Come comunicano gli elefanti? Si «accordano» la voce quando parlano tra loro
Uno studio su 902 richiami registrati in Kenya mostra che gli elefanti armonizzano i loro brontolii, soprattutto per restare in contatto e decidere quando muoversi.

Come comunicano gli elefanti quando sono lontani o devono decidere insieme dove andare? Una parte della risposta arriva da uno studio pubblicato su Scientific Reports da un gruppo di ricercatori delle organizzazioni Earth Species Project ed ElephantVoices: durante le loro “conversazioni”, gli elefanti tendono ad armonizzare i propri richiami, come se accordassero la voce a quella degli altri.
Lo studio nel parco di Amboseli
Il lavoro si basa su 902 registrazioni raccolte nel Parco nazionale di Amboseli, in Kenya, una delle aree in cui gli elefanti africani sono studiati da più tempo. Gli scienziati si sono concentrati sui cosiddetti rombi, i richiami gravi e profondi che gli elefanti usano di continuo e che possono viaggiare per lunghe distanze.
Distinguere chi sta “parlando” in un branco è difficile anche per un orecchio esperto. Per questo i ricercatori hanno usato tecniche di intelligenza artificiale, in particolare l’apprendimento automatico, per riconoscere i singoli richiami e attribuirli all’elefante che li aveva emessi.
Sei situazioni sociali diverse
Ogni richiamo è stato poi collegato al contesto in cui era stato emesso. Il gruppo ha individuato sei categorie:
- restare in contatto quando il gruppo si separa;
- prepararsi a partire;
- coordinare uno spostamento già in corso;
- rassicurare i piccoli;
- salutarsi tra membri della stessa famiglia;
- ritrovarsi durante le riunioni di famiglie allargate.
Come comunicano gli elefanti: voci in armonia
Il risultato più interessante è che, in molti casi, gli elefanti modificano il proprio rombo per avvicinarlo a quello degli altri. Succede soprattutto in tre momenti: quando i gruppi si allontanano e vogliono restare in contatto, quando devono mettersi d’accordo per spostarsi e quando si salutano dopo un periodo di distanza. Secondo gli autori, questi richiami non sono semplici versi, ma strumenti per coordinare interazioni sociali complesse.
Non è la prima volta che la scienza scopre sistemi di comunicazione sofisticati negli animali: anche gesti che ci sembrano semplici, come le fusa dei gatti, nascondono significati diversi a seconda della situazione.
A cosa può servire la scoperta
Capire meglio il “linguaggio” degli elefanti non è solo una curiosità. I ricercatori ipotizzano che ascoltare i richiami possa aiutare a seguire i movimenti dei branchi e a prevederne gli spostamenti, un’informazione utile per la tutela di una specie minacciata e per ridurre i conflitti con le comunità che vivono vicino ai parchi. Il prossimo passo sarà capire se queste “armonie” seguono regole precise e se ogni famiglia ha un suo modo di accordarsi.


