A che temperatura tenere il riscaldamento in casa: guida pratica
Quanti gradi tenere nelle stanze, perché ogni grado in meno conta e i piccoli gesti che riducono la bolletta senza rinunciare al comfort.

Con l’arrivo dell’autunno torna la domanda di sempre: a che temperatura tenere il riscaldamento in casa per stare bene senza far lievitare la bolletta? Non esiste un numero magico valido per tutti, ma ci sono riferimenti chiari e qualche abitudine che fa davvero la differenza.
A che temperatura tenere il riscaldamento in casa?
Per le abitazioni, in Italia, la regola generale fissa un tetto di 20 gradi (con una piccola tolleranza) per la media delle stanze. È un valore pensato per bilanciare comfort e consumi. Nella pratica, molti trovano un buon equilibrio così:
- soggiorno e zone giorno: 19-20 gradi;
- camera da letto: qualche grado in meno, intorno ai 17-18, perché il sonno è favorito da un ambiente fresco;
- bagno: leggermente più caldo nei momenti in cui si usa;
- stanze poco usate: valvole al minimo, senza però spegnere del tutto per evitare umidità e muffa.
Per neonati, anziani o persone con esigenze particolari le temperature possono richiedere aggiustamenti: in questi casi è bene seguire le indicazioni del proprio medico.
Perché ogni grado in meno conta
Abbassare il termostato anche di un solo grado riduce in modo apprezzabile i consumi nell’arco della stagione. Le stime più diffuse parlano di un risparmio nell’ordine del 5-10% per ogni grado, a seconda dell’isolamento della casa e del tipo di impianto. In altre parole, passare da 22 a 20 gradi può pesare sulla bolletta più di quanto si immagini.
Orari e accensioni: cosa conviene fare
Oltre alla temperatura conta il modo in cui si usa l’impianto. Alcune indicazioni generali:
- programmare il termostato: farlo partire poco prima del risveglio e del rientro a casa, invece di lasciarlo acceso tutto il giorno a vuoto;
- abbassare di notte: sotto le coperte servono meno gradi;
- valvole termostatiche: permettono di regolare ogni termosifone stanza per stanza;
- attenzione agli impianti a pavimento o alle pompe di calore: lavorano meglio con temperature costanti e moderate, senza continui spegnimenti e riaccensioni.
I piccoli gesti che aiutano a risparmiare
Molto del calore si perde per abitudini che si possono correggere senza spendere nulla:
- non coprire i termosifoni con mobili, tende pesanti o panni stesi: il calore resta intrappolato;
- arieggiare in modo breve e deciso: 5-10 minuti con le finestre spalancate rinnovano l’aria senza raffreddare muri e mobili, mentre una finestra socchiusa per ore disperde calore;
- chiudere tapparelle e persiane la sera: creano uno strato in più contro il freddo;
- sfiatare i termosifoni a inizio stagione se fanno rumore o restano freddi in alto;
- fare la manutenzione della caldaia nei tempi previsti: un impianto efficiente consuma meno ed è più sicuro.
Umidità: l’alleata dimenticata
Un’aria troppo secca fa percepire più freddo e può dare fastidio a gola e occhi. Un livello di umidità equilibrato, indicativamente tra il 40 e il 60%, rende più gradevole anche una temperatura di 19-20 gradi. Un igrometro economico aiuta a tenerla sotto controllo. Al contrario, troppa umidità favorisce condensa e muffe: in quel caso il ricambio d’aria regolare è la soluzione più semplice.
Meglio spegnere quando si esce o lasciare acceso?
Dipende da quanto si resta fuori. Per assenze di poche ore, abbassare il termostato di qualche grado è di solito più sensato che spegnere tutto, soprattutto in case poco isolate dove muri e pavimenti si raffreddano in fretta e poi richiedono molta energia per tornare in temperatura. Per assenze lunghe, come un fine settimana fuori, conviene impostare una temperatura di mantenimento più bassa, evitando lo spegnimento completo nelle giornate più fredde.
In sintesi
Tenere la casa intorno ai 19-20 gradi nelle zone giorno e qualcosa in meno in camera, programmare gli orari e correggere le piccole dispersioni è il modo più semplice per passare l’inverno al caldo senza sorprese in bolletta. Per interventi più importanti, come la sostituzione della caldaia o l’isolamento, conviene chiedere una valutazione a un tecnico qualificato.


