Disdetta contratto internet e telefono: costi ammessi e quando è gratis
Vincolo massimo di 24 mesi, niente penali e costi di uscita limitati: cosa può chiederti l'operatore quando disdici internet o telefono e quando non paghi nulla.

La disdetta del contratto internet o del telefono non può costarti quanto vuole l’operatore: le regole dell’AGCOM, l’Autorità per le comunicazioni, fissano un vincolo massimo di 24 mesi, vietano le penali e limitano i costi che ti possono essere chiesti. In alcuni casi, come una modifica delle condizioni o una connessione molto più lenta del promesso, puoi andartene senza pagare nulla di extra. Ecco cosa prevede la normativa e come muoverti.
Le regole di base: vincolo massimo di 24 mesi
Il riferimento è il Regolamento sui contratti approvato dall’AGCOM con la delibera n. 307/23/CONS, insieme alle Linee guida della delibera n. 487/18/CONS. I punti fermi sono questi:
- il periodo di impegno iniziale (il “vincolo”) non può superare i 24 mesi;
- dopo il 24° mese puoi recedere in qualsiasi momento con un preavviso massimo di un mese, senza penali né costi di disattivazione;
- prima di firmare l’operatore deve darti una sintesi contrattuale, un riepilogo facile da leggere con prezzi, durata e condizioni di uscita: è il primo documento da recuperare quando vuoi disdire.
Disdetta contratto internet: quali costi possono chiederti
Penali vere e proprie non sono ammesse. L’operatore può però chiederti alcune voci, entro limiti precisi.
| Voce | Cosa dicono le regole AGCOM |
|---|---|
| Costi di dismissione o migrazione della linea | Non possono superare il canone mensile medio pagato, o i costi effettivamente sostenuti se inferiori |
| Restituzione degli sconti | Deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione: non può essere chiesta per intero |
| Rate residue di modem o smartphone | Restano dovute; di norma continui a pagarle a rate, ma puoi chiedere di saldarle in un’unica soluzione |
| Servizio durante il preavviso | Paghi il servizio che ricevi fino alla cessazione |
In pratica: il costo di disattivazione della linea non può superare quanto pagavi in media ogni mese di canone. Le rate del modem ancora da pagare, invece, sono un debito a parte e restano dovute.
Quando puoi andartene senza costi
Se l’operatore cambia le condizioni
Le modifiche al contratto devono esserti comunicate con almeno 30 giorni di preavviso. Da quel momento hai 60 giorni per recedere o passare a un altro operatore senza penali né costi di disattivazione. Se cambi operatore, ricordati di informare quello che lasci, per non vederti addebitare i costi di recesso.
Se il contratto è legato all’inflazione
Per le offerte con il canone agganciato all’indice ISTAT dei prezzi (FOI senza tabacchi) valgono regole specifiche: il primo adeguamento non può arrivare prima di 12 mesi dall’adesione e, se l’aumento supera il 5% del canone, puoi passare gratis a un’offerta simile senza indicizzazione. Le clausole di adeguamento senza il tuo consenso esplicito sono nulle.
Se la linea va molto più lenta del promesso
Se la velocità di download e upload, il ritardo o la perdita di dati sono in modo significativo, continuo o ricorrente peggiori di quanto previsto dal contratto, puoi recedere senza costi, fermo restando il diritto agli indennizzi.
Dopo il rinnovo automatico
Se il contratto si è prorogato in automatico, puoi recedere con un preavviso di 30 giorni senza penali: paghi solo il servizio del periodo di preavviso.
Come fare la disdetta o cambiare operatore: i passaggi
- Recupera contratto e sintesi contrattuale. Controlla da quando decorre il vincolo, quante rate del modem o del telefono restano e come il contratto prevede di comunicare il recesso.
- Decidi se disdire o migrare. Se vuoi solo cambiare gestore, non serve la disdetta: con la migrazione il vecchio contratto si chiude da solo.
- Per migrare, usa il codice di migrazione (CMU), che trovi in fattura o chiedendolo al servizio clienti, e comunicalo al nuovo operatore. Il vecchio operatore deve continuare a darti il servizio alle stesse condizioni finché il nuovo non attiva la linea, e i costi di disattivazione sono a carico del nuovo operatore.
- Vuoi tenere il numero? Chiedi la portabilità: puoi trasferire anche più numeri insieme.
- Conserva le prove. Tieni copia della richiesta, della ricevuta di invio e delle fatture successive, per poter contestare eventuali addebiti.
- Controlla l’ultima fattura. Verifica che i costi rientrino nei limiti visti sopra. Se avevi una SIM ricaricabile, hai diritto al rimborso del credito residuo.
Errori comuni da evitare
- Disdire prima di aver attivato la nuova linea, restando giorni senza internet: se cambi gestore, la migrazione evita il “buco”.
- Pagare la restituzione integrale degli sconti: deve essere proporzionata alla durata residua.
- Ignorare le email di modifica contrattuale: i 60 giorni per uscire gratis partono dalla comunicazione.
- Dimenticare il modem: verifica nel contratto se è in comodato da restituire o in vendita a rate.
Se l’operatore non rispetta le regole
Prima fai un reclamo scritto all’operatore, conservando la ricevuta. Se non risolvi, puoi usare ConciliaWeb, la piattaforma gratuita dell’AGCOM per le liti su telefonia fissa e mobile, internet e servizi media: si accede con SPID, CIE o eIDAS. La conciliazione si chiude entro 30 giorni; se fallisce, entro 3 mesi dal verbale di mancato accordo puoi chiedere la “definizione”, in cui l’Autorità decide con un provvedimento vincolante su rimborsi e indennizzi. Se non te la senti di usarla da solo, ti aiuta il Co.re.com della tua Regione o un’associazione dei consumatori. Il contact center AGCOM risponde dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 14, all’800.185060 da rete fissa e allo 081.750750 da cellulare o dall’estero.
Lo stesso metodo, reclamo scritto e poi conciliazione, vale anche per le bollette di luce e gas: lo trovi spiegato nella guida al reclamo sulla bolletta luce e gas. Se invece hai firmato il contratto online da pochi giorni, leggi anche come funziona il diritto di recesso per gli acquisti a distanza.
Domande frequenti
Quanto costa disdire un contratto internet prima dei 24 mesi?
Non ci sono penali: possono chiederti al massimo i costi di disattivazione (entro il canone medio mensile), una restituzione proporzionata degli sconti e le rate residue di eventuali apparecchi.
Dopo 24 mesi si paga qualcosa?
No penali né costi di disattivazione: solo il servizio durante il preavviso, al massimo un mese, e le eventuali rate del terminale.
Se cambio operatore devo mandare la disdetta?
No: con la migrazione tramite codice CMU il contratto precedente si chiude automaticamente.
L’operatore mi ha aumentato il canone: posso andarmene gratis?
Se si tratta di una modifica unilaterale, sì, entro 60 giorni dalla comunicazione. Per i contratti indicizzati all’inflazione valgono le regole specifiche descritte sopra.
Cosa fare adesso
Prendi l’ultima fattura e la sintesi contrattuale, controlla la data di inizio del vincolo e le rate residue, poi scegli tra migrazione e disdetta. Tutti i dettagli sono nella pagina dell’AGCOM su recesso, migrazione e portabilità. Per casi complessi, un’associazione dei consumatori può aiutarti a valutare la tua situazione.
Informazioni aggiornate al 27 ottobre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.


