mercoledì 14 Ottobre 2026
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Economia e Risparmio

Istat, prezzi su del 63% in 25 anni: casa e bollette più che raddoppiate

Tra il 2000 e il 2025 l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 63%. Abitazione e utenze oltre il 100%, alimentari quasi +90%. In calo telefonia e tecnologia.

Istat, prezzi su del 63% in 25 anni: casa e bollette più che raddoppiate

Un quarto di secolo di spesa in una sola cifra: tra il 2000 e il 2025 l’indice dei prezzi al consumo in Italia è cresciuto del 63%. È il dato principale sull’aumento dei prezzi Istat diffuso il 13 ottobre in una delle pubblicazioni “Storie di dati”, realizzate per il centenario dell’istituto di statistica. Dietro la media, però, si nascondono differenze molto ampie tra una voce di spesa e l’altra.

Cosa è aumentato di più

Tre gruppi di spesa hanno più che raddoppiato i loro prezzi, superando il 100% di aumento:

  • abitazione e utenze, spinte soprattutto dai rincari di elettricità e combustibili;
  • bevande alcoliche e tabacchi;
  • servizi finanziari e assicurativi.

Anche il carrello alimentare è salito molto più della media: i prodotti alimentari sono aumentati di circa il 90% in venticinque anni.

L’aumento dei prezzi Istat voce per voce: chi è salito meno

Istruzione e servizi sanitari sono cresciuti meno del 30%. I beni industriali non energetici, cioè oggetti come abbigliamento, mobili ed elettrodomestici, nel complesso si sono fermati poco sopra il 25%.

Una voce, infine, è andata in direzione opposta: beni e servizi di informazione e comunicazione, come telefonia e apparecchi tecnologici, costano oggi circa il 60% in meno rispetto al 2000. Un calo che riflette la diffusione delle tecnologie e la concorrenza nel settore.

Perché la media non racconta tutto

Il punto che emerge dai dati è che le spese difficili da evitare, come casa, bollette e cibo, sono cresciute più in fretta di quelle che si possono rimandare. Per una famiglia, quindi, l’aumento percepito può essere ben più alto del 63% medio, soprattutto se gran parte del bilancio va in affitto, energia e spesa alimentare.

Le associazioni dei consumatori, come il Codacons, temono che il 2026 aggiunga altri rincari, in particolare su carburanti ed energia. Il Fondo monetario internazionale stima per l’Italia un’inflazione al 3,1% quest’anno e al 2,8% nel 2027, come avevamo raccontato parlando delle previsioni dell’Fmi sull’Italia.

Cosa può fare chi vuole difendersi

Non esistono ricette valide per tutti, ma le voci che pesano di più indicano dove guardare: confrontare periodicamente le offerte di luce e gas, controllare i consumi di casa e fare la spesa con una lista aiutano a contenere i costi. Chi ha diritto a bonus o sostegni può verificarne le condizioni, come nel caso del bonus di Natale per i pensionati.