Il Gattopardo a Castel Sant’Angelo: la mostra su Visconti fino al 29 novembre
Costumi originali, sceneggiature, bozzetti e foto di scena: a Roma una mostra racconta come Luchino Visconti costruì Il Gattopardo, Palma d'oro a Cannes.

A Roma si può entrare nella “cucina” di uno dei film più celebri del cinema italiano. La mostra su Visconti a Castel Sant’Angelo, intitolata “Luchino Visconti e la messa in scena della storia”, racconta attraverso Il Gattopardo come il regista lavorava ai suoi film. È aperta da questo fine settimana e resterà visitabile fino al 29 novembre.
Cosa si vede nella mostra su Visconti
Il percorso è dedicato al film del 1963 tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes. In esposizione ci sono:
- costumi originali del film;
- sceneggiature e appunti, spesso scritti a mano;
- bozzetti di scene e costumi;
- foto di scena, manifesti e cimeli.
Le sale ricostruiscono il lavoro di tutte le figure che stanno dietro un grande film: sceneggiatori, scenografo, arredatore, costumista, sartorie e compositore. L’idea dei curatori, Caterina d’Amico e Gian Luca Farinelli, è mostrare il cinema “dietro le quinte”, quando le scenografie si progettavano con fotografie e nastro adesivo e gli abiti venivano disegnati e cuciti a mano.
Perché proprio adesso e perché a Castel Sant’Angelo
La mostra cade in un anno doppiamente simbolico: ricorrono i 120 anni dalla nascita di Luchino Visconti e i 50 anni dalla sua morte. Ed è organizzata in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma, in corso in questi giorni.
Anche il luogo non è casuale. Castel Sant’Angelo fu set di Senso, del 1954, dove Visconti girò la scena finale dell’esecuzione. E qui si girò anche la Tosca di Jean Renoir, il film su cui il giovane Visconti fece le sue prime esperienze professionali come assistente.
Come visitarla
L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto del museo di Castel Sant’Angelo. Si può acquistare alla biglietteria, sull’app Musei Italiani o sul sito di CoopCulture. L’esposizione è promossa, tra gli altri, dal Centro Sperimentale di Cinematografia, dall’Archivio Luce di Cinecittà, dalla Cineteca di Bologna e da Titanus, la casa che produsse il film.
Per chi passa da Roma in autunno è una tappa da aggiungere a le altre mostre della stagione: c’è tempo fino a fine novembre.


