lunedì 19 Ottobre 2026
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Curiosità

Dopo “Crawzilla”, trovato il gambero di fiume più grande del Nord America

Una ricercatrice ha chiesto ai musei di misurare i loro esemplari più grossi. Il record è un gambero conservato in West Virginia, ma la scoperta più curiosa è un limite che nessuno supera.

Dopo "Crawzilla", trovato il gambero di fiume più grande del Nord America

Qual è il gambero di fiume più grande del Nord America? Per rispondere, una ricercatrice statunitense ha messo in moto musei e università di tutto il Paese. Tutto è partito da un esemplare enorme che lei stessa aveva tirato fuori dal fango del Kentucky durante un censimento biologico, ribattezzato scherzosamente “Crawzilla”. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Ecology, ha portato a una classifica dei giganti e a una scoperta inattesa.

La caccia ai giganti nei musei

Caitlin Bloomer, docente all’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign, voleva capire se il suo Crawzilla fosse davvero un record. Così ha contattato biologi e curatori di collezioni scientifiche, chiedendo di controllare i loro esemplari più grossi. Gli animali conservati sono stati misurati con il calibro, uno per uno.

Il risultato è un elenco dei 20 esemplari più grandi, appartenenti a 18 specie diverse. Crawzilla è entrato nella top 20, unico rappresentante dei gamberi “scavatori”, quelli che vivono in tane scavate nel terreno umido. Ma non è il numero uno.

Il gambero di fiume più grande del Nord America

Il primato spetta a un gambero della specie conosciuta in inglese come Tennessee bottlebrush crayfish, conservato alla West Liberty University, in West Virginia. Misurato escludendo coda, chele e antenne, arriva a 86,6 millimetri, circa otto centimetri e mezzo. Era stato raccolto nel 2011 dal biologo Zac Loughman insieme ad alcuni studenti. Per l’università è stata una sorpresa scoprire di custodire, a sua insaputa, i due esemplari più grandi noti del continente.

Un contributo importante è arrivato anche dalle grandi collezioni: l’Illinois Natural History Survey ha fornito sei dei venti giganti, lo Smithsonian di Washington quattro.

Un limite misterioso intorno agli 8 centimetri

La scoperta più interessante non riguarda il record, ma un dettaglio comune a tutti: gli esemplari più grandi, di qualunque specie e ambiente, si fermavano più o meno attorno agli 80 millimetri di lunghezza del corpo. Come se esistesse un tetto alla crescita.

I ricercatori hanno provato a cercare una spiegazione nella latitudine, nella disponibilità di ossigeno e nel tipo di habitat, senza trovare un legame chiaro. L’ipotesi è che a frenare la crescita sia la struttura stessa dell’animale, cioè il guscio o la muscolatura, ma per ora resta da verificare. Altrove nel mondo le cose vanno diversamente: il gambero gigante d’acqua dolce della Tasmania, per esempio, raggiunge dimensioni molto superiori.

E in Italia?

Anche nei nostri corsi d’acqua vivono i gamberi di fiume. La specie autoctona più nota, il gambero di fiume europeo, è oggi protetta perché sempre più rara. A metterla in difficoltà, insieme all’inquinamento, è la diffusione di specie invasive come il gambero rosso della Louisiana, arrivato dall’America e ormai presente in molte zone umide. Studiare questi animali, anche nelle collezioni dei musei, aiuta a conoscere meglio una biodiversità spesso nascosta, come quella delle nuove specie di invertebrati scoperte in Valsesia.