martedì 20 Ottobre 2026
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Curiosità

Perché i gatti si strusciano sulle gambe: cosa vogliono dirci davvero

Non è solo affetto: quando il gatto si struscia lascia il suo odore, saluta e a volte chiede qualcosa. Ecco cosa significa questo gesto.

Perché i gatti si strusciano sulle gambe: cosa vogliono dirci davvero

Chi vive con un felino lo conosce bene: si rientra a casa e il micio arriva subito a passare tra le caviglie, prima con la testa, poi con il fianco e infine con la coda. Ma perché i gatti si strusciano sulle gambe? La risposta ha a che fare soprattutto con il naso: per un gatto l’odore è un modo di comunicare, e lo strusciamento è uno dei suoi “messaggi” più importanti.

Un gesto che lascia una firma invisibile

I gatti hanno delle ghiandole odorifere in diversi punti del corpo: sulle guance, sotto il mento, sulla fronte, ai lati della bocca e alla base della coda. Queste ghiandole producono sostanze chiamate feromoni, che noi non percepiamo ma che per loro sono un vero biglietto da visita.

Quando il gatto strofina la testa o il corpo contro qualcosa, deposita il proprio odore. È la stessa cosa che fa con gli spigoli dei mobili, con gli stipiti delle porte o con le gambe del tavolo: segna il territorio come “familiare e sicuro”.

Perché i gatti si strusciano sulle persone?

Strusciandosi su di noi, il gatto fa qualcosa di molto simile a quello che fanno i gatti che vivono in gruppo tra loro: si scambiano gli odori per creare un odore comune che li identifica come membri della stessa “famiglia”. In altre parole, ci sta includendo nel suo gruppo sociale. Gli studiosi del comportamento felino lo chiamano marcatura di affiliazione.

Non stupisce, quindi, che lo faccia soprattutto quando rientriamo: siamo stati fuori, abbiamo addosso odori estranei e lui “rimette a posto” le cose, rinnovando la sua firma.

I diversi significati dello strusciamento

  • Saluto: spesso accompagnato dalla coda alta e dritta, è il classico “bentornato”.
  • Legame: ci considera parte del suo ambiente sicuro.
  • Richiesta: quando si struscia vicino alla ciotola o in cucina, il messaggio può essere molto più pratico, cioè “ho fame”.
  • Ricerca di attenzioni: a volte vuole solo carezze o gioco.
  • Rassicurazione: in un ambiente nuovo o dopo un cambiamento, strusciarsi aiuta il gatto a sentirsi più tranquillo, perché lo circonda di odori conosciuti.

Perché si struscia anche sugli oggetti

Molti notano che il gatto si struscia con insistenza sugli angoli delle porte, sulle gambe delle sedie o sul bordo del divano, sempre negli stessi punti. Sono una sorta di “cartelli” disseminati per casa: ripassandoci sopra, il gatto rinfresca il proprio odore e si assicura che l’ambiente resti riconoscibile. Non a caso, dopo un trasloco o l’arrivo di un mobile nuovo, questo comportamento tende ad aumentare.

E la testata?

Quando il gatto ci dà una piccola spinta con la fronte, il cosiddetto “bunting”, sta usando le ghiandole della testa nel modo più diretto possibile. È considerato uno dei gesti di maggiore confidenza: un gatto non lo fa con chi non conosce o di cui non si fida.

Bisogna preoccuparsi se non si struscia?

No. Ogni gatto ha il suo carattere: alcuni sono molto espansivi, altri dimostrano attaccamento in modo più discreto, ad esempio dormendo nella stessa stanza, seguendoci da un posto all’altro o facendo le fusa. Anche impastare con le zampe è un segnale di benessere.

Conta piuttosto il cambiamento: se un gatto da sempre affettuoso smette all’improvviso di cercare il contatto, si nasconde o cambia abitudini, può essere il segno che qualcosa non va, uno stress o un fastidio fisico. In questi casi è bene parlarne con il veterinario.

Come rispondere al gatto che si struscia

Il modo migliore è assecondarlo con calma: una carezza sulle guance o sotto il mento, proprio dove si trovano le ghiandole, di solito è molto gradita. Se invece si struscia per chiedere cibo fuori orario, conviene non cedere ogni volta, per non trasformare il gesto in un’abitudine insistente.