giovedì 15 Ottobre 2026
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Curiosità

Perché il mare è salato (e i fiumi no)? La spiegazione semplice

In ogni litro di acqua di mare ci sono in media circa 35 grammi di sali. Da dove arrivano, perché fiumi e laghi restano dolci e perché il Mediterraneo è più salato degli oceani.

Perché il mare è salato (e i fiumi no)? La spiegazione semplice

Chi ha fatto il bagno al mare lo sa bene: basta un sorso d’acqua per sentire il sapore salato. Eppure i fiumi che ogni giorno si gettano in mare sono d’acqua dolce. Allora perché il mare è salato? La risposta è in un lento processo naturale che va avanti da milioni di anni e che coinvolge pioggia, rocce, fiumi e sole.

Quanto sale c’è nel mare?

In media, ogni litro di acqua di mare contiene circa 35 grammi di sali, cioè il 3,5%. La parte più importante, circa 27 grammi, è cloruro di sodio, lo stesso sale che usiamo in cucina. Il resto è formato soprattutto da composti di magnesio, solfati, calcio e potassio, oltre a minuscole tracce di moltissimi altri elementi, perfino oro, in quantità talmente piccole da non avere alcun valore pratico.

Circa il 97% di tutta l’acqua presente sulla Terra è salata: quella dolce, che possiamo bere, è una piccola parte del totale.

Perché il mare è salato: tutto parte dalle rocce

La fonte principale dei sali sono le rocce. L’acqua piovana è leggermente acida, perché scioglie un po’ dell’anidride carbonica presente nell’aria. Cadendo sui continenti, consuma lentamente le rocce e ne scioglie i sali minerali. Ruscelli e fiumi raccolgono quest’acqua e la portano fino al mare.

L’idea non è nuova: già all’inizio del Settecento l’astronomo inglese Edmond Halley, quello della famosa cometa, aveva ipotizzato che il sale del mare arrivasse dai fiumi.

A questo contributo si aggiungono altre due fonti:

  • le sorgenti idrotermali sui fondali, dove acqua molto calda risale dalla crosta terrestre carica di minerali;
  • le eruzioni dei vulcani sottomarini, che liberano sostanze direttamente in acqua.

E allora perché i fiumi non sono salati?

I fiumi contengono anche loro dei sali, ma in quantità molto piccole, perché la loro acqua si rinnova continuamente con la pioggia. Il mare, invece, funziona come un grande serbatoio di raccolta. Il sole fa evaporare l’acqua marina, ma il vapore è acqua pura: i sali restano dove sono. Quel vapore torna sui continenti sotto forma di pioggia, scioglie altri minerali e li riporta al mare.

Ripetuto per milioni di anni, questo ciclo ha concentrato i sali negli oceani. Gli scienziati ritengono che i mari primordiali fossero molto meno salati di oggi e che la concentrazione sia cresciuta nel tempo fino a un equilibrio: parte dei sali, infatti, finisce nei sedimenti dei fondali o viene usata dagli organismi marini.

Non tutti i mari sono salati allo stesso modo

  • Il Mediterraneo è più salato della media, con circa 38 grammi per litro: è un mare quasi chiuso, con un forte tasso di evaporazione e pochi scambi con l’oceano.
  • Vicino alle foci dei grandi fiumi l’acqua è meno salata, perché si mescola con quella dolce.
  • Il Mar Morto, che in realtà è un lago senza sbocco al mare, è uno degli specchi d’acqua più salati del pianeta: circa dieci volte più dell’oceano.

Più l’acqua è salata, più è densa, e più è facile galleggiare: è il motivo per cui al mare si sta a galla meglio che in piscina, e nel Mar Morto si riesce quasi a «sedersi» sull’acqua.

Si può bere l’acqua di mare?

No. L’acqua di mare è circa quattro volte più salata del nostro sangue, che ha una concentrazione di sali vicina allo 0,9%. Per eliminare il sale in eccesso i reni avrebbero bisogno di più acqua di quella bevuta: invece di dissetare, l’acqua di mare disidrata. Per renderla potabile serve un processo apposito, la desalinizzazione, usata in molti Paesi con poca acqua dolce.

Il mare, insomma, è il risultato di una lunghissima collaborazione tra rocce, pioggia e sole: una piccola lezione di scienza che si può raccontare anche durante una passeggiata in riva, persino d’autunno.