domenica 8 Novembre 2026
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Risparmio e consumi

Aumentare la potenza del contatore: quanto costa, come si fa e in quanti giorni

Il contatore salta spesso? Come chiedere più potenza al venditore, quanto si spende una tantum e in bolletta, i tempi massimi e quando non si paga.

Aumentare la potenza del contatore: quanto costa, come si fa e in quanti giorni

Per aumentare la potenza del contatore devi fare richiesta al tuo venditore di luce: è lui che passa la pratica al distributore, e se resti entro i 6 kW il lavoro va fatto, di norma, entro 5 giorni lavorativi. Il costo è una tantum e, secondo l’esempio pubblicato dall’Autorità per l’energia (ARERA), per passare da 3 a 4 kW si spendono circa 100 euro, IVA compresa. Prima di chiederlo, però, conviene capire se ti serve davvero: ogni kW in più si paga anche in bolletta, tutti gli anni.

Potenza impegnata: perché il contatore “salta”

La potenza impegnata è quella che hai scelto nel contratto. Secondo ARERA, nella maggior parte delle case italiane è di 3 kW. Il contatore, però, ti lascia un margine: interrompe la corrente solo quando superi la potenza impegnata di oltre il 10%. Con 3 kW, quindi, la luce salta quando i consumi contemporanei vanno oltre i 3,3 kW.

In pratica succede quando accendi insieme apparecchi che assorbono molto: forno, lavatrice, asciugacapelli, piano a induzione, stufetta. Se ti capita spesso, le strade sono due: distribuire meglio i consumi durante la giornata, oppure chiedere più potenza.

Come capire quanta potenza usi davvero

Prima di decidere, guarda la bolletta. Da quando ARERA ha introdotto i nuovi livelli di potenza, nelle bollette compare per ogni mese il livello massimo di potenza prelevata, e almeno una volta l’anno il dettaglio degli ultimi 12 mesi (il venditore può chiamarlo con nomi leggermente diversi). Se i picchi restano lontani dal limite, l’aumento probabilmente non ti serve; se sono vicini o il contatore salta spesso, può valere la pena. Se non sai dove trovare questi dati, ti aiuta la nostra guida su come leggere la bolletta della luce.

Quali livelli di potenza puoi scegliere

Per i clienti domestici non ci sono solo 3, 4,5 o 6 kW. Le regole di ARERA prevedono questi gradini:

Fascia Gradini disponibili Esempi
Da 0,5 a 6 kW Scatti di 0,5 kW 2,5 – 3 – 3,5 – 4 – 4,5 kW
Da 6 a 10 kW Scatti di 1 kW 7 – 8 – 9 – 10 kW
Oltre 10 kW Scatti di 5 kW 15 – 20 kW

Questo significa che puoi aumentare di poco, per esempio da 3 a 3,5 kW, senza pagare per potenza che non userai.

Come aumentare la potenza del contatore: i passaggi

  1. Contatta il tuo venditore (la società che ti manda la bolletta), non il distributore. Puoi farlo dai canali indicati in bolletta: area clienti, numero verde, sportello.
  2. Indica il livello che vuoi e tieni a portata di mano una bolletta recente con i dati della fornitura.
  3. Ricevi costi e tempi. Fino a 6 kW il venditore ti comunica subito quanto costa e il tempo massimo di esecuzione (il cosiddetto “preventivo rapido”). Oltre i 6 kW, il distributore deve preparare un preventivo entro 15 giorni lavorativi.
  4. Conferma. Il venditore ha al massimo 2 giorni lavorativi per trasmettere la richiesta al distributore.
  5. Esecuzione. Fino a 6 kW, se non servono lavori sulla presa o sulla rete, il distributore deve eseguire la variazione entro 5 giorni lavorativi; oltre i 6 kW valgono i tempi scritti nel preventivo.
  6. Controlla la bolletta successiva: deve riportare la nuova potenza e i costi della variazione.

Se il distributore supera il tempo massimo, è previsto un indennizzo automatico, che ti viene riconosciuto senza bisogno di chiederlo.

Quanto costa aumentare la potenza

Il costo una tantum è la somma di due voci:

  • un contributo fisso per le attività del venditore: 23 euro per i clienti serviti in maggior tutela o nel servizio a tutele graduali; nel mercato libero l’importo è quello scritto nel tuo contratto;
  • un contributo per ogni kW in più, che va al distributore. Per i clienti domestici che restano entro i 6 kW è previsto un importo ridotto.

