domenica 18 Ottobre 2026
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Scienza e Tecnologia

Le nane bianche non sono tutte bianche: trovate stelle rosa, gialle e una verde

Uno studio dell'Università di Warwick ha ricostruito il colore reale di 151 stelle vicine. Una su trenta ha tinte insolite, e una sembra davvero verde.

Le nane bianche non sono tutte bianche: trovate stelle rosa, gialle e una verde

Le nane bianche, nonostante il nome, non sono sempre bianche: alcune hanno sfumature rosa, gialle, azzurre e perfino verdi. Lo ha mostrato uno studio guidato da Mark Hollands dell’Università di Warwick, nel Regno Unito, pubblicato sulla rivista RAS Techniques and Instruments. Tra le stelle analizzate c’è anche quella che gli autori descrivono come la prima stella verde credibile della nostra galassia.

Cosa sono le nane bianche

Le nane bianche sono ciò che resta di stelle simili al Sole alla fine della loro vita: nuclei compattissimi, grandi più o meno come la Terra ma con una massa paragonabile a quella di una stella, che si raffreddano lentamente per miliardi di anni. Anche il nostro Sole, in un futuro molto lontano, diventerà una di loro.

Nelle osservazioni astronomiche quelle più calde appaiono azzurrine e sono le più facili da individuare, perché più luminose. Per capire come appaiono davvero, i ricercatori hanno scelto un campione completo di stelle vicine.

Lo studio: 151 nane bianche vicine al Sole

Il gruppo ha considerato 151 nane bianche entro circa 65 anni luce da noi. Partendo dalla luce di ciascuna, scomposta nei suoi colori, ha ricostruito come la vedrebbe un occhio umano grazie a un modello della visione dei colori. Il risultato è che la grande maggioranza, 146 stelle, appare effettivamente bianca. Cinque invece hanno tinte insolite: due gialle e tre rosa, cioè circa una su trenta.

Perché le nane bianche cambiano colore

Il motivo principale, spiegano gli autori, non è solo la temperatura ma l’atmosfera estremamente densa di queste stelle, in cui anche piccole quantità di alcuni elementi assorbono una parte della luce:

  • rosa o viola: atmosfere ricche di carbonio, che forma molecole capaci di “togliere” alcuni colori;
  • giallo: atmosfere contaminate da detriti rocciosi di asteroidi e comete, resti degli antichi sistemi planetari;
  • azzurro pallido: miscele di idrogeno ed elio, in cui gli urti tra le molecole modificano la luce emessa.

Una di queste, WD J1011+2845, a circa 48 anni luce, ha un colore rosa salmone dovuto al carbonio portato in superficie dagli strati profondi e potrebbe essere la stella più rossa mai registrata.

La stella verde

Il caso più curioso è WD J1330+6435, a oltre 280 anni luce: era già nota agli astronomi, ma nei modelli del team appare di un verde acceso. Ha “inghiottito” materiale roccioso ricco di sodio, un elemento che assorbe la luce arancione e lascia prevalere il verde. Nella sua atmosfera c’è anche litio, che secondo gli autori potrebbe venire dalla crosta di pianeti rocciosi simili alla Terra; l’origine esatta resta però da chiarire.

Chi è curioso di sapere perché le stelle che vediamo a occhio nudo tremolano può leggere la nostra spiegazione su perché le stelle brillano. Studi come questo mostrano che anche i resti delle stelle conservano tracce dei pianeti che le circondavano: il loro colore diventa così un indizio per ricostruire la storia di altri sistemi solari.