giovedì 15 Ottobre 2026
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Ambiente

Quali animali vanno in letargo e cosa succede al loro corpo durante l’inverno

Ricci, ghiri, marmotte e pipistrelli rallentano il corpo fino quasi a fermarlo. L'orso invece non è un vero ibernante. Come funziona il letargo e perché non va disturbato.

Quali animali vanno in letargo e cosa succede al loro corpo durante l'inverno

Con l’arrivo del freddo gli animali che vanno in letargo spariscono dai boschi, dai prati e perfino dai nostri giardini, e ricompaiono solo in primavera. Non dormono semplicemente un po’ di più. Il letargo è una vera strategia di sopravvivenza, che permette di superare i mesi in cui il cibo scarseggia e il clima diventa troppo duro.

Che cos’è il letargo?

Durante il letargo il corpo rallenta in modo drastico. La temperatura corporea scende fino a pochi gradi sopra quella dell’ambiente, il metabolismo si riduce al 2-5% del normale, il battito del cuore diventa lento e irregolare e il respiro rallenta, con pause anche molto lunghe. In questo stato l’animale vive quasi soltanto delle riserve di grasso accumulate nei mesi caldi.

Il cervello, però, non si spegne del tutto: mantiene un minimo di vigilanza. E molti animali si risvegliano brevemente di tanto in tanto, per regolare l’equilibrio dei liquidi, eliminare le scorie e “controllare” che tutto funzioni.

Gli animali che vanno in letargo in Italia

  • Il riccio: durante la bella stagione accumula grasso, poi cerca un rifugio isolato, spesso tra foglie secche e cataste di legna. La sua temperatura corporea può scendere molto. Ogni risveglio imprevisto gli costa energia preziosa.
  • Il ghiro: è il campione dei dormiglioni. Ha il letargo più lungo tra i mammiferi europei e può restare in torpore per oltre sei mesi, grazie alle riserve di grasso fatte in autunno. Non a caso si dice “dormire come un ghiro”.
  • La marmotta: vive in gruppo e scava tane profonde e isolate in montagna. In letargo la sua temperatura si avvicina a quella esterna e il metabolismo tocca i valori minimi.
  • I pipistrelli: molte specie europee passano l’inverno in grotte e cavità con temperatura e umidità stabili. Il letargo compensa l’assenza degli insetti di cui si nutrono.

E l’orso va in letargo?

Non nel senso stretto. L’orso bruno entra in una “dormienza” profonda, ma mantiene una certa stabilità della temperatura corporea, a differenza degli ibernanti veri come il ghiro o la marmotta. Resta comunque un fenomeno straordinario: per mesi l’orso non mangia, non beve e non urina, e riesce a riciclare le sostanze di scarto prodotte dal suo organismo.

Esiste anche un letargo d’estate?

Sì, si chiama estivazione ed è tipica dei climi caldi, dove il pericolo non è il freddo ma il rischio di disidratarsi e surriscaldarsi. Le lumache di terra, per esempio, si ritirano nel guscio e lo sigillano con una sorta di “tappo”, l’epifragma, restando ferme per settimane o mesi finché non torna la pioggia. Lo stesso fanno il riccio africano, alcuni anfibi delle zone desertiche e il pesce polmonato africano, che si seppellisce nel fango dentro un bozzolo e respira aria.

Altre strategie, come le migrazioni degli uccelli, servono allo stesso scopo, ma non sono un letargo: invece di fermarsi, gli animali si spostano dove il cibo non manca.

Perché non bisogna disturbare un animale in letargo

Svegliare un animale durante il letargo non è un gesto innocuo. Ogni risveglio fuori programma consuma una parte delle riserve di grasso che dovrebbero bastare fino alla primavera. Per i pipistrelli, in particolare, essere disturbati nel rifugio invernale può essere fatale.

Qualche attenzione semplice aiuta gli animali selvatici che vivono vicino a noi:

  • lasciare in un angolo del giardino un mucchio di foglie secche o di rami, rifugio ideale per i ricci;
  • controllare bene cataste di legna e cumuli di sterpaglie prima di spostarli o bruciarli;
  • non entrare con luci e rumori nelle grotte dove svernano i pipistrelli;
  • se si trova un animale apparentemente in difficoltà, non toccarlo e rivolgersi a un centro di recupero della fauna selvatica.

Un sonno che salva la vita

Il letargo è uno dei trucchi più efficaci che la natura abbia inventato per superare l’inverno. Quando, in primavera, si rivede un riccio attraversare il giardino, vuol dire che il suo lungo sonno ha funzionato. Intanto, l’autunno offre altri spettacoli da osservare, come i colori delle foglie che cambiano.