I plesiosauri si avvicinavano a riva per rigurgitare dopo i pasti
Venti boli fossili trovati in un antico delta al largo della Norvegia raccontano le abitudini dei grandi rettili marini del Giurassico.

I plesiosauri, i grandi rettili marini dal collo lungo vissuti all’epoca dei dinosauri, dopo aver cacciato si avvicinavano alla costa e lì rigurgitavano i resti dei loro pasti. A suggerirlo sono venti fossili molto particolari scoperti in un antico delta fluviale a circa 50 chilometri dalla costa della Norvegia, descritti dal paleontologo Dirk Knaust sulla rivista Geological Magazine.
Cosa sono i boli fossili
Si tratta di boli di rigurgito, cioè ammassi di resti non digeriti espulsi dallo stomaco. Quelli trovati in Norvegia hanno dimensioni che vanno da quelle di una noce a quelle di un mango e contengono frammenti di molluschi e crostacei. È la prima volta che reperti di questo tipo vengono trovati in quell’area.
Il motivo dei rigurgiti era pratico: i plesiosauri non riuscivano a frantumare gusci e parti dure delle prede. Lo stomaco li compattava e poi li espelleva, come fanno oggi alcuni uccelli rapaci con le borre di ossa e piume.
Cacciavano al largo, riposavano vicino a riva
Il dettaglio più interessante riguarda il luogo. Le prede trovate nei boli avevano bisogno di acque con una salinità stabile, tipica del mare aperto, e non potevano vivere in un delta, dove l’acqua dolce dei fiumi si mescola a quella salata. Questo significa che i plesiosauri cacciavano su fondali più profondi e solo dopo si spostavano verso le acque basse vicino alla costa, dove rigurgitavano.
Secondo Knaust, i rettili potrebbero essersi avvicinati a riva per riposare o dormire dopo la caccia. Oggi comportamenti simili si osservano nelle otarie orsine e nei coccodrilli marini, che però escono dall’acqua. I plesiosauri, invece, con ogni probabilità restavano immersi, a causa del loro peso e della forma del corpo.
Chi erano i plesiosauri
I plesiosauri potevano misurare da 2 a 13 metri. Il comportamento descritto nello studio è attribuito soprattutto ai Criptoclididi, una famiglia lunga tra 4 e 8 metri, vissuta tra il Giurassico medio e il Cretaceo inferiore, cioè tra circa 174 e 100,5 milioni di anni fa. Nel loro insieme, i plesiosauri sopravvissero per oltre 140 milioni di anni, superando diverse estinzioni di massa.
Scoperte come questa sono preziose perché raccontano non solo l’aspetto di animali scomparsi, ma anche la loro vita quotidiana: cosa mangiavano, dove cacciavano e perfino dove andavano a riposare.


