sabato 24 Ottobre 2026
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Economia e Risparmio

Diritto di recesso negli acquisti online: 14 giorni, rimborso e chi paga il reso

Hai 14 giorni dalla consegna per cambiare idea e il venditore deve rimborsarti entro altri 14. Come comunicarlo, chi paga il reso e quando il recesso non vale.

Diritto di recesso negli acquisti online: 14 giorni, rimborso e chi paga il reso

Il diritto di recesso per gli acquisti online ti permette di restituire un prodotto entro 14 giorni dalla consegna, senza dover spiegare il motivo, e di riavere i soldi entro altri 14 giorni. È una regola europea, valida in tutta l’UE quando compri da un venditore professionale. Con gli acquisti di fine anno alle porte, ecco come esercitarlo correttamente, cosa paghi tu e quando il recesso non vale.

Come funziona il diritto di recesso negli acquisti online

Il recesso vale per i contratti conclusi a distanza (online, per telefono, per corrispondenza) e per quelli firmati fuori dai negozi, per esempio a casa tua. Le regole vengono dalla direttiva europea 2011/83 sui diritti dei consumatori, recepita in Italia nel Codice del consumo.

Il termine è di 14 giorni e decorre:

  • per i prodotti, dal giorno in cui li ricevi;
  • per i servizi, dal giorno in cui firmi il contratto.

Se l’ultimo giorno cade in un festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo. Per i contratti firmati durante visite a domicilio non richieste o durante gite promozionali organizzate dal venditore, in Italia il termine sale a 30 giorni.

Le scadenze da tenere a mente

Cosa Entro quando
Comunicare il recesso 14 giorni dalla consegna (30 per le vendite a domicilio non richieste)
Spedire indietro la merce 14 giorni da quando hai comunicato il recesso
Ricevere il rimborso 14 giorni da quando il venditore riceve la tua comunicazione
Se il venditore non ti ha informato del recesso il termine si allunga di 12 mesi

Come esercitare il recesso, passo per passo

  1. Controlla la data di consegna e conta i 14 giorni.
  2. Comunica la tua decisione al venditore prima della scadenza. Puoi usare il modulo tipo previsto dalla legge oppure una qualsiasi dichiarazione esplicita, per esempio un’email: “Comunico il recesso dal contratto relativo all’ordine n. …”. Non basta rispedire il pacco senza dire nulla.
  3. Usa il pulsante di recesso, se c’è. Le regole europee prevedono che dal 19 giugno 2026 chi vende tramite un sito o un’app offra una funzione online con una dicitura come “recedere dal contratto qui”, disponibile per tutti i 14 giorni. Dopo la conferma, il venditore deve mandarti una ricevuta con data e ora.
  4. Conserva le prove: email inviate, ricevute, numero di tracciamento. Se nasce una contestazione, tocca a te dimostrare di aver comunicato il recesso in tempo.
  5. Rispedisci la merce entro 14 giorni dalla comunicazione. Il termine è rispettato se spedisci prima della scadenza, anche se il pacco arriva dopo.

Chi paga la spedizione e quando arriva il rimborso

Il venditore deve restituirti tutto quello che hai pagato, comprese le spese di consegna, entro 14 giorni dal giorno in cui riceve la tua comunicazione di recesso. Ci sono però alcune regole da conoscere:

  • il rimborso arriva con lo stesso mezzo di pagamento che hai usato, a meno che tu non accetti espressamente un’altra modalità, e senza costi per te;
  • se avevi scelto una consegna più cara di quella standard (per esempio la consegna rapida), la differenza non ti viene restituita;
  • il venditore può aspettare a rimborsarti finché non riceve la merce o finché non gli mostri la prova della spedizione;
  • le spese di restituzione sono a tuo carico, ma solo se il venditore ti aveva informato prima dell’acquisto. Se non l’ha fatto, o se si è offerto di pagarle, non le paghi tu. Per gli oggetti ingombranti che non si possono spedire per posta, il venditore deve dirti prima quanto costerà il reso.

Un esempio. Compri un paio di scarpe da 80 euro più 5 euro di spedizione standard. Il sito indica chiaramente che il reso è a carico del cliente. Se recedi nei tempi, il venditore deve rimborsarti 85 euro sulla stessa carta; tu paghi solo il costo per rispedire il pacco.

Quando il recesso non vale

Il diritto di recesso è escluso, tra l’altro, per:

  • biglietti aerei e ferroviari, biglietti di concerti, prenotazioni di alberghi, auto a noleggio e ristoranti per date precise;
  • alimenti e prodotti che si deteriorano o scadono rapidamente;
  • prodotti fatti su misura o chiaramente personalizzati;
  • CD, DVD o software sigillati che hai aperto;
  • contenuti digitali (app, film, ebook) che hai iniziato a scaricare o guardare dopo aver accettato espressamente di perdere il recesso;
  • riparazioni urgenti che hai chiesto tu.

Il recesso, inoltre, non vale per gli acquisti tra privati: sui marketplace e sulle app dell’usato controlla sempre se chi vende è un’azienda o una persona. E non vale per gli acquisti in negozio, dove un eventuale cambio dipende solo dalla politica del commerciante.

Gli errori più comuni

  • Usare il prodotto più del necessario. Puoi provarlo come faresti in negozio. Se lo usi di più e ne riduci il valore, il venditore può chiederti di pagare la differenza.
  • Confondere recesso e garanzia. Il recesso serve quando cambi idea; se il prodotto è difettoso c’è la garanzia legale di 2 anni, che prevede riparazione o sostituzione senza costi.
  • Rimandare la comunicazione. I 14 giorni partono dalla consegna, non da quando apri il pacco.
  • Cliccare su link di finti rimborsi. Nei giorni dei resi aumentano i messaggi falsi di corrieri e negozi: impara a riconoscere gli SMS truffa e, se qualcuno ti svuota il conto, sappi che la banca deve rimborsare subito le operazioni non autorizzate.

Cosa fare se il venditore non rimborsa

  1. Invia un sollecito scritto, citando la data della comunicazione di recesso e il termine di 14 giorni.
  2. Se hai pagato con carta, chiedi informazioni alla tua banca sulle possibilità di contestazione.
  3. Rivolgiti a un’associazione dei consumatori.
  4. Se il venditore ha sede in un altro Paese dell’UE, puoi chiedere aiuto al Centro europeo dei consumatori italiano.

Domande frequenti

Il diritto di recesso vale anche per i prodotti in saldo?

Sì, per gli acquisti online lo sconto non cambia le regole: le eccezioni sono solo quelle previste dalla legge.

Il venditore può darmi un buono invece del rimborso?

Solo se sei tu ad accettarlo espressamente. Altrimenti deve rimborsarti con lo stesso mezzo di pagamento.

Devo rimandare il prodotto nella confezione originale?

La legge chiede di non ridurre il valore del bene con un uso eccessivo. Rispedirlo integro e ben imballato evita contestazioni.

Cosa succede se il sito non parla del diritto di recesso?

Il termine si allunga di 12 mesi. Se il venditore ti informa nel frattempo, hai 14 giorni da quel momento.

Cosa fare adesso

Prima di comprare, cerca nel sito la pagina dedicata a resi e recesso e controlla chi paga la spedizione di ritorno. Dopo la consegna, segna sul calendario la scadenza dei 14 giorni. Le regole ufficiali sono riassunte sulla pagina dell’Unione europea su resi e diritto di recesso e sulla pagina del Ministero delle imprese e del made in Italy.

Informazioni aggiornate al 23 ottobre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.