sabato 17 Ottobre 2026
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Salute e Benessere

Alcol e tumore al seno, l’Oms: solo il 15% degli europei conosce il legame

Nella Regione europea dell'Oms l'alcol è collegato a circa 39.200 nuovi casi di tumore al seno. Ma pochi lo sanno: l'Oms lancia uno strumento per i medici.

Alcol e tumore al seno, l'Oms: solo il 15% degli europei conosce il legame

Il legame tra alcol e tumore al seno è ancora poco conosciuto: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, solo il 15% delle persone intervistate in 14 Paesi europei sa che l’alcol può causare questa malattia. Tra le donne la quota sale appena al 21%. L’Oms Europa ha diffuso i dati in occasione di ottobre, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

Alcol e tumore al seno: i numeri dell’Oms

Nel 2020, ultimo anno per cui l’Oms riporta la stima, l’alcol è stato responsabile di circa 39.200 nuovi casi di tumore al seno nella Regione europea dell’Organizzazione, che comprende oltre 50 Paesi tra Europa e Asia centrale. Non è l’unico rischio: l’alcol è collegato ad almeno sette tipi di tumore, oltre che a malattie del cuore e del fegato.

Il problema, sottolinea l’Oms, è che se ne parla poco. Durante le visite i medici affrontano spesso il fumo, l’attività fisica o l’alimentazione, mentre l’alcol resta il fattore di rischio comportamentale più trascurato. Tra i motivi: poco tempo a disposizione, poca formazione e il timore di far sentire giudicato il paziente.

Un assistente digitale per aiutare i medici

Per cambiare le cose l’Oms Europa ha lanciato una piattaforma online dedicata a medici e infermieri, il WHO Alcohol Screening and Brief Interventions Hub. Raccoglie evidenze scientifiche e strumenti pratici, tra cui l’Audit, un breve questionario di dieci domande usato in tutto il mondo per valutare il consumo di alcol.

Dentro la piattaforma c’è anche un assistente basato sull’intelligenza artificiale, pensato per essere consultato tra una visita e l’altra: aiuta a impostare il dialogo con i pazienti e risponde solo sulla base delle evidenze raccolte dall’Oms, indicando sempre la fonte. Per Carina Ferreira-Borges, consulente dell’Oms Europa sull’alcol, parlarne deve diventare una parte normale delle cure, non un argomento imbarazzante da aggiungere alla fine.

Cosa può fare chi vuole saperne di più

L’informazione è il primo passo. Chi ha dubbi sul proprio consumo di alcol o sul proprio rischio può parlarne con il medico di famiglia, che è la figura giusta per una valutazione personale. Ottobre è anche il mese in cui si parla di più di prevenzione: vale la pena informarsi presso la propria Asl sui programmi di screening previsti per la propria età.

La prevenzione, del resto, passa da tante piccole scelte quotidiane, come ricorda anche il rapporto di Lancet sulle principali minacce alla salute di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.