martedì 13 Ottobre 2026
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Economia e Risparmio

Fmi, il Pil dell’Italia nel 2026 crescerà dello 0,8%: stima rivista al rialzo

Nel nuovo World Economic Outlook il Fondo monetario alza la crescita italiana dallo 0,5% allo 0,8%. Per il 2027 previsto lo 0,6%.

Fmi, il Pil dell'Italia nel 2026 crescerà dello 0,8%: stima rivista al rialzo

Il Fmi alza le stime sul Pil dell’Italia nel 2026: secondo il nuovo World Economic Outlook, il rapporto sull’economia mondiale pubblicato il 13 ottobre, la crescita italiana quest’anno sarà dello 0,8%, contro lo 0,5% previsto a luglio. Per il 2027 il Fondo monetario internazionale indica invece un più contenuto 0,6%.

Le previsioni Fmi per l’Italia e l’Europa

Il miglioramento riguarda gran parte dell’area euro, che secondo il Fondo crescerà dell’1,1% nel 2026, due decimali in più rispetto alla stima precedente, e dell’1,2% nel 2027.

  • Germania: 1,3% nel 2026 (sei decimali in più) e 1,1% nel 2027;
  • Spagna: 2,5% nel 2026 e 1,8% nel 2027, ancora la più dinamica tra le grandi economie europee;
  • Francia: 0,4% nel 2026 e 0,7% nel 2027, entrambe le stime riviste al ribasso di due decimali.

Sul fronte dei prezzi, il Fondo prevede per il 2026 un’inflazione del 3,3% in Italia, del 3,1% nell’area euro e del 3,6% negli Stati Uniti.

Un’economia che ha retto, ma sotto pressione

Nell’introduzione al rapporto, la capo economista del Fmi Silvana Tenreyro spiega che l’economia mondiale ha tenuto nonostante una serie eccezionale di scosse, sette in tutto, l’ultima delle quali è la guerra in Medio Oriente.

A sostenere la crescita, secondo il Fondo, sono stati soprattutto due fattori: la capacità di riorganizzare le forniture di energia e il forte aumento degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.

Il messaggio, però, è prudente. Il Fmi parla di una tenuta “sotto sforzo”, che potrebbe essere messa alla prova presto. Tra i rischi indicati ci sono le scorte di energia che si stanno riducendo, la possibilità di nuove tensioni internazionali capaci di far salire i prezzi e interrompere le forniture, e un debito pubblico elevato in molti Paesi, che lascia ai governi meno spazio per intervenire.

Cosa significa per le famiglie

Una crescita dello 0,8% resta modesta, ma la revisione al rialzo indica che l’economia italiana sta andando un po’ meglio del previsto. Con un’inflazione stimata sopra il 3%, il tema del potere d’acquisto resta però centrale, soprattutto per le spese legate all’energia. Le prossime indicazioni arriveranno dalle stime d’autunno della Commissione europea e dai dati trimestrali dell’Istat.