venerdì 16 Ottobre 2026
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Scienza e Tecnologia

Una molecola che protegge la memoria quando si invecchia: lo studio su Nature Neuroscience

Si chiama Pla2g2f e, nei topi, aiuta il cervello a restare giovane più a lungo. Lo studio è firmato da una ricercatrice italiana di Harvard.

Una molecola che protegge la memoria quando si invecchia: lo studio su Nature Neuroscience

Una molecola che protegge la memoria durante l’invecchiamento: è la scoperta descritta sulla rivista Nature Neuroscience da un gruppo di ricerca guidato da una scienziata italiana negli Stati Uniti. La prima firma è di Cinzia Vicidomini, della Harvard Medical School. Gli esperimenti sono stati fatti sui topi, ma aprono una strada interessante per capire come il cervello resiste al passare del tempo.

Cos’è la molecola che protegge la memoria

Si chiama Pla2g2f. I ricercatori sono partiti dall’ippocampo, la piccola area del cervello considerata il centro della memoria, e hanno individuato un gene che diventa più attivo con l’invecchiamento e in presenza di infiammazione cerebrale. Quel gene contiene le istruzioni per produrre proprio Pla2g2f, una molecola il cui ruolo fino a oggi non era chiaro.

Cosa hanno scoperto nei topi

  • Quando i livelli di Pla2g2f venivano ridotti, diversi aspetti dell’invecchiamento del cervello peggioravano.
  • Livelli più alti della molecola, al contrario, proteggevano da molti di questi cambiamenti, compresa la perdita di memoria.
  • Aumentandola prima che comparissero i primi segni di declino, il percorso di invecchiamento degli animali cambiava: il loro cervello restava in salute più a lungo.

In altre parole, sembra che il cervello produca questa molecola come una sorta di difesa naturale contro i danni dell’età.

Perché è una scoperta interessante

Con l’allungarsi della vita media, il declino della memoria legato all’età è una delle grandi sfide per la scienza. Gli autori ipotizzano che aumentare l’attività di Pla2g2f durante l’invecchiamento possa aiutare a mantenere la cosiddetta “resilienza cognitiva”, cioè la capacità del cervello di continuare a funzionare bene nonostante il tempo.

Cosa succede ora

È importante essere chiari: si tratta di uno studio sugli animali, non di una cura. Serviranno altre ricerche per capire se la molecola ha lo stesso ruolo nelle persone e, soprattutto, se e come si possa aumentarne i livelli in modo sicuro nell’uomo. Il risultato, però, aggiunge un tassello alla comprensione dei meccanismi che proteggono il cervello.

La ricerca sull’invecchiamento del cervello è molto attiva: di recente abbiamo raccontato lo studio che ha trasformato cellule del sangue in giovani neuroni e quello sull’età biologica del cervello.