mercoledì 14 Ottobre 2026
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Aurora boreale in Italia: perché si vede e come accorgersene in tempo

Il 10 ottobre il cielo delle Dolomiti si è tinto di rosso. Ecco perché le aurore arrivano fino alle nostre latitudini, perché in Italia sono rosse e come prepararsi alla prossima.

Aurora boreale in Italia: perché si vede e come accorgersene in tempo

L’aurora boreale in Italia non è più una rarità da leggenda. La sera del 10 ottobre 2026 il cielo sopra il Passo Giau, vicino a Cortina d’Ampezzo, si è acceso di una luce rossa intensa sopra le Tofane, fotografata dall’astrofotografa Alessandra Masi. A provocarla è stata una tempesta geomagnetica di classe G3, innescata da un’espulsione di materia partita dal Sole alcuni giorni prima. Ma come fa un fenomeno tipico dell’Artico ad arrivare fino alle Alpi?

Che cos’è un’aurora

Il Sole emette di continuo particelle cariche, il cosiddetto vento solare. A volte, però, libera enormi nubi di materia, chiamate espulsioni di massa coronale. Quando una di queste nubi raggiunge la Terra, il campo magnetico del pianeta devia le particelle verso i poli. Lì, ad alta quota, le particelle colpiscono gli atomi di ossigeno e azoto dell’atmosfera, che si “eccitano” e restituiscono l’energia sotto forma di luce.

Di solito questo accade in una fascia intorno ai poli, sopra Paesi come Norvegia, Islanda o Canada. Quando la tempesta è particolarmente forte, però, la fascia si allarga verso sud e l’aurora diventa visibile anche a latitudini molto più basse.

Perché l’aurora boreale in Italia è rossa?

Le aurore classiche delle cartoline sono verdi: quel colore nasce dall’ossigeno a quote relativamente basse. Il rosso, invece, è prodotto dall’ossigeno molto più in alto, oltre i 200-300 chilometri. Da un Paese lontano dal polo come l’Italia vediamo l’aurora “di sbieco”, vicino all’orizzonte settentrionale: per questo arriva soprattutto la parte più alta del fenomeno, quella rossa. Nelle notti più intense possono comparire anche sfumature rosa e viola.

Perché se ne vedono di più in questi anni

L’attività del Sole segue un ciclo di circa 11 anni, con fasi più calme e fasi più turbolente. Negli ultimi anni la nostra stella ha attraversato il periodo di massima attività, con più macchie solari e più espulsioni di materia. Il risultato si è visto: nel maggio 2024 una delle tempeste geomagnetiche più forti degli ultimi decenni ha regalato aurore visibili in gran parte d’Italia, e altri episodi si sono ripetuti nei mesi successivi.

Le tempeste vengono classificate su una scala da G1 a G5. Quelle più intense possono disturbare temporaneamente satelliti, segnali GPS, comunicazioni radio e, nei casi estremi, le reti elettriche.

Come accorgersi in tempo di un’aurora

Prevedere un’aurora con precisione è difficile, ma qualche strumento aiuta:

  • seguire i bollettini di meteorologia spaziale, come quelli del centro di previsione della NOAA statunitense, che segnalano le tempeste geomagnetiche in arrivo;
  • usare app e siti dedicati alle aurore, che inviano avvisi quando l’attività aumenta;
  • tenere d’occhio gli osservatori e gli astrofili italiani sui social, spesso i primi a dare l’allerta.

Consigli per osservarla

  • allontanarsi dalle luci della città e cercare un punto con l’orizzonte nord libero;
  • scegliere le ore di buio pieno e, se possibile, una notte senza Luna piena;
  • usare la fotocamera dello smartphone in modalità notte: il sensore cattura il rosso molto meglio dell’occhio umano, che a volte vede solo un vago chiarore;
  • avere pazienza: l’aurora può accendersi e spegnersi nel giro di pochi minuti;
  • vestirsi bene: anche in autunno, in montagna o in campagna, le ore notturne sono fredde e l’attesa può durare a lungo.

Dove ha più senso provarci

In Italia le possibilità migliori si hanno al Nord, perché si è più vicini alla zona in cui l’aurora si forma. Le località di montagna delle Alpi e delle Dolomiti sono favorite: l’aria è più limpida, l’inquinamento luminoso è minore e spesso l’orizzonte settentrionale è libero. Durante le tempeste più forti, però, il chiarore rosso è stato fotografato anche nel Centro e nel Sud del Paese. Conta soprattutto avere un cielo buio e senza nuvole: un’aurora intensa sopra una coltre di nubi resta invisibile.

Se ami il cielo notturno, in queste settimane c’è anche un altro spettacolo da non perdere: ecco quando vedere le Orionidi, le stelle cadenti d’autunno.