lunedì 19 Ottobre 2026
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Scienza e Tecnologia

La supernova del 1181 ha una «collana di perle»: la foto più dettagliata

Un gruppo guidato dall'astrofisica italiana Ilaria Caiazzo ha osservato Pa 30, i resti di una stella esplosa nel 1181: filamenti di gas a nodi e una stella «zombie» al centro.

La supernova del 1181 ha una «collana di perle»: la foto più dettagliata

La supernova del 1181, osservata e annotata più di 800 anni fa da astronomi cinesi, giapponesi e arabi, mostra oggi i suoi resti come mai prima. Un gruppo internazionale coordinato dall’astrofisica italiana Ilaria Caiazzo, dell’Institute of Science and Technology Austria (ISTA), ha ottenuto l’immagine più dettagliata finora di Pa 30, la nube di gas lasciata da quell’esplosione. Lo studio è pubblicato su The Astrophysical Journal.

Una supernova vista a occhio nudo nel Medioevo

Nel 1181 una nuova “stella” comparve nel cielo e fu registrata in modo indipendente da osservatori di culture diverse. È una delle pochissime supernove, circa cinque, documentate prima dell’invenzione del telescopio.

Per secoli, però, non si sapeva dove fossero i suoi resti. La svolta è arrivata nel 2013, quando un astrofilo ha individuato una nebulosa insolita, chiamata poi Pa 30. Solo in seguito gli astronomi l’hanno collegata con sicurezza all’esplosione del 1181. Si trova a circa 7.500 anni luce dalla Terra, nella nostra galassia.

Cosa mostra la nuova immagine della supernova del 1181

Le osservazioni sono state fatte con il telescopio Gemini Nord, alle Hawaii. La nuova immagine rivela che i filamenti di gas della nube formano catene di nodi, come le perle di una collana. Alcuni di questi nodi sono così grandi che potrebbero contenere più volte l’intero Sistema solare.

Al centro della nube c’è un altro dettaglio sorprendente: una stella “zombie”, cioè ciò che resta della stella originaria, sopravvissuta all’esplosione. Secondo i ricercatori è il segno di un’esplosione incompleta, che non è riuscita a distruggere del tutto l’astro.

Perché è un oggetto unico

Pa 30 è l’unico oggetto conosciuto nella Via Lattea in cui si possono osservare direttamente sia i resti dell’esplosione sia la stella sopravvissuta. Oggetti simili sono stati trovati in altre galassie, ma molto più lontani e difficili da studiare. Per questo Pa 30 è una specie di laboratorio naturale per capire come funzionano queste esplosioni “mancate” e come si formano strutture così particolari.

Cosa succede ora

Gli astronomi continueranno a osservare la nube per capire come si muovono i filamenti e come si sono formati i nodi. Studiare le stelle che esplodono aiuta a capire anche da dove vengono molti elementi chimici presenti nell’Universo. Per chi vuole approfondire la vita delle stelle, ecco anche le ultime scoperte sulle nane bianche colorate e la stella verde.