sabato 17 Ottobre 2026
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Scienza e Tecnologia

Gamberetti e alghe in orbita: sulla Stazione spaziale un ecosistema studiato da Torino

La navetta Dragon ha portato sulla Stazione spaziale un piccolo ecosistema con alghe, gamberetti e microbi, progettato da studenti guidati dal Politecnico di Torino.

Gamberetti e alghe in orbita: sulla Stazione spaziale un ecosistema studiato da Torino

Sulla Stazione spaziale internazionale è arrivato un passeggero insolito: un piccolo ecosistema acquatico con alghe, gamberetti e microrganismi. È uno degli esperimenti portati in orbita dalla navetta cargo Dragon di SpaceX, che si è agganciata in automatico alla Stazione dopo circa due giorni di viaggio, come riportato il 16 ottobre.

La missione Crs-35 e il carico

La missione di rifornimento si chiama Crs-35. La Dragon si è unita al modulo Harmony della Stazione portando circa 2.850 chilogrammi tra rifornimenti per l’equipaggio, materiali e strumenti scientifici. Come sempre in queste missioni, buona parte dello spazio è dedicata agli esperimenti, che sfruttano l’assenza di peso per studiare fenomeni impossibili da osservare a Terra.

Cos’è l’ecosistema con gamberetti e alghe

L’esperimento si chiama Scampi, un acronimo inglese che descrive il suo contenuto: crostacei d’acqua salata, alghe e popolazioni di microbi. È stato realizzato da 51 studenti di 11 istituzioni europee e statunitensi, riuniti in un consorzio guidato dal Politecnico di Torino e dall’École Polytechnique di Parigi, sotto l’egida dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Il mini-ecosistema è stato installato nella struttura Ice Cubes del modulo europeo Columbus. Lì gli scienziati raccoglieranno dati per capire come la microgravità cambia i rapporti tra gli organismi viventi e l’ambiente che li circonda: chi produce ossigeno, chi lo consuma, come si riciclano i nutrienti.

A cosa serve un ecosistema chiuso nello spazio?

La domanda è tutt’altro che curiosa. Per le future missioni lunghe verso la Luna e Marte servirà un modo per produrre cibo e ossigeno e per riciclare l’acqua senza dipendere dai rifornimenti dalla Terra. Gli ecosistemi chiusi, in cui piante, animali e microbi si sostengono a vicenda, sono uno dei modelli studiati per i sistemi di supporto vitale del futuro. Il tema si collega ai programmi di esplorazione lunare di cui abbiamo parlato a proposito di Artemis III e dei test con Luca Parmitano.

Gli altri esperimenti a bordo

  • LambdaVision-1, della Nasa: prova a produrre retine artificiali in microgravità.
  • Stellar Spheroids: studia come l’assenza di peso influisce su modelli tridimensionali di tessuto cardiaco umano.
  • Elf-Unconventional Glass 2: indaga la formazione di un nuovo tipo di vetro.
  • Minds: usa organoidi cerebrali per capire meglio l’infiammazione legata alle malattie neurodegenerative.

Cosa succede ora

Nelle prossime settimane gli astronauti seguiranno gli esperimenti e i dati verranno inviati a Terra ai gruppi di ricerca. Per gli studenti del consorzio guidato da Torino è un’occasione rara: vedere un progetto nato in aula funzionare davvero a 400 chilometri di quota, intorno al nostro pianeta.