domenica 18 Ottobre 2026
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Ambiente

Come fare il compost in casa: cosa mettere, cosa evitare e lo sconto sulla TARI

Bucce, fondi di caffè e foglie secche possono diventare terriccio fertile. Ecco come iniziare, gli errori più comuni e come chiedere la riduzione della tassa sui rifiuti.

Come fare il compost in casa: cosa mettere, cosa evitare e lo sconto sulla TARI

Come fare il compost in casa è una domanda che si fanno sempre più famiglie, soprattutto in autunno, quando giardini e balconi si riempiono di foglie secche. Il compostaggio domestico trasforma gli scarti di cucina e del verde in un terriccio scuro e profumato, utile per orti, aiuole e vasi. Riduce la quantità di rifiuti da portare fuori e, in molti Comuni, permette anche di pagare un po’ meno di TARI.

Che cos’è il compost

Il compost è il risultato della decomposizione della materia organica da parte di batteri, funghi, lombrichi e piccoli insetti. È lo stesso processo che avviene da sempre nel sottobosco: le foglie cadute si degradano e restituiscono nutrienti al terreno. In casa lo si riproduce in modo controllato, mescolando gli scarti giusti e garantendo aria e un po’ di umidità.

Come fare il compost in casa: gli strumenti

Ci sono due modi principali per iniziare:

  • La compostiera: un contenitore chiuso, di solito in plastica o in legno, con un coperchio e un’apertura in basso per prelevare il terriccio maturo. È la soluzione più ordinata per chi ha un piccolo giardino. Alcuni Comuni la danno in comodato gratuito o a prezzo agevolato.
  • Il cumulo: un mucchio all’aperto, in un angolo del giardino, adatto a chi ha molto spazio e grandi quantità di sfalci e foglie.

Chi vive in appartamento può valutare piccole compostiere da balcone o i sistemi con i lombrichi, che però richiedono più attenzione.

Cosa si può mettere nella compostiera?

Il segreto è l’equilibrio tra due tipi di materiale. Da una parte gli scarti umidi e ricchi di azoto, spesso chiamati “verdi”; dall’altra quelli secchi e ricchi di carbonio, i “marroni”.

  • Verdi: bucce e avanzi di frutta e verdura, fondi di caffè, filtri di tè e tisane, erba appena tagliata, fiori appassiti.
  • Marroni: foglie secche, rametti sminuzzati, segatura di legno non trattato, cartone e carta non stampati ridotti a pezzetti, gusci d’uovo sbriciolati.

Alternare strati dei due tipi aiuta a mantenere il giusto grado di umidità e a evitare cattivi odori.

Cosa non mettere

Alcuni scarti rallentano il processo, attirano animali o creano odori sgradevoli. Meglio lasciarli fuori:

  • carne, pesce, ossa e latticini;
  • oli e grassi di cottura, che vanno raccolti a parte;
  • piante malate o trattate con prodotti chimici;
  • escrementi di cani e gatti;
  • carta patinata o stampata a colori, plastica, vetro e metalli, anche se “biodegradabili” solo in impianti industriali.

Per gli oli usati in cucina c’è un percorso specifico: lo abbiamo spiegato nella guida su dove buttare l’olio esausto.

Come si gestisce il compost giorno per giorno

Il compost ha bisogno di tre cose: aria, umidità e pazienza.

  • Rivoltare il materiale ogni tanto con una forca o un bastone, per far entrare ossigeno.
  • Controllare l’umidità: il materiale deve essere umido come una spugna strizzata. Se è troppo secco si può bagnare; se è fradicio e puzza, si aggiungono foglie secche o cartone.
  • Sminuzzare gli scarti più grossi, che così si decompongono più in fretta.

In genere servono alcuni mesi perché il compost sia pronto, di più nella stagione fredda. Quando è maturo ha un colore scuro, una consistenza simile al terriccio e profuma di bosco. Le foglie che cadono in questo periodo, quelle che cambiano colore in autunno, sono un’ottima riserva di materiale secco da tenere da parte.

Si paga meno TARI con il compostaggio domestico?

In molti casi sì. Numerosi Comuni prevedono una riduzione della tassa sui rifiuti per chi composta in casa, di solito sulla parte variabile della tariffa. La percentuale cambia da Comune a Comune e spesso si colloca tra il 10 e il 30%.

Per ottenerla di norma bisogna presentare una domanda al proprio Comune o al gestore dei rifiuti, dichiarando di avere una compostiera o uno spazio adatto e di usare il compost sul proprio terreno. In diversi Comuni la richiesta va rinnovata ogni anno entro una data stabilita e sono previsti controlli. I moduli e i requisiti si trovano sul sito del Comune o all’ufficio tributi.

Da dove cominciare

Il modo più semplice è partire in piccolo: un contenitore in cucina per raccogliere bucce e fondi di caffè, una scorta di foglie secche e un angolo del giardino o del balcone. Prima di comprare la compostiera conviene informarsi presso il Comune, che a volte organizza anche brevi corsi gratuiti di compostaggio.