lunedì 19 Ottobre 2026
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Truffa della tessera sanitaria via email: l’allarme del ministero della Salute

Circolano email false che invitano a «sostituire» la tessera sanitaria: il link porta a un sito che ruba i dati. Come riconoscerle e cosa fare.

Truffa della tessera sanitaria via email: l'allarme del ministero della Salute

Torna la truffa della tessera sanitaria: il ministero della Salute ha lanciato un nuovo avviso su false email che, usando il suo nome senza autorizzazione, invitano a sostituire o rinnovare la tessera cliccando su un link. È un tentativo di phishing, cioè un modo per sottrarre dati personali.

Come funziona la truffa della tessera sanitaria

Il messaggio sembra una comunicazione ufficiale e contiene un link per avviare il presunto «rinnovo». Il collegamento porta a un sito falso, costruito per somigliare alle piattaforme istituzionali, dove viene chiesto di compilare un modulo con molti dati personali e sensibili. In un caso simile, segnalato dal ministero ad aprile, le email parlavano dell’aggiornamento del Fascicolo sanitario elettronico e il modulo chiedeva anche i dati bancari.

Le informazioni raccolte possono essere rivendute, usate per clonare documenti o per altre frodi.

Cosa dice il ministero

  • Il ministero non invia email per chiedere di inserire dati personali in moduli online non istituzionali.
  • Le richieste ufficiali passano solo dai canali ufficiali.
  • La nuova tessera sanitaria arriva in automatico quando quella vecchia scade: non bisogna richiederla via email.
  • Tessera sanitaria e Fascicolo sanitario elettronico sono gratuiti.

Cosa fare se si riceve l’email

  • non cliccare sui link;
  • non inserire dati personali, sanitari o bancari;
  • cancellare subito il messaggio;
  • per informazioni, consultare solo i siti istituzionali del ministero della Salute e delle altre amministrazioni.

Come riconoscere un’email sospetta

Bastano poche domande. Se anche una sola risposta non convince, meglio diffidare:

  • il mittente è conosciuto?
  • l’italiano è corretto?
  • il messaggio è rivolto a me per nome?
  • è scritto con cura o sembra un copia e incolla?
  • quello che chiede ha senso?

Altri accorgimenti utili: passare il mouse sopra un link, senza cliccare, per vedere l’indirizzo reale; diffidare dei link accorciati; controllare che gli allegati non abbiano doppie estensioni. Nel dubbio, si può contattare l’ente usando un recapito già noto, come il numero di telefono ufficiale.

Lo stesso schema viene usato anche con gli sms, il cosiddetto smishing, e con falsi rimborsi fiscali o falsi bonus. Chi pensa di aver inserito i propri dati in un sito falso dovrebbe avvisare subito la propria banca e cambiare le password usate. Per difendersi meglio, ecco come riconoscere gli sms truffa e cosa sono le telefonate mute.