Esercito di terracotta, le impronte rivelano che lo modellarono anche donne e bambini
Uno studio su 79 impronte digitali lasciate sui guerrieri di Xi'an indica che quasi un terzo apparteneva a donne e oltre un quinto a ragazzi sotto i 15 anni.

L’Esercito di terracotta, le migliaia di statue di soldati sepolte oltre duemila anni fa accanto alla tomba del primo imperatore della Cina, non fu opera soltanto di uomini adulti. Un nuovo studio basato sulle impronte digitali rimaste impresse nell’argilla indica che alla lavorazione parteciparono anche donne e bambini. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Cultural Heritage.
Le impronte sull’argilla dell’Esercito di terracotta
Lo studio è stato condotto da ricercatori del Museo del Mausoleo dell’Imperatore, dell’Università dello Shandong e dell’ufficio per la cultura e il turismo del distretto di Chengyang, a Qingdao. Il gruppo ha esaminato 36 guerrieri provenienti dalla stessa fossa di scavo.
Una prima ricognizione ha individuato 91 impronte. Dodici sono state escluse perché appartenevano a persone che ne avevano lasciate più di una, così da non contare due volte la stessa mano. Ne sono rimaste 79, distribuite su teste, braccia, armature, mani, colletti e perfino un piede. Secondo gli studiosi sono state lasciate per caso, durante il lavoro.
Come si capisce chi ha lasciato un’impronta
Il metodo si basa sulla distanza media tra le creste della pelle, le sottili linee che formano le impronte. Questo valore cambia con l’età e, in media, tra uomini e donne: per questo permette di stimare, in modo approssimativo, chi ha toccato l’argilla.
Le impronte sono di due tipi:
- 73 in incavo, formate quando gli artigiani premevano le dita sull’argilla ancora morbida mentre modellavano, formavano e assemblavano le figure. Si trovano soprattutto su teste e braccia, le parti rifinite con più cura;
- 6 in rilievo, presenti solo sulle armature: si sono formate quando decorazioni già modellate, come borchie e cinture, venivano premute sulle statue.
I risultati: uomini, donne e ragazzi
Secondo le stime, il 45% delle impronte appartiene a uomini, il 32,7% a donne e il 22,3% a bambini o ragazzi sotto i 15 anni. Più della metà, quindi, non sarebbe stata lasciata da uomini adulti. È un indizio che la produzione delle statue coinvolgeva una forza lavoro più varia di quanto si pensasse, probabilmente organizzata anche su base familiare.
Un tesoro che continua a raccontare
L’Esercito di terracotta fu realizzato circa 2.200 anni fa per proteggere nell’aldilà Qin Shi Huang, l’imperatore che per primo unificò la Cina. Scoperto per caso nel 1974 da alcuni contadini vicino all’attuale Xi’an, è oggi uno dei siti archeologici più visitati al mondo.
Studi come questo mostrano come anche i dettagli più piccoli, come il segno di un dito sull’argilla, possano aggiungere informazioni sulla vita quotidiana di chi ha costruito le grandi opere del passato. Di recente abbiamo raccontato anche un’altra scoperta in Asia, quella del monumento riportato alla luce da Ca’ Foscari in Pakistan.


