Rateizzazione cartelle esattoriali: fino a 84 rate, come fare domanda online
Fino a 84 rate senza documenti per debiti fino a 120 mila euro, 96 dal 2027. Come chiedere la rateizzazione online e quando si perde il beneficio.

La rateizzazione della cartella esattoriale ti permette di pagare a rate le somme chieste dall’Agenzia delle entrate-Riscossione (AdeR) in cartelle e avvisi. Per le domande presentate nel 2026, fino a 120 mila euro di debito puoi ottenere fino a 84 rate mensili semplicemente dichiarando di essere in temporanea difficoltà economica, senza allegare documenti. Dal 2027 il limite salirà a 96 rate.
Qui trovi come funziona, come si fa la domanda online e gli errori che fanno perdere il beneficio, sulla base della guida ufficiale di AdeR. È informazione generale: per la tua situazione specifica rivolgiti a un CAF, a un commercialista o a un’associazione di consumatori.
Quante rate puoi ottenere
| Debito | Tipo di domanda | Rate massime (domande 2025-2026) | Domande 2027-2028 | Domande dal 2029 |
|---|---|---|---|---|
| Fino a 120 mila euro | Su semplice richiesta (basta dichiarare la difficoltà) | 84 | 96 | 108 |
| Fino a 120 mila euro, più rate del limite | Documentata | da 85 a 120 | da 97 a 120 | da 109 a 120 |
| Oltre 120 mila euro | Documentata | fino a 120, in base ai documenti | fino a 120 | fino a 120 |
Il limite dei 120 mila euro vale per ogni singola domanda. Le rate possono essere tutte uguali oppure, se lo chiedi, crescenti di anno in anno.
Chi può chiederla e cosa non si può rateizzare
Puoi rateizzare le somme di cartelle e avvisi affidati ad AdeR da Stato, agenzie, enti previdenziali come l’INPS e, di norma, anche da Comuni e Regioni. Il presupposto è trovarsi in una temporanea situazione di difficoltà economica: devi poter pagare, anche se non tutto subito.
Restano invece esclusi:
- i debiti già inseriti in una rateizzazione decaduta chiesta dal 16 luglio 2022 in poi (per quelli non è più possibile una nuova dilazione);
- i debiti che per legge non sono dilazionabili, come alcune violazioni doganali o il recupero di aiuti di Stato;
- i debiti di enti che hanno scelto di gestire da soli le rateizzazioni (l’elenco è sul sito di AdeR: in quel caso la domanda va fatta all’ente);
- alcuni debiti legati a vecchie definizioni agevolate non andate a buon fine, nei casi previsti dalla legge.
Una rateizzazione decaduta non impedisce però di chiedere la dilazione per altri debiti, diversi da quelli già compresi nel piano saltato.
Rateizzazione cartella esattoriale: la domanda online passo per passo
- Entra nell’area riservata del sito di Agenzia delle entrate-Riscossione o nell’app Equiclick, con SPID, CIE o Carta nazionale dei servizi.
- Apri il servizio “Rateizza adesso” e indica le cartelle o gli avvisi che vuoi rateizzare.
- Indica il numero di rate (fino a 84 nel 2026) e, se ti interessa, chiedi rate crescenti invece che costanti.
- Dichiara di trovarti in una temporanea difficoltà economica e invia la domanda.
- Se non ci sono ostacoli, ottieni subito online il piano di rateizzazione con importi e scadenze.
Prima di decidere puoi usare il simulatore sul sito di AdeR, che calcola il numero massimo di rate e l’importo indicativo della rata. Il servizio “Rateizza adesso” può essere usato anche da una persona di fiducia o da un intermediario (per esempio un CAF o un commercialista) con la tua delega.
Senza area riservata
- compila il modello RS, firmalo e invialo via PEC all’indirizzo indicato sul modello per la provincia che ha emesso la cartella;
- oppure presenta la domanda agli sportelli di AdeR.
