sabato 17 Ottobre 2026
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Curiosità

I gatti di Pompei diventano un libro: la colonia che vive tra le rovine

Tra domus e strade antiche vivono tra 40 e 50 gatti, seguiti da volontari e veterinari. Ora un libro fotografico racconta la loro vita nel Parco archeologico.

I gatti di Pompei diventano un libro: la colonia che vive tra le rovine

Chi ha visitato Pompei li ha quasi certamente incontrati: sonnecchiano al sole sui muri antichi o attraversano con calma le strade lastricate. Ora i gatti di Pompei sono protagonisti di un libro fotografico, “Gatti di Pompei”, pubblicato da Giunti Editore in collaborazione con il Parco archeologico.

Il libro sui gatti di Pompei

Il volume racconta con immagini e brevi storie la vita quotidiana della colonia felina che abita il sito Unesco. Le fotografie sono state donate al Parco dall’archeologa e fotografa Silvia Vacca, che le ha scattate nei momenti più tranquilli, quando i visitatori sono pochi e i gatti si muovono indisturbati tra le rovine.

Il libro ha anche uno scopo concreto: sostenere il lavoro di chi si occupa ogni giorno degli animali, con la possibilità di fare donazioni all’associazione che li segue.

Quanti sono e chi se ne prende cura

Oggi nel Parco vivono tra 40 e 50 gatti. Della loro cura quotidiana si occupa l’associazione Archeogatti Onlus, presieduta da Antonella Carotenuto, che lavora insieme ai veterinari dell’Asl e al personale di sicurezza del Parco. Le attività sono diverse:

  • campagne di sterilizzazione per tenere la colonia sotto controllo;
  • controlli sanitari regolari;
  • gestione dei pasti;
  • prevenzione degli abbandoni, anche grazie alla videosorveglianza del Parco, che aiuta a individuare chi lascia animali nel sito;
  • adozioni: alcuni dei gatti “archeologi” possono trovare casa, e le informazioni sono disponibili sul sito dell’associazione.

Gatti e uomini, una storia antica

La presenza dei gatti tra le rovine non è solo una curiosità per turisti. Il rapporto tra esseri umani e felini nel mondo antico è anche un tema di ricerca archeologica, e vedere questi animali muoversi tra le case di duemila anni fa dà un’idea di quanto la loro convivenza con noi abbia radici lontane.

Del resto i gatti sanno conquistare chiunque, anche quando sembrano non fare nulla: chi li osserva si accorge presto di quanto dormono e di come comunicano, per esempio con le fusa. Se visitate Pompei, la regola è semplice: osservarli e fotografarli sì, lasciando ai volontari il compito di nutrirli e curarli.