venerdì 16 Ottobre 2026
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Salute e Benessere

Perché si sogna? Cosa succede nel cervello di notte e le teorie della scienza

Sognare serve a qualcosa? I ricercatori non hanno ancora una risposta unica, ma diverse ipotesi: dalla memoria alle emozioni, fino alla "palestra" contro i pericoli.

Perché si sogna? Cosa succede nel cervello di notte e le teorie della scienza

Perché si sogna? È una delle domande più antiche dell’umanità, e ancora oggi la scienza non ha una risposta unica. Sappiamo però molto di più su cosa accade nel cervello mentre sogniamo, e diverse teorie, ognuna con i suoi indizi, provano a spiegare a cosa servano quelle storie a volte bellissime, a volte assurde, che viviamo ogni notte.

Quando sogniamo: il sonno REM

Il sonno non è tutto uguale. Gli studiosi distinguono soprattutto tra sonno REM, dalla sigla inglese che indica i rapidi movimenti degli occhi, e sonno non-REM. I sogni più vividi, ricchi di immagini ed emozioni, avvengono di solito nella fase REM. Si sogna anche nelle altre fasi, ma in genere i sogni sono meno intensi e più difficili da ricordare.

Nel corso della notte le fasi REM tendono ad allungarsi verso il mattino. Per questo i sogni che ricordiamo meglio sono spesso quelli fatti poco prima del risveglio.

Cosa succede nel cervello quando sogniamo

Durante il REM il cervello è tutt’altro che spento. Alcune aree legate alle emozioni e alla memoria, come l’amigdala e l’ippocampo, si attivano intensamente. Al contrario, rallenta la corteccia prefrontale, la parte che di giorno ci aiuta a ragionare in modo logico e a controllare i nostri pensieri. Cambia anche la chimica: aumenta l’acetilcolina, mentre diminuiscono serotonina e noradrenalina.

Questo mix spiega bene il carattere dei sogni: forti emozioni, ricordi mescolati e poca logica, tanto che situazioni impossibili ci sembrano del tutto normali finché dormiamo.

Perché si sogna: le principali teorie

  • Attivazione e sintesi. Proposta nel 1977 dagli psichiatri J. Allan Hobson e Robert McCarley, sostiene che durante il REM il tronco encefalico invii segnali in parte casuali alla corteccia, che cerca di dar loro un senso trasformandoli in una storia. Oggi è considerata una base valida, ma non sufficiente da sola.
  • Memoria. Secondo un’altra ipotesi, sognando il cervello riorganizza le informazioni della giornata e le collega a quello che già sa. Negli esperimenti sui ratti si è visto che durante il sonno il cervello “ripete” i percorsi imparati, e alcuni studi sull’uomo indicano che chi sogna un compito appena appreso poi lo svolge meglio.
  • Emozioni. Ricercatori come Matthew Walker ritengono che il sonno REM aiuti a elaborare le esperienze più cariche emotivamente: le si rivive, ma con una chimica del cervello che ne attenua lo stress.
  • Simulazione dei pericoli. Il ricercatore finlandese Antti Revonsuo ha proposto che i sogni servano ad “allenarsi” alle minacce in un ambiente sicuro: non a caso molti sogni parlano di fughe, inseguimenti o situazioni imbarazzanti.
  • Continuità con la vita da svegli. I sogni rifletterebbero le nostre preoccupazioni e le nostre relazioni, non come copie esatte ma come rielaborazioni.

Quale teoria è quella giusta?

Probabilmente nessuna da sola. Molti studiosi pensano che i sogni svolgano più funzioni insieme e che le diverse teorie descrivano aspetti diversi dello stesso fenomeno. Un indizio arriva anche dal periodo della pandemia, quando sono aumentati i sogni legati a minacce ed emozioni: un segno che quello che viviamo di giorno entra davvero nelle nostre notti.

Perché alcuni sogni si dimenticano subito?

Capita a tutti di svegliarsi con la sensazione di aver sognato senza ricordare nulla. Visto che i sogni più vividi arrivano nella fase REM, ricordarli dipende molto da quando ci si sveglia: chi si sveglia durante o subito dopo una fase REM ha più probabilità di avere ancora in mente il sogno. Un trucco semplice per chi è curioso è tenere un quaderno sul comodino e annotare subito quello che si ricorda, prima di alzarsi.

Dormire bene, anche per sognare

Qualunque sia la loro funzione, i sogni fanno parte di un sonno sano. Se però incubi frequenti o risvegli continui disturbano il riposo, è bene parlarne con il medico. Sul sito abbiamo spiegato anche perché ci si sveglia alle 3 di notte e perché si sbadiglia.