L’esempio di ARERA. Per passare da 3 a 4 kW con l’agevolazione per i domestici, il calcolo è: 23 euro + 1,1 × 62,30 euro = 91,53 euro IVA esclusa, cioè 100,68 euro IVA inclusa. Il fattore 1,1 c’è perché si paga la potenza effettivamente messa a disposizione, che comprende il margine del 10%. Senza agevolazione, lo stesso aumento costerebbe 23 + 1,1 × 77,49 = 108,24 euro IVA esclusa, cioè 119,06 euro IVA inclusa.

Attenzione: i contributi per kW sono aggiornati ogni anno da ARERA, quindi l’esempio serve per farsi un’idea dell’ordine di grandezza. L’importo esatto è quello che ti comunica il venditore prima della conferma.

Quando non paghi il contributo per kW

Se in passato hai ridotto la potenza sullo stesso contatore (dopo il 1° aprile 2017) e ora vuoi tornare indietro, il contributo per kW non è dovuto, purché la nuova potenza non superi né il livello che avevi prima della riduzione né i 6 kW. Resta l’eventuale contributo fisso del venditore.

Il costo che resta: la quota potenza in bolletta

Oltre alla spesa una tantum, ogni kW di potenza impegnata pesa in bolletta. ARERA lo stima in circa 26 euro all’anno per kW, IVA inclusa. Vale anche al contrario: abbassare la potenza fa risparmiare. Ecco il risparmio annuo indicato da ARERA rispetto a un contratto da 3 kW:

Nuova potenza Risparmio annuo (IVA inclusa)
2,5 kW 12,94 euro
2 kW 25,87 euro
1,5 kW 38,81 euro
1 kW 51,74 euro

Una riduzione può avere senso, per esempio, in una casa piccola o in una seconda casa usata poco. Per abbassare la potenza non si paga il contributo per kW: al massimo il contributo fisso del venditore. Se hai versato un deposito cauzionale, viene adeguato in proporzione alla nuova potenza.

Errori comuni da evitare

  • Chiedere più potenza del necessario. Passare a 6 kW “per stare tranquilli” vuol dire pagare ogni anno kW che non usi. Prima guarda i picchi in bolletta e considera i gradini da 0,5 kW.
  • Dimenticare l’impianto di casa. Più potenza al contatore non serve se l’impianto elettrico non è adeguato: per lavori importanti, come una pompa di calore, fai valutare l’impianto da un elettricista abilitato.
  • Rivolgersi al distributore. La richiesta va fatta al venditore, che fa da tramite.
  • Non controllare la bolletta dopo la modifica. Verifica che la nuova potenza e i costi corrispondano a quanto ti era stato comunicato.

Se stai valutando l’aumento per un nuovo elettrodomestico, può aiutarti sapere quanto assorbe davvero: abbiamo fatto i conti su quanto consuma la pompa di calore e su quanto consuma il forno elettrico.

Cosa fare se qualcosa va storto

Se i tempi non vengono rispettati o in bolletta trovi addebiti diversi da quelli comunicati, presenta un reclamo scritto al venditore, usando il modulo sul suo sito o i canali indicati in bolletta. Per informazioni puoi chiamare lo Sportello per il consumatore di ARERA al numero verde 800.166.654. Le regole complete sono nella pagina di ARERA dedicata alla potenza del contatore.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per aumentare la potenza del contatore?

Fino a 6 kW, se non servono lavori, il distributore deve eseguire la variazione entro 5 giorni lavorativi dalla richiesta trasmessa dal venditore. Oltre i 6 kW i tempi sono indicati nel preventivo.

Quanto costa passare da 3 a 4,5 kW?

Dipende dal contributo per kW in vigore e da quello fisso del venditore. Con le cifre dell’esempio ARERA, ogni kW in più costa circa 68,5 euro di contributo IVA esclusa (1,1 × 62,30), più il contributo fisso. Chiedi sempre l’importo esatto al venditore.

Aumentare la potenza fa salire la bolletta?

Sì: oltre al costo una tantum, la quota potenza in bolletta cresce di circa 26 euro all’anno per ogni kW in più, secondo la stima di ARERA.

Posso aumentare la potenza solo per qualche mese?

Puoi chiedere una nuova variazione in seguito. Se torni al livello precedente dopo una riduzione, entro i 6 kW, non paghi il contributo per kW; per abbassare la potenza può esserci solo il contributo fisso del venditore.

Cosa fare adesso: prendi le ultime bollette, guarda i picchi di potenza prelevata e, se servono davvero più kW, chiedi al venditore un preventivo per il gradino più basso che risolve il problema.

Informazioni aggiornate all’8 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.