Diabete in Italia, 3,8 milioni di persone e oltre un milione non sa di averlo
L'Italian Barometer Diabetes Report 2026 fotografa la crescita della malattia in vent'anni: la prevalenza è passata dal 4,2% al 6,4% della popolazione.

Il diabete in Italia riguarda circa 3,8 milioni di persone, il 6,4% della popolazione e il 7,5% degli adulti. A questi si aggiunge più di un milione di persone che ha la malattia senza saperlo. Sono i dati dell’Italian Barometer Diabetes Report 2026, giunto alla diciannovesima edizione e presentato in questi giorni al Senato.
Come è cresciuto il diabete in Italia in vent’anni
Il rapporto, realizzato da ricercatori di diverse realtà tra cui la Fondazione Ibdo e l’Istat, mostra una crescita costante. La quota di persone con diabete era del 4,2% nel 2005, è salita al 5,4% nel 2015 e ha raggiunto il 6,4% nel 2025. Una parte di questo aumento si spiega con l’invecchiamento della popolazione, visto che la malattia è più frequente con l’età. Ma anche tenendo conto di questo fattore, secondo il rapporto la crescita in vent’anni resta del 23%.
Oltre il 90% dei casi riguarda il diabete di tipo 2, la forma più comune, legata in larga parte allo stile di vita e all’età, diversa dal diabete di tipo 1, che compare di solito in giovane età.
Una malattia silenziosa
Il dato forse più importante è quello sul milione di persone che non sa di avere il diabete. Nelle fasi iniziali la malattia può non dare sintomi evidenti, ed è per questo che il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo alla presentazione, l’ha definita una malattia silenziosa ma con un impatto profondo sulla vita dei pazienti e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Non solo glicemia
Il rapporto insiste su un cambio di prospettiva. Secondo Paolo Sbraccia, presidente della Fondazione Ibdo, tenere sotto controllo la glicemia resta fondamentale, ma l’obiettivo oggi è più ampio: prevenire le complicanze e gestire nel tempo il rischio per cuore, reni e metabolismo. Diabete, obesità e malattie cardiovascolari sono infatti strettamente collegati, e affrontarli con percorsi separati rischia di frammentare le cure e di perdere occasioni di prevenzione. Per questo gli esperti chiedono una presa in carico integrata dei pazienti.
Cosa si può fare
Le malattie croniche come il diabete sono tra le grandi sfide per la salute del nostro tempo, come ricordava anche la commissione di The Lancet sulle 17 minacce per la salute dell’umanità. A livello generale, uno stile di vita attivo e un’alimentazione equilibrata aiutano a ridurre il rischio di diabete di tipo 2. Chi ha dubbi, familiarità con la malattia o fattori di rischio può parlarne con il proprio medico di base, che valuterà se è il caso di fare un semplice esame del sangue per controllare la glicemia.


