martedì 20 Ottobre 2026
Il Giornale Sottovoce, home page
Curiosità

Yak X, scoperta una nuova specie di yak estinta grazie al DNA di una grotta siberiana

Dai frammenti di ossa della grotta di Denisova, in Siberia, i ricercatori hanno ricostruito il DNA di uno yak sconosciuto, vissuto fino a circa 27.000 anni fa.

Yak X, scoperta una nuova specie di yak estinta grazie al DNA di una grotta siberiana

Una nuova specie di yak, mai descritta prima, è emersa da una manciata di frammenti ossei raccolti nella grotta di Denisova, sui monti Altaj, in Siberia. Non ha ancora un nome scientifico: per ora i ricercatori la chiamano semplicemente Yak X. Lo studio, firmato da un gruppo dell’Università di Stoccolma e del Museo svedese di storia naturale, è stato pubblicato sulla rivista Current Biology.

Ossa troppo piccole, ma il DNA parla

La particolarità della scoperta sta nel metodo. Le ossa trovate nella grotta erano troppo piccole e rovinate per essere riconosciute a occhio: i paleontologi le definiscono «non diagnostiche», perché non permettono di capire a quale animale appartenessero. I ricercatori hanno quindi puntato sul materiale genetico ancora conservato nei frammenti e sono riusciti a ricostruire 20 genomi.

Confrontandoli con quelli degli yak di oggi e di altri bovini selvatici, è venuta fuori una linea evolutiva a sé. Il genoma più antico risale a quasi 250.000 anni fa, il più recente a circa 27.000 anni fa.

Come viveva la nuova specie di yak

Secondo la ricostruzione, la stirpe di Yak X ha cominciato a separarsi da quella degli yak moderni circa 400.000 anni fa, in una fase climatica particolarmente calda che isolò tra loro diverse popolazioni. Intorno a 250.000 anni fa era ormai diventata una specie distinta.

Era un animale adattato al freddo. Un dettaglio ha colpito gli studiosi: a differenza di quanto accadeva tra gli esseri umani che frequentavano la stessa grotta, Yak X non si incrociava con le specie vicine, come il bisonte delle steppe o l’uro, l’antenato selvatico dei bovini domestici.

  • 400.000 anni fa: inizia la separazione dagli yak moderni;
  • 250.000 anni fa: è ormai una specie a sé;
  • 120.000 anni fa: con il riscaldamento del clima comincia il declino;
  • 27.000 anni fa: la data stimata dell’estinzione.

Il declino, spiegano gli autori, sarebbe legato proprio al clima: con l’arrivo di condizioni più miti, Yak X sarebbe stato via via sostituito da specie meglio adattate.

Perché non ha ancora un nome

Per battezzare ufficialmente una specie servono di solito resti fisici descritti in modo dettagliato, e il DNA da solo, per ora, non basta ad avviare la classificazione. La grotta di Denisova, del resto, è già famosa per aver restituito dai suoi sedimenti un’intera popolazione umana scomparsa, quella dei Denisoviani, individuata proprio grazie alla genetica.

Il passo successivo sarà cercare nuovi resti e riesaminare ossa già conservate nei musei, finora catalogate in modo generico come appartenenti a «qualche specie di yak». È possibile che Yak X sia già lì, su qualche scaffale, in attesa di essere riconosciuto. Una storia che ricorda quella di altri giganti dell’era glaciale, come il mammut riemerso da un cantiere in Repubblica Ceca.