mercoledì 21 Ottobre 2026
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Salute e Benessere

Orecchie tappate in aereo: perché succede e come stapparle in modo sicuro

La sensazione di orecchie chiuse in volo dipende dalla pressione sul timpano. Deglutire, sbadigliare o masticare di solito basta: ecco come fare e quando preoccuparsi.

Orecchie tappate in aereo: perché succede e come stapparle in modo sicuro

Le orecchie tappate in aereo sono una delle sensazioni più comuni per chi vola: un senso di pressione, i suoni ovattati, a volte un po’ di fastidio. Succede soprattutto durante l’atterraggio, ma può capitare anche salendo in montagna in auto o facendo immersioni. La causa è una sola: la differenza di pressione tra l’esterno e l’interno del nostro orecchio.

Perché le orecchie si tappano

Dietro il timpano c’è una piccola cavità piena d’aria, l’orecchio medio. Per funzionare bene, la pressione al suo interno deve essere uguale a quella esterna. A fare da “valvola” c’è la tuba di Eustachio, un sottile canale di circa 3-4 centimetri che collega l’orecchio medio alla parte posteriore del naso e della gola.

Di solito la tuba resta chiusa e si apre per un attimo quando deglutiamo, sbadigliamo o starnutiamo, lasciando passare un po’ d’aria. Quando la pressione esterna cambia in fretta, come in aereo, la tuba non fa in tempo a compensare: il timpano viene spinto verso l’esterno o verso l’interno, vibra peggio e i suoni arrivano attutiti. Il classico “pop” che si sente quando tutto si sistema è il timpano che torna nella sua posizione.

Perché le orecchie tappate in aereo danno più fastidio in atterraggio?

Perché in discesa la pressione esterna aumenta rapidamente e spinge il timpano verso l’interno. In questa situazione è più difficile che la tuba si apra da sola, e per questo l’atterraggio è spesso la fase più fastidiosa, a volte anche dolorosa. Lo stesso principio vale per i sub: sott’acqua la pressione cresce di circa un’atmosfera ogni 10 metri, ed è per questo che imparano a “compensare” fin dall’inizio della discesa.

Come stappare le orecchie

Nella maggior parte dei casi bastano gesti semplici, che aiutano la tuba di Eustachio ad aprirsi:

  • deglutire, magari bevendo piccoli sorsi d’acqua;
  • sbadigliare, anche in modo forzato;
  • masticare una gomma o succhiare una caramella durante la salita e la discesa;
  • la manovra di Valsalva: chiudere il naso con le dita, tenere la bocca chiusa e soffiare con delicatezza, come per gonfiare le guance. Va fatta con molta cautela: soffiare troppo forte può danneggiare l’orecchio.

Conviene iniziare presto, non appena l’aereo comincia la discesa, senza aspettare che la sensazione diventi fastidiosa. Ed è meglio restare svegli in quella fase: mentre si dorme si deglutisce meno spesso.

E con i bambini piccoli?

I più piccoli non sanno ancora compensare volontariamente e spesso piangono proprio in atterraggio. Un aiuto semplice è farli deglutire: dare il biberon, il seno, il ciuccio o qualche sorso d’acqua durante la salita e soprattutto durante la discesa. Per i bambini più grandi va bene una caramella o una gomma, se l’età lo consente.

Raffreddore e volo: attenzione

Quando si ha il raffreddore, la sinusite o un’allergia, le mucose intorno all’apertura della tuba si gonfiano e il passaggio dell’aria diventa più difficile. In queste condizioni il rischio di fastidi e di un piccolo trauma da pressione, il barotrauma, è più alto. Se si deve volare con il naso chiuso, è utile chiedere consiglio al medico o al farmacista prima della partenza. Sul legame tra freddo e naso abbiamo scritto anche perché il naso cola quando fa freddo.

Quando rivolgersi al medico

Di solito la sensazione passa da sola entro poco tempo dall’atterraggio. È bene però farsi vedere da un medico o da un otorinolaringoiatra se:

  • l’orecchio resta tappato per molte ore o per giorni;
  • compare un dolore forte;
  • si nota un calo dell’udito, un fischio persistente o capogiri;
  • esce liquido o sangue dall’orecchio.

Queste sono indicazioni generali: per qualsiasi dubbio sulla propria salute, il riferimento resta il proprio medico. Per il resto, un sorso d’acqua e uno sbadiglio al momento giusto possono rendere il prossimo volo molto più piacevole. E mentre aspetti l’atterraggio, dal finestrino puoi osservare anche perché gli aerei lasciano la scia.