioè disposto da altri senza il tuo consenso, per esempio dopo un furto delle credenziali: lì puoi contestarlo e chiedere il rimborso, purché tu abbia agito con diligenza. Se invece sei stato convinto con un inganno a fare tu il bonifico, la situazione è più complessa: conviene segnalarlo subito alla banca e farsi consigliare da un’associazione dei consumatori. Sul tema trovi anche la nostra guida su phishing e rimborso da parte della banca.

Gli errori più comuni

  • Copiare l’IBAN da un messaggio non verificato, per esempio da un’email che all’improvviso comunica “nuove coordinate bancarie”: prima di pagare, verifica con il destinatario usando un recapito che conosci già.
  • Ignorare l’avviso di mancata corrispondenza confermando di fretta: così il rischio passa a te.
  • Accettare il nome suggerito senza verificarlo con il destinatario.
  • Aspettare prima di chiamare la banca: la possibilità di revoca si chiude presto.
  • Tenere limiti troppo alti sui bonifici istantanei: puoi impostare un tetto giornaliero o per singola operazione e cambiarlo quando vuoi, così in caso di accesso abusivo la perdita resta contenuta.

Se la banca non ti aiuta: reclamo e ABF

  1. Reclamo scritto alla banca. Per i servizi di pagamento la banca deve risponderti entro 15 giorni.
  2. Arbitro Bancario Finanziario. Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, puoi presentare ricorso all’ABF: costa 20 euro, che ti vengono rimborsati se hai ragione, e non serve un avvocato. Trovi i passaggi nella nostra guida su come fare ricorso all’ABF.
  3. Esposto alla Banca d’Italia, in alternativa, per segnalare il comportamento dell’intermediario.

Ogni caso è diverso: se la somma è importante o la dinamica non è chiara, rivolgiti a un’associazione dei consumatori o a un professionista prima di muoverti.

Cosa fare adesso

Se l’errore è appena successo, chiudi questa pagina e chiama la banca. Se invece vuoi evitarlo in futuro: controlla sempre l’esito della verifica del nome, conferma l’IBAN con il destinatario quando paghi qualcuno per la prima volta e imposta limiti ragionevoli sui bonifici istantanei.

Informazioni aggiornate al 2 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.