venerdì 16 Ottobre 2026
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Salute e Benessere

Perché viene il singhiozzo e come farlo passare: cosa sappiamo

Un muscolo che si contrae all'improvviso e una 'porta' che si chiude di scatto: ecco perché viene il singhiozzo, cosa lo provoca e quali rimedi hanno senso.

Perché viene il singhiozzo e come farlo passare: cosa sappiamo

Arriva senza preavviso, spesso nel momento meno adatto, e di solito se ne va da solo dopo qualche minuto. Ma perché viene il singhiozzo? La risposta sta in un piccolo “corto circuito” tra il diaframma, il muscolo che ci fa respirare, e le corde vocali. Vediamo cosa succede nel corpo, che cosa lo scatena e quali rimedi casalinghi hanno un fondamento.

Che cos’è il singhiozzo

Il nome tecnico è singulto. Si tratta di una contrazione improvvisa e involontaria del diaframma, il muscolo a forma di cupola che separa il torace dall’addome e che, abbassandosi, fa entrare l’aria nei polmoni.

Quando il diaframma scatta in modo anomalo, l’aria viene risucchiata di colpo. Una frazione di secondo dopo la glottide, cioè l’apertura tra le corde vocali, si chiude bruscamente e blocca il flusso. È proprio quella chiusura improvvisa a produrre il caratteristico “hic”.

Perché viene il singhiozzo? Le cause più comuni

Nella grande maggioranza dei casi il singhiozzo è un disturbo passeggero e innocuo. A scatenarlo sono di solito situazioni quotidiane che irritano i nervi coinvolti nel controllo del diaframma o dilatano lo stomaco, che si trova proprio sotto di esso:

  • mangiare troppo in fretta o fare un pasto abbondante;
  • bere bevande gassate, che gonfiano lo stomaco;
  • ingoiare aria, per esempio parlando mentre si mangia o masticando gomma;
  • bere alcolici;
  • sbalzi di temperatura, come una bevanda molto fredda dopo un cibo caldo;
  • emozioni forti, agitazione o risate prolungate.

Quanto dura e quando preoccuparsi

Un episodio normale dura da pochi minuti a qualche ora. Se il singhiozzo continua per più di 48 ore, oppure torna spesso, o rende difficile mangiare, dormire e respirare, è bene parlarne con il medico: in rari casi può essere il segnale di un altro disturbo o l’effetto di alcuni farmaci, e va valutato da un professionista.

Il caso più famoso è quello dello statunitense Charles Osborne, entrato nel Guinness dei primati per aver avuto il singhiozzo per circa 68 anni. Un’eccezione rarissima: per tutti gli altri si tratta di un fastidio di breve durata.

Come far passare il singhiozzo: i rimedi più diffusi

Non esiste un rimedio garantito, e gli studi scientifici sull’argomento sono pochi. Molti trucchi popolari però hanno una logica: cercano di “resettare” il ritmo del respiro o di stimolare i nervi coinvolti. I più usati sono:

  • trattenere il respiro per qualche secondo, senza esagerare;
  • bere lentamente un bicchiere d’acqua fredda a piccoli sorsi;
  • deglutire un cucchiaino di zucchero;
  • respirare lentamente e in modo profondo, contando;
  • piegarsi in avanti portando le ginocchia verso il petto, da seduti.

Meglio evitare i metodi bruschi, come lo spavento improvviso, e non respirare mai dentro sacchetti di plastica.

Una curiosità: lo hanno anche i bambini prima di nascere

Il singhiozzo è molto frequente nei neonati e compare già durante la gravidanza: molte future mamme sentono i piccoli sussulti ritmici del bambino. Secondo alcune ipotesi potrebbe essere una sorta di “allenamento” dei muscoli respiratori. Come per lo sbadiglio, la scienza non ha ancora chiarito del tutto a cosa serva davvero.