Asteroide Bennu, risolto il mistero: ecco perché si raffredda così in fretta
I campioni portati sulla Terra dalla sonda OSIRIS-REx mostrano rocce porose e piene di crepe interne: è questo a spiegare perché la superficie di Bennu cambia temperatura così rapidamente.

L’asteroide Bennu ha svelato uno dei suoi segreti. Grazie ai campioni riportati sulla Terra dalla missione OSIRIS-REx della Nasa, un gruppo di ricercatori ha capito perché la sua superficie si scalda e si raffredda così rapidamente, una stranezza osservata già quasi vent’anni fa. La risposta è nelle rocce: porose e attraversate da una fitta rete di crepe. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.
Il mistero dell’asteroide Bennu
Nel 2007 il telescopio spaziale Spitzer aveva notato che la superficie di Bennu cambiava temperatura molto in fretta mentre l’asteroide ruotava, passando dalla luce del Sole all’ombra. Gli scienziati chiamano questa proprietà bassa inerzia termica. Di solito è tipica delle superfici coperte di polvere fine, che trattiene poco il calore.
Per questo ci si aspettava di trovare un asteroide liscio, con ampie distese di sabbia. Quando la sonda OSIRIS-REx arrivò a Bennu, nel 2018, la sorpresa fu grande: la superficie era accidentata, coperta di massi di grandi dimensioni, con pochissime zone adatte al prelievo dei campioni. Restava da capire come rocce così grandi potessero comportarsi come polvere.
Cosa hanno scoperto i ricercatori
Il lavoro è stato guidato da Andrew Ryan, del Lunar and Planetary Laboratory dell’Università dell’Arizona, con la collaborazione dell’Università di Nagoya, in Giappone, e del Johnson Space Center della Nasa a Houston. Gli studiosi hanno analizzato i frammenti raccolti su Bennu senza mai esporli all’ambiente terrestre: ogni particella è stata conservata in un contenitore sigillato, dentro una camera piena di azoto.
Le analisi hanno mostrato che:
- le rocce di Bennu sono molto porose, ma questo da solo non bastava a spiegare il comportamento della superficie;
- molte particelle contengono una rete fitta di crepe interne, che rallentano il passaggio del calore verso l’interno;
- dimensioni e struttura interna delle rocce fanno la differenza, come ha mostrato una tecnica di termografia usata dal gruppo giapponese.
Con la tomografia a raggi X, la stessa tecnica della TAC, i ricercatori hanno creato copie digitali in 3D di ogni particella, raccolte in un archivio pubblico. Poi hanno simulato il flusso di calore passando dalle piccole particelle ai grandi massi: il modello ha riprodotto proprio la bassa inerzia termica misurata dalla sonda.
Perché è importante
Capire come si comportano le rocce degli asteroidi serve a interpretare meglio le osservazioni fatte da lontano con telescopi e sonde. La temperatura della superficie influisce anche sul modo in cui un asteroide si muove nel tempo, perché il calore emesso produce una piccolissima spinta. Bennu è uno degli asteroidi più studiati proprio perché la sua orbita passa vicino a quella della Terra.
I campioni di OSIRIS-REx continueranno a essere analizzati per anni. E l’esplorazione dei piccoli corpi del Sistema solare prosegue: di recente è partita anche la missione giapponese MMX verso Phobos, la luna di Marte da cui riporterà a sua volta dei campioni.


