Perché gli uccelli migrano in autunno? Come trovano la strada per l’Africa
Ogni autunno milioni di uccelli attraversano l'Italia diretti a sud. Perché partono, come fanno a orientarsi con il sole, le stelle e il campo magnetico, e quali ostacoli incontrano.

In queste settimane, spesso senza che ce ne accorgiamo, milioni di uccelli stanno sorvolando l’Italia diretti verso sud. Rondini, cicogne, rapaci, gru e tanti piccoli passeriformi lasciano l’Europa per passare l’inverno in Africa. Ma perché gli uccelli migrano, e come riescono a percorrere migliaia di chilometri senza perdersi?
Perché gli uccelli migrano?
La risposta breve è: per il cibo. In primavera e in estate l’Europa offre giornate lunghe, insetti in abbondanza e luoghi tranquilli dove nidificare. Con l’arrivo del freddo, però, gli insetti spariscono, i semi diminuiscono e le giornate si accorciano. Per molte specie restare significherebbe non trovare abbastanza da mangiare.
Spostarsi verso climi più miti, dove il cibo continua a esserci, diventa allora la strategia migliore, anche se il viaggio è faticoso e pieno di rischi. In primavera succede il contrario: tornano a nord per sfruttare l’abbondanza della bella stagione e riprodursi.
Come fanno a sapere quando partire?
Il segnale principale è la durata del giorno. Quando le ore di luce diminuiscono, nell’organismo degli uccelli scattano cambiamenti ormonali che li spingono a mangiare di più e ad accumulare grasso, il «carburante» del viaggio. Diventano anche irrequieti, soprattutto di notte. Per la partenza scelgono poi i giorni con il meteo favorevole: vento in coda e assenza di pioggia.
Come si orientano in volo?
Gli uccelli migratori usano diversi sistemi di orientamento, combinandoli tra loro:
- il sole, la cui posizione nel cielo, insieme a un orologio interno, indica la direzione durante il giorno;
- le stelle, usate soprattutto da chi migra di notte, come molti piccoli passeriformi;
- il campo magnetico terrestre, che funziona come una bussola naturale: gli scienziati studiano da anni come gli uccelli riescano a «percepirlo»;
- i punti di riferimento sul territorio, come coste, fiumi e catene montuose, che aiutano soprattutto nelle ultime fasi del viaggio.
Alcune specie, come le cicogne e le gru, viaggiano in gruppo e i giovani imparano la rotta seguendo gli adulti. Altre, sorprendentemente, compiono la prima migrazione da sole, guidate quasi solo dall’istinto.
Gli ostacoli del viaggio
Il percorso può superare i 10mila chilometri. Per chi parte dall’Europa, due sono le prove più dure:
- il Mar Mediterraneo, da attraversare con lunghi voli senza possibilità di riposo, se non su isole e scogli;
- il deserto del Sahara, con temperature estreme e pochissima acqua.
Per questo il viaggio si fa a tappe, con soste di alcuni giorni per mangiare e recuperare le forze. A questi ostacoli naturali si aggiungono quelli legati all’uomo: perdita di habitat, cambiamenti del clima e inquinamento luminoso, che può disorientare chi vola di notte.
Tutti gli uccelli migrano?
No. Molte specie sono stanziali, cioè restano tutto l’anno nello stesso territorio: è il caso di passeri, merli e cornacchie, che riescono a cambiare alimentazione in base alla stagione. Altre sono migratrici solo in parte: alcuni individui partono e altri restano, a seconda delle zone e del clima. Ci sono poi uccelli che in inverno arrivano in Italia dal Nord e dall’Est Europa, come alcune anatre, perché da noi trovano condizioni più miti di quelle dei luoghi in cui nidificano.
L’Italia, un ponte tra Europa e Africa
Allungata nel mezzo del Mediterraneo, l’Italia è una tappa naturale per moltissime specie. Coste, zone umide e piccole isole diventano aree di sosta preziose, e in autunno è un buon momento per avvicinarsi al birdwatching: bastano un binocolo, un po’ di pazienza e, se possibile, la guida di un’associazione naturalistica locale.
La migrazione è uno dei tanti spettacoli che la natura offre in questa stagione, insieme ai colori dei boschi: chi vuole saperne di più può scoprire perché le foglie cambiano colore in autunno.


