Viviamo più a lungo, ma non più anni in salute: cosa dicono i dati sull’Italia
Nel mondo la vita media è salita di nove anni dal 1990, ma cresce anche il tempo vissuto con malattie croniche. In Italia la vita è record, gli anni in buona salute no.

L’aspettativa di vita in salute non cresce allo stesso ritmo della durata della vita: viviamo più a lungo, ma una parte sempre più ampia degli anni guadagnati la passiamo convivendo con malattie croniche e limitazioni. È il quadro che emerge dall’ultima analisi del Global Burden of Disease, il grande studio internazionale coordinato dall’IHME, pubblicata su The Lancet Public Health, e dai dati Istat sull’Italia.
Il quadro mondiale: nove anni di vita in più
Tra il 1990 e il 2023 la vita media nel mondo è passata da 64,6 a 73,8 anni. Nello stesso periodo gli anni vissuti in buona salute sono saliti da 55,9 a 63,1. La differenza tra le due cifre, cioè il tempo trascorso in cattiva salute, è aumentata da 8,8 a 10,7 anni: quasi il 22% in più.
Il divario si è allargato in 203 Paesi e territori su 204 ed è più ampio nei Paesi più ricchi. Lo studio stima la salute persa per 375 malattie e infortuni: a pesare di più sono le patologie croniche che raramente uccidono ma accompagnano a lungo, come i disturbi muscolo-scheletrici e quelli mentali. Tra i fattori di rischio principali ci sono la glicemia alta e l’eccesso di peso.
L’aspettativa di vita in salute in Italia
Secondo le stime dell’IHME, in Italia gli anni vissuti in cattiva salute sono passati da 10 a 11,8. L’Istat, che usa un metodo diverso basato su come le persone giudicano la propria salute, fotografa una situazione simile per tendenza. Nel 2024 la vita media ha toccato il record di 83,4 anni, ma gli anni attesi in buona salute si sono fermati a 58,1: uno in meno rispetto al 2023 e meno anche del 2019. I due numeri, IHME e Istat, non vanno confrontati tra loro perché misurano cose diverse.
Il paradosso di donne e uomini
Le donne vivono più a lungo, 85,5 anni contro 81,4 degli uomini, ma secondo l’Istat trascorrono meno anni in buona salute: 56,6 contro 59,8. Anche dopo i 65 anni la storia si ripete: alle donne restano in media 22,6 anni di vita, agli uomini 19,8, ma quelli senza limitazioni nelle attività quotidiane sono simili, circa 10 per entrambi. Una spiegazione proposta dagli studiosi è che le donne vivono più anni proprio nella fase in cui le malattie croniche sono più frequenti.
Qualche segnale positivo
Non tutto va nella stessa direzione. Dal 2014 la speranza di vita senza limitazioni a 65 anni è cresciuta di circa dieci mesi, e tra gli over 75 la quota di chi ha tre o più malattie croniche è scesa dal 51,9% al 48,9%. Abbiamo raccontato un altro aspetto di questo tema parlando del diabete in Italia e di Bolotana, il paese sardo dei centenari.
Cosa si può fare
L’Organizzazione mondiale della sanità ricorda che il calo delle capacità con l’età dipende poco dall’età anagrafica e molto da come si invecchia. Le sue raccomandazioni generali indicano tra 150 e 300 minuti a settimana di attività fisica moderata e, dopo i 65 anni, esercizi di equilibrio e forza almeno tre giorni a settimana. Per indicazioni personali, adatte alla propria situazione, il riferimento resta il medico di famiglia.


