martedì 13 Ottobre 2026
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Orionidi 2026: quando vedere le stelle cadenti della cometa di Halley

Il picco dello sciame è atteso tra il 21 e il 22 ottobre. La Luna quasi piena disturberà: meglio osservare nelle ultime ore della notte.

Orionidi 2026: quando vedere le stelle cadenti della cometa di Halley

Le Orionidi 2026, le stelle cadenti di ottobre, raggiungeranno il loro massimo tra il 21 e il 22 ottobre. È uno degli sciami meteorici più amati dell’autunno, anche per la sua origine: le scie luminose sono prodotte dai detriti lasciati nello spazio dalla cometa di Halley.

Cosa sono le Orionidi

Lungo la sua orbita, la cometa 1P/Halley perde polvere e minuscoli frammenti. Ogni anno, a ottobre, la Terra attraversa questa scia: i granelli entrano nell’atmosfera ad alta velocità, si incendiano per l’attrito con l’aria e disegnano in cielo le scie che chiamiamo stelle cadenti.

Il nome deriva dalla costellazione di Orione: è da quella zona del cielo che le meteore sembrano provenire, anche se possono comparire in qualsiasi direzione.

Quando vedere le Orionidi 2026

Quest’anno c’è un ostacolo: intorno al 21-22 ottobre la Luna sarà quasi piena, e la sua luce renderà meno visibili le meteore più deboli. Il consiglio è osservare nelle ultime ore della notte, prima dell’alba, quando le condizioni sono più favorevoli.

Qualche accorgimento per aumentare le possibilità:

  • allontanarsi dalle luci delle città e cercare un punto con l’orizzonte libero;
  • lasciare agli occhi una ventina di minuti per abituarsi al buio, senza guardare lo schermo del telefono;
  • stendersi su una sdraio o un telo e osservare un’ampia porzione di cielo;
  • vestirsi bene: a fine ottobre le notti sono fresche.

Non servono telescopi né binocoli: le stelle cadenti si vedono a occhio nudo.

Gli altri spettacoli del cielo di ottobre

Chi resta sveglio fino a tardi potrà notare anche altri protagonisti. Saturno, che a inizio mese ha raggiunto l’opposizione, cioè la posizione più vicina alla Terra, resta ben visibile e luminoso. Marte e Giove si osservano nella seconda parte della notte, con Marte che nel corso del mese si avvicina a Giove. Mercurio e Venere, invece, sono praticamente invisibili perché troppo vicini al Sole.

Tra le costellazioni, verso est fanno la loro comparsa il Toro e i Gemelli, tipiche dell’autunno e dell’inverno, mentre il grande quadrilatero di Pegaso domina quasi sopra la testa.

Se il cielo sarà nuvoloso nelle notti del picco, non tutto è perduto: lo sciame resta attivo per diversi giorni prima e dopo il massimo, anche se con un numero minore di meteore.