Perché il naso cola quando fa freddo, anche se non abbiamo il raffreddore
Basta una passeggiata all'aria gelida e il naso inizia a gocciolare. Non è un virus: è il naso che lavora per scaldare l'aria. Ecco come funziona e quando invece è il caso di farsi vedere.

Perché il naso cola quando fa freddo? Capita a quasi tutti: si esce di casa in una mattina d’inverno, si cammina per qualche minuto e il naso comincia a gocciolare, senza starnuti, senza febbre e senza nessun altro segno di raffreddore. Appena si rientra al caldo, tutto passa. Non è un’impressione: è un fenomeno ben conosciuto, e ha una spiegazione che riguarda il lavoro silenzioso che il naso fa a ogni respiro.
Il naso, un piccolo climatizzatore
Prima di arrivare ai polmoni, l’aria che respiriamo passa dal naso, che ha un compito preciso: scaldarla e umidificarla. All’interno delle cavità nasali ci sono strutture ricche di vasi sanguigni, i turbinati, rivestite da una mucosa che produce continuamente muco. In pochi centimetri, l’aria viene portata vicino alla temperatura del corpo e caricata di umidità, così da non irritare le vie respiratorie più profonde.
Con l’aria tiepida e umida di casa questo lavoro è facile. Con l’aria fredda e secca dell’inverno, invece, il naso deve impegnarsi molto di più.
Perché il naso cola quando fa freddo: le due cause
Gli esperti indicano due meccanismi che agiscono insieme.
- Una risposta riflessa. Quando l’aria fredda e secca colpisce la mucosa, il sistema nervoso reagisce aumentando l’afflusso di sangue e la produzione di secrezioni, per scaldare e inumidire meglio l’aria in entrata. Spesso il muco prodotto è più di quanto serva, e l’eccesso scivola verso l’esterno. In medicina questo fenomeno viene chiamato rinite, o rinorrea, da freddo.
- La condensa. L’aria che espiriamo è calda e carica di vapore. Quando attraversa la punta del naso, che all’aperto è molto fredda, il vapore si raffredda e si trasforma in goccioline d’acqua, proprio come succede sui vetri di una finestra d’inverno. È lo stesso principio per cui si vede il fiato quando fa freddo.
È un segno di raffreddore?
Di solito no. Il naso che cola per il freddo ha caratteristiche tipiche: il liquido è trasparente e acquoso, compare all’aperto o dopo uno sforzo all’aria fredda, come una corsa o una giornata sugli sci, e si ferma poco dopo essere tornati al caldo. Non c’è febbre, né mal di gola, né naso chiuso che dura per giorni.
Il raffreddore, invece, è un’infezione causata da virus: di solito si accompagna a starnuti, congestione, a volte mal di gola e stanchezza, e dura diversi giorni indipendentemente dalla temperatura esterna.
Chi ne soffre di più?
Può succedere a chiunque, ma è più frequente negli sportivi che si allenano all’aperto d’inverno, in chi pratica sport sulla neve e nelle persone anziane. Anche chi ha una mucosa nasale particolarmente sensibile, ad esempio a sbalzi di temperatura o all’aria secca dei riscaldamenti, tende a notarlo di più.
Cosa si può fare
Trattandosi di una reazione normale, non serve una cura. Qualche accorgimento, però, può renderla meno fastidiosa:
- coprire naso e bocca con una sciarpa o uno scaldacollo: l’aria arriva già un po’ più tiepida e umida;
- respirare con il naso quando possibile, perché è proprio lui a filtrare e scaldare l’aria;
- tenere a portata di mano fazzoletti morbidi, per non irritare la pelle sotto le narici, che con il freddo si secca facilmente, come succede alle labbra screpolate;
- in casa, evitare un’aria troppo secca, arieggiando le stanze ed evitando temperature eccessive.
Quando rivolgersi al medico
Il naso che cola per il freddo non è preoccupante. Conviene però sentire il medico se il disturbo è continuo anche al chiuso, se il muco diventa denso e colorato per molti giorni, se compaiono febbre, dolore al viso, difficoltà a respirare dal naso o se i sintomi peggiorano invece di migliorare. In questi casi potrebbe trattarsi di altro, e solo un professionista può valutarlo.


