lunedì 2 Novembre 2026
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Validità dell’assegno: quanti giorni hai per incassarlo e cosa succede se è scoperto

Assegno bancario e circolare: i termini di 8, 15 e 30 giorni, quando i soldi sono disponibili, come compilarlo, quanto costa e cosa succede se è scoperto.

Validità dell'assegno: quanti giorni hai per incassarlo e cosa succede se è scoperto

La validità dell’assegno bancario, cioè il tempo che hai per portarlo all’incasso, è di 8 giorni se va pagato nello stesso comune in cui è stato emesso e di 15 giorni se va pagato in un comune diverso. Per l’assegno circolare il termine è di 30 giorni dalla data di emissione. Dopo queste scadenze l’assegno non diventa carta straccia, ma perdi alcune tutele importanti. Ecco come funziona, con i numeri presi dalle pagine della Banca d’Italia.

Assegno bancario e assegno circolare: la differenza

  • Assegno bancario (o postale): è un ordine alla banca o a Poste di pagare una somma prelevandola dal conto di chi lo firma. Proprio per questo non è sempre coperto: se sul conto non ci sono soldi, l’assegno è “scoperto”.
  • Assegno circolare: lo emette una banca autorizzata dalla Banca d’Italia dopo che la somma è stata pagata in anticipo, in contanti o dal conto. Per questo è sempre coperto. Non si stacca dal libretto: va richiesto in banca.

Validità assegno bancario: i termini per incassarlo

Tipo di assegno Termine di presentazione Cosa succede dopo
Bancario o postale “su piazza” (stesso comune di emissione e di pagamento) 8 giorni Chi l’ha firmato può chiedere alla banca di non pagarlo; perdi alcune tutele, tra cui il protesto
Bancario o postale “fuori piazza” (comune diverso) 15 giorni Come sopra
Circolare 30 giorni dalla data di emissione Si può incassare anche dopo, ma con meno tutele

Il termine si conta dalla data scritta sull’assegno, che deve essere quella in cui è stato firmato. Il protesto è l’atto ufficiale con cui si certifica che un assegno presentato in tempo non è stato pagato: è la tutela principale di chi riceve un assegno scoperto, ed è per questo che conviene non lasciar passare i termini.

Quando hai davvero i soldi sul conto

Versare un assegno non significa avere subito la somma disponibile. Secondo la Banca d’Italia, il denaro diventa utilizzabile secondo le condizioni della tua banca e comunque entro quattro giorni lavorativi dal versamento. Se devi fare un pagamento importante con quei soldi, tienine conto.

Come compilare un assegno senza errori

  1. Data e luogo: scrivi il giorno, il mese e l’anno in cui firmi. Non mettere una data futura: l’assegno postdatato è un illecito amministrativo e può essere sanzionato. Una data passata, invece, accorcia il tempo utile per incassarlo.
  2. Importo in cifre e in lettere, centesimi compresi. Se le due versioni non coincidono, vale quella in lettere. La Banca d’Italia suggerisce di racchiudere la cifra tra due cancelletti, per esempio #500,00#, per impedire aggiunte.
  3. Beneficiario: scrivi il nome di chi deve incassare.
  4. Clausola “non trasferibile”: fa sì che l’assegno possa essere incassato solo dal beneficiario indicato. È obbligatoria da 1.000 euro in su, e la Banca d’Italia consiglia di usarla sempre, anche per cifre più basse.
  5. Firma e controllo finale: lascia meno spazi vuoti possibile, perché un assegno incompleto o alterato può essere rifiutato.

Quanto costa

  • Libretto degli assegni: da zero a circa 10 euro, per un massimo di 20 moduli, secondo la banca.
  • Assegni “liberi”, cioè senza la clausola di non trasferibilità: 1,50 euro di imposta di bollo per ogni modulo. Si possono usare solo sotto i 1.000 euro.
  • Assegno circolare: i costi di emissione fissati dalla banca più l’imposta di bollo di 1,50 euro.

Attenzione alle multe: chi usa un assegno trasferibile da 1.000 euro in su rischia una sanzione da 3.000 a 50.000 euro.

Se l’assegno è scoperto: cosa succede

Chi emette un assegno senza fondi rischia una sanzione da 516 a 3.099 euro (più alta oltre i 10.329 euro o in caso di recidiva) e l’iscrizione nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI), l’archivio gestito dalla Banca d’Italia. Con l’iscrizione scatta la revoca: per sei mesi non si possono emettere assegni. Il Prefetto può anche vietare di emetterli per almeno due anni.

C’è però una via d’uscita, il pagamento tardivo:

  • la banca manda il preavviso di revoca entro il 10° giorno dalla presentazione dell’assegno;
  • chi l’ha emesso ha 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione per pagare;
  • oltre all’importo deve versare una penale del 10%, gli interessi legali e le eventuali spese di protesto;
  • la prova del pagamento va consegnata alla banca entro il 60° giorno.

Facciamo un esempio con i numeri della Banca d’Italia: per un assegno scoperto di 1.000 euro, il pagamento tardivo richiede i 1.000 euro più 100 euro di penale, a cui si aggiungono interessi e spese di protesto. Tutti i dettagli sono nelle domande frequenti della Banca d’Italia su assegni e CAI.

Se hai ricevuto un assegno scoperto, la prima persona con cui parlare è la tua banca. Se invece temi di essere segnalato in un archivio, sappi che i dati che ti riguardano nella CAI si possono consultare presso le Filiali della Banca d’Italia; per gli altri archivi leggi la nostra guida alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia.

Gli errori più comuni

  • Lasciare l’assegno nel cassetto oltre gli 8 o 15 giorni: puoi ancora provare a incassarlo, ma se non viene pagato hai meno strumenti per farti valere.
  • Accettare un assegno girato senza controllare: la girata è ammessa solo se l’assegno non ha la clausola di non trasferibilità ed è sotto i 1.000 euro, e chi gira può essere chiamato a pagare se il successivo detentore non adempie.
  • Accettare un assegno senza beneficiario: circola semplicemente consegnandolo e, senza passare da una banca, è ammesso solo sotto i 5.000 euro.
  • Scrivere una data futura per “dare tempo” a chi paga: è vietato.
  • Spendere i soldi prima che siano disponibili: possono servire fino a quattro giorni lavorativi.

Cosa fare adesso

Se hai un assegno da incassare, guarda la data e il luogo di emissione e portalo in banca entro 8 o 15 giorni (30 se è circolare). Se devi emetterne uno, scrivi la data del giorno, l’importo tra cancelletti e la clausola “non trasferibile”. Le regole complete sono sulla pagina della Banca d’Italia dedicata all’assegno; per situazioni personali complicate, chiedi aiuto a un’associazione dei consumatori.

Informazioni aggiornate al 2 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.