Per le domande documentate (oltre 84 rate o oltre 120 mila euro) servono i modelli RDF per le persone fisiche o RDG per società ed enti, da inviare via PEC o allo sportello. Le persone fisiche devono allegare l’ISEE del nucleo familiare: se non l’hai ancora, leggi quando conviene fare l’ISEE.
Cosa succede dopo la domanda
- Dalla presentazione della domanda AdeR non può avviare nuovi fermi auto, ipoteche o pignoramenti, salvo alcune eccezioni. Le misure già iscritte restano e le procedure esecutive in corso proseguono.
- Con l’accoglimento ricevi il piano con le rate e i moduli pagoPA per le prime 12. La prima rata scade almeno 8 giorni lavorativi dopo il provvedimento.
- Con il pagamento della prima rata il fermo amministrativo sull’auto viene sospeso (puoi circolare, ma non vendere né rottamare il veicolo), a condizione che tutti i debiti del fermo siano nel piano, e si estinguono i pignoramenti in corso, se non sono già arrivati a una fase avanzata.
Se mancano i requisiti, prima del rifiuto arriva un preavviso e hai 10 giorni per rispondere e sistemare la posizione.
Quanto paghi: importo della rata e un esempio
Ogni rata non può essere inferiore a 50 euro. Comprende la quota del debito, gli eventuali interessi di mora maturati fino alla domanda, gli interessi di rateizzazione e, per i carichi affidati fino al 2021, l’aggio. Le spese di notifica ed eventuali spese per procedure già avviate sono addebitate tutte sulla prima rata, che quindi può essere più alta delle altre.
Un esempio con queste regole: 84 rate da 50 euro corrispondono a 4.200 euro. Quindi un debito più piccolo non potrà essere diviso in tutte le 84 rate, perché ciascuna scenderebbe sotto il minimo.
Puoi pagare le rate con i moduli pagoPA (in banca, alla posta, dal tabaccaio, online: vedi come pagare un avviso pagoPA), dall’area riservata o dall’app, agli sportelli, oppure con l’addebito diretto sul conto, che si attiva dall’area riservata nella sezione “Rateizza il debito”.
Attenzione: quando si perde la rateizzazione
Per le domande presentate dal 16 luglio 2022, la rateizzazione decade se non paghi 8 rate, anche non consecutive. Se tra le rate non pagate c’è l’ultima, la decadenza può scattare anche con meno rate saltate. Con la decadenza:
- il debito residuo torna da pagare tutto in una volta;
- AdeR può riprendere subito le azioni di recupero;
- quei debiti non potranno più essere rateizzati.
Se la tua situazione peggiora per eventi sopravvenuti, esiste la possibilità di chiedere una proroga del piano (modello RDP), purché non sia già stato prorogato né sia decaduto.
Errori comuni
- Pensare che la domanda blocchi tutto: ferma le nuove azioni, ma fermi e ipoteche già iscritti restano.
- Saltare le rate “tanto ne posso saltare 8”: gli interessi di mora corrono e, alla decadenza, il beneficio è perso per sempre per quei debiti.
- Dimenticare la prima rata, che è quella che sblocca la sospensione del fermo auto ed è spesso più alta.
- Non controllare l’ente: se è un Comune che gestisce da solo le rateizzazioni, la domanda va fatta a lui.
Domande frequenti
Quante rate si possono avere per una cartella esattoriale nel 2026?
Fino a 84 su semplice richiesta, per debiti fino a 120 mila euro; fino a 120 con domanda documentata.
Serve lo SPID per rateizzare una cartella?
Per “Rateizza adesso” sì (oppure CIE o CNS). In alternativa c’è il modello RS via PEC o lo sportello.
Si può estinguere prima la rateizzazione?
Sì, pagando il debito residuo agli sportelli; si può anche saldare solo una o alcune cartelle del piano.
Cosa succede se salto una rata?
Paghi gli interessi di mora per il ritardo; la decadenza scatta, per i piani recenti, con 8 rate non pagate.
Tutti i dettagli sono nella guida ufficiale di Agenzia delle entrate-Riscossione sulla rateizzazione.
Informazioni aggiornate al 7 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.


