Le cinque libertà degli animali: cosa sono e perché contano anche per chi ha un cane o un gatto
Nate negli anni Sessanta nel Regno Unito, le cinque libertà sono il riferimento internazionale per valutare il benessere degli animali. Eccole spiegate.

Il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, si celebra la Giornata mondiale degli animali. È l’occasione per ricordare un principio semplice, nato per gli allevamenti ma valido per qualunque animale che dipenda dall’uomo: le cinque libertà.
Da dove vengono
Sono state formulate nel Regno Unito negli anni Sessanta, a partire dai lavori del Brambell Committee, una commissione incaricata di studiare le condizioni degli animali negli allevamenti intensivi. Col tempo sono diventate un riferimento internazionale.
Le cinque libertà
- Dalla fame e dalla sete: cibo adeguato e acqua fresca sempre disponibili.
- Dal disagio: un ambiente adatto, con riparo, temperatura giusta, spazio per muoversi e un posto comodo per riposare.
- Dal dolore, dalle ferite e dalle malattie: prevenzione e cure veterinarie quando servono.
- Dalla paura e dall’angoscia: evitare situazioni che causano stress prolungato o sofferenza psicologica.
- Di esprimere i comportamenti naturali: spazio, compagnia dei propri simili quando necessaria, possibilità di esplorare e giocare.
In casa nostra
Le cinque libertà sono una buona lista di controllo anche per chi vive con un animale domestico. Un cane lasciato solo tutto il giorno o un gatto senza modo di arrampicarsi e giocare possono avere cibo e acqua, ma non tutte le libertà.
In Italia la tutela degli animali è entrata anche nella Costituzione: dal 2022 l’articolo 9 affida alla legge il compito di stabilire i modi e le forme della loro protezione.
