Transizione energetica, per il WWF l’Italia potrebbe risparmiare 84 miliardi l’anno
Secondo un rapporto promosso anche dal WWF, per ogni euro investito nella decarbonizzazione ne tornerebbero circa tre, tra bollette più leggere e meno danni.

Investire nella decarbonizzazione potrebbe far risparmiare all’Italia circa 84,2 miliardi di euro l’anno entro il 2030, pari al 4,6% del prodotto interno lordo del 2021. È la stima contenuta nel rapporto “Europe’s climate dividend”, promosso dal consorzio del progetto Life Plan4Climate e da Can Europe, la rete di cui fa parte il WWF Italia. L’analisi è stata realizzata dalla società di consulenza Climact.
Tre euro di ritorno per ogni euro investito
Il rapporto considera il periodo dal 2026 al 2050. Secondo i calcoli, servirebbe un investimento medio di circa 47,7 miliardi l’anno, a fronte di benefici medi superiori a 143 miliardi annui: in pratica, circa tre euro di ritorno per ogni euro speso. Una parte di questi benefici, circa 64,9 miliardi, corrisponde ai danni climatici evitati grazie alle minori emissioni di CO₂; il resto deriva dal calo della spesa per l’energia.
Guardando più avanti, i benefici stimati salirebbero a circa 227,8 miliardi l’anno nel 2050, il 12,4% del Pil.
Decarbonizzazione e bollette: quanto si risparmierebbe
La voce principale è proprio quella dei costi energetici. Secondo lo studio, i risparmi arriverebbero a 31,3 miliardi nel 2030, 77,7 nel 2040 e 105,7 nel 2050. Tradotto per ciascun cittadino, si tratta di circa 533 euro l’anno nel 2030, 1.347 euro nel 2040 e 1.895 euro nel 2050.
Un capitolo riguarda la povertà energetica, cioè le famiglie che faticano a scaldare la casa o a pagare le bollette: gli interventi sugli edifici residenziali, a partire dal cappotto termico, potrebbero farne uscire tra 1,47 e 2,34 milioni di persone entro il 2030.
Lavoro e salute
Il rapporto stima anche effetti sull’occupazione: circa 676.000 anni-persona di lavoro nel 2030. Più della metà dei posti sarebbe legata agli edifici, tra abitazioni e uffici, seguiti dai trasporti.
Sul fronte della salute, una migliore qualità dell’aria e degli ambienti interni potrebbe evitare circa 3.500 morti premature già nel 2030 e circa 925 ricoveri ospedalieri l’anno.
Come leggere questi numeri
Si tratta di proiezioni basate su scenari di lungo periodo, promosse da organizzazioni impegnate sul clima: utili per capire l’ordine di grandezza in gioco, ma che dipendono da molte ipotesi su prezzi, tecnologie e scelte politiche. Il tema del costo e dei benefici della transizione è al centro del dibattito, come avevamo raccontato parlando di chi ci guadagna dall’addio ai combustibili fossili. Nel frattempo, alcune scelte quotidiane aiutano già a ridurre i consumi, a partire dalla giusta temperatura del riscaldamento in casa.


