Rapporto Onu sul clima: emissioni ancora record, la Terra verso +2,6 gradi
Il nuovo rapporto del Programma Onu per l'ambiente: nel 2025 i gas serra sono rimasti ai massimi. Anche rispettando gli impegni, a fine secolo si arriverebbe a +2,6 °C.

Il nuovo rapporto Onu sul clima presentato il 21 ottobre dice che nel 2025 le emissioni globali di gas serra sono rimaste su livelli record. È il documento che ogni anno il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) dedica alla distanza tra quello che i Paesi promettono e quello che servirebbe davvero per frenare il riscaldamento del pianeta. A presentarlo è stato il segretario generale dell’Onu, António Guterres.
Cosa dice il rapporto Onu sul clima
Il dato che pesa di più riguarda il futuro. Anche se tutti i governi rispettassero gli impegni presi di recente, la temperatura media del pianeta salirebbe di circa 2,6 gradi rispetto all’epoca preindustriale entro il 2100. Se invece ci si fermasse alle politiche già in vigore, senza le nuove promesse, si arriverebbe a 2,8 gradi: in pratica il doppio del riscaldamento che abbiamo già oggi.
Guterres ha definito i piani nazionali e le politiche attuali «pericolosamente insufficienti». Il quadro è peggiore rispetto allo scorso anno, quando le stime si fermavano tra 2,3 e 2,5 gradi. Secondo il rapporto, sul peggioramento pesano due fattori: l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, che riguarda il secondo inquinatore del mondo, e una revisione delle stime sulle emissioni del passato.
Chi inquina di più e chi sta riducendo
I primi dati sul 2025 per i sei maggiori emettitori mostrano un andamento diviso in due:
- in aumento le emissioni di Stati Uniti, Indonesia e Cina;
- in calo quelle di India, Russia e Unione europea.
Il rapporto ricorda anche che i Paesi del G20, cioè le principali economie del mondo, producono circa tre quarti delle emissioni globali. Proprio i Paesi più ricchi del gruppo sono indicati come i principali responsabili di decenni di azione climatica considerata insufficiente.
L’obiettivo di 1,5 gradi è ormai perso?
Secondo l’Unep, la possibilità di restare sotto la soglia di 1,5 gradi senza superarla è ormai svanita. Resta però uno scenario considerato ancora raggiungibile: un picco intorno a 1,7-1,8 gradi, con un ritorno sotto 1,5 gradi entro la fine del secolo.
Per riuscirci, però, servirebbe un cambio di passo molto netto. Rispetto ai livelli del 2025, le emissioni mondiali dovrebbero scendere del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 69% entro il 2040. Con gli impegni attuali, invece, il taglio sarebbe solo del 5-8% al 2030 e dell’11-15% al 2035.
Perché questi numeri ci riguardano
Ogni decimo di grado in più si traduce in ondate di calore più frequenti, piogge più intense e periodi di siccità più lunghi, fenomeni che anche in Italia abbiamo imparato a conoscere. Non a caso, nelle ultime settimane si è parlato molto di un settembre tra i più caldi mai registrati e del ritorno di un El Niño molto intenso.
Il messaggio che arriva dalle Nazioni Unite è chiaro: in alcune parti del mondo la direzione è quella giusta, ma la velocità con cui si stanno tagliando le emissioni non basta ancora.


