Perché il gatto nero porta sfortuna? Storia di una superstizione
Dall'Egitto che venerava i gatti al Medioevo delle streghe, fino ai Paesi dove un gatto nero è un portafortuna: come è nata una delle superstizioni più diffuse.

Perché il gatto nero porta sfortuna? È una delle superstizioni più conosciute in Italia: c’è ancora chi rallenta, cambia strada o tocca ferro quando un gatto nero gli attraversa la strada. In realtà non esiste alcuna prova che il colore del pelo di un gatto abbia qualcosa a che fare con la fortuna. La credenza ha però una storia lunga e curiosa, che dice molto più di noi che dei gatti.
Quando i gatti erano sacri
Per gran parte dell’antichità i gatti godevano di un’ottima reputazione. Nell’antico Egitto erano animali preziosi, perché proteggevano i granai dai topi, ed erano legati alla dea Bastet, raffigurata con la testa di gatto. Fare del male a un gatto era considerato un fatto gravissimo e molti esemplari venivano mummificati con cura dopo la morte. Anche presso Greci e Romani il gatto era apprezzato soprattutto come cacciatore di roditori.
Da dove nasce la superstizione del gatto nero
Il ribaltamento arriva in Europa nel Medioevo. Il gatto è un animale notturno, indipendente, con occhi che brillano al buio: caratteristiche che, in un’epoca segnata dalla paura del demonio e della stregoneria, cominciarono a essere viste con sospetto. Il gatto nero, poco visibile di notte, divenne il compagno ideale delle streghe nell’immaginario popolare. Si raccontava che le streghe potessero trasformarsi in gatti o che usassero i gatti come aiutanti.
Spesso viene citato anche un documento papale del XIII secolo, la bolla Vox in Rama del 1233, che descriveva riti eretici in cui compariva un gatto nero; gli storici discutono però su quanto abbia davvero influito. Di certo, nei secoli successivi, durante la caccia alle streghe, molti gatti furono perseguitati insieme alle persone accusate. C’è anche chi ha ipotizzato che la loro diminuzione abbia favorito la diffusione dei topi, ma è un’idea ancora dibattuta.
E l’attraversamento della strada?
In Italia si dice che il gatto nero porti male soprattutto quando taglia la strada. Una delle spiegazioni più raccontate risale ai tempi delle carrozze: di notte un gatto scuro che sbucava all’improvviso poteva spaventare i cavalli e provocare incidenti, senza che il cocchiere potesse vederlo in tempo. Da qui l’idea che fosse meglio fermarsi o tornare indietro. Che sia vera o no, la spiegazione mostra bene come molte superstizioni nascano da paure molto concrete.
Dove il gatto nero porta fortuna?
Non dappertutto il gatto nero ha una cattiva fama. In Gran Bretagna, e in particolare in Scozia, un gatto nero che si presenta alla porta di casa è tradizionalmente un segno di prosperità, e in passato si diceva che le mogli dei marinai ne tenessero uno in casa per propiziare il ritorno dei mariti. Anche in Giappone il gatto nero è considerato di buon auspicio. Insomma, lo stesso animale è un portafortuna o un presagio negativo a seconda di dove ci si trova.
Halloween e la Giornata del gatto nero
Il gatto nero è uno dei simboli di Halloween, insieme a zucche e streghe, proprio per quell’antica associazione con la magia. In Italia esiste anche una giornata dedicata: il 17 novembre si celebra la Giornata nazionale del gatto nero, nata per combattere i pregiudizi e incoraggiare le adozioni. Secondo diversi volontari, infatti, i gatti neri restano più a lungo nei gattili rispetto agli altri, anche perché in foto risaltano meno.
Cosa sapere davvero sui gatti neri
Il colore nero dipende semplicemente da un pigmento, la melanina, e non influisce sul carattere: un gatto nero può essere affettuoso, timido o giocherellone come qualsiasi altro. Chi ha un gatto in casa sa che il comportamento dipende soprattutto dalla sua storia e dall’ambiente, come mostrano tante piccole abitudini feline, dalle fusa alle lunghe dormite. Se un gatto nero vi attraversa la strada, l’unica cosa da fare è rallentare e lasciarlo passare: per lui, e per voi.


