Città spugna: cosa sono e come aiutano a difendersi dalle piogge estreme
Parchi che si allagano a comando, tetti verdi e asfalto che lascia passare l'acqua: l'idea di città che assorbe la pioggia invece di respingerla.

Con il cambiamento climatico, i temporali diventano più intensi e concentrati. Le nostre città, coperte di asfalto e cemento, non riescono ad assorbire tutta quell’acqua: le fognature si riempiono e le strade si allagano in pochi minuti. Da qui nasce l’idea della città spugna.
L’idea in breve
Invece di far scorrere via la pioggia il più in fretta possibile, una città spugna la trattiene, la assorbe e la rilascia lentamente, proprio come una spugna. In questo modo si riducono gli allagamenti, si ricaricano le falde e l’acqua può essere riusata.
Come si costruisce
- Superfici permeabili: pavimentazioni drenanti che lasciano filtrare l’acqua nel terreno.
- Tetti verdi: coperture con piante che trattengono parte della pioggia e rinfrescano gli edifici.
- Giardini della pioggia: aiuole leggermente ribassate dove l’acqua si raccoglie e viene assorbita.
- Piazze e parchi allagabili: spazi pubblici progettati per riempirsi d’acqua durante i nubifragi e svuotarsi dopo.
- Più alberi: le chiome rallentano la pioggia e le radici aiutano il terreno ad assorbirla.
Dove si fa già
La Cina ha avviato un grande programma nazionale di città spugna a partire dal 2015. In Europa sono spesso citate Copenaghen, che dopo un violento nubifragio nel 2011 ha adottato un piano per gestire le piogge estreme, e Rotterdam, famosa per le sue “piazze d’acqua” che durante i temporali diventano vasche temporanee.
Anche in Italia diversi comuni stanno sperimentando giardini della pioggia e pavimentazioni drenanti. Non servono solo grandi opere: ogni metro quadrato di cemento sostituito con verde aiuta la città a respirare e ad assorbire.


