martedì 20 Ottobre 2026
Il Giornale Sottovoce, home page
Scienza e Tecnologia

Che aria respiravano i dinosauri? Lo raccontano i loro denti

Dallo smalto dei denti fossili, i ricercatori tedeschi hanno ricostruito l'atmosfera del Mesozoico: molta più CO2 di oggi e piante che lavoravano il doppio.

Che aria respiravano i dinosauri? Lo raccontano i loro denti

Che aria respiravano i dinosauri? Molto diversa dalla nostra, con una quantità di anidride carbonica decisamente più alta. A dirlo sono i loro denti. Un gruppo di ricercatori delle università di Gottinga, Magonza e Bochum, in Germania, ha ricostruito la composizione dell’atmosfera del Mesozoico analizzando lo smalto di denti fossili, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS.

Come si «legge» l’aria in un dente

Lo smalto dei denti conserva una sorta di firma chimica dell’ossigeno che l’animale respirava. I ricercatori, guidati dal geochimico Dingsu Feng dell’Università di Gottinga, hanno misurato con grande precisione gli isotopi dell’ossigeno, cioè le diverse «versioni» dello stesso elemento, nello smalto di denti provenienti da Nord America, Africa ed Europa, risalenti al Giurassico superiore e al tardo Cretaceo.

Secondo gli autori è il primo metodo di questo tipo basato su vertebrati terrestri: finora, per ricostruire i climi antichi, si usavano soprattutto altri archivi come suoli fossili o sedimenti marini.

Quanta CO2 c’era al tempo dei dinosauri

  • Nel Giurassico superiore, circa 150 milioni di anni fa, la concentrazione di CO2 era intorno a 1.200 parti per milione, circa quattro volte i livelli preindustriali.
  • Nel tardo Cretaceo, tra 73 e 66 milioni di anni fa, era intorno a 750 parti per milione.
  • Oggi siamo a circa 430 parti per milione.

Lo studio indica anche che la fotosintesi complessiva del pianeta era circa il doppio di quella attuale: con più CO2 e temperature medie più alte, le piante di terra e quelle acquatiche lavoravano di più.

I picchi legati ai vulcani

Alcuni denti, in particolare di un Tyrannosaurus rex e di un Kaatedocus siberi, un parente del diplodoco, hanno mostrato valori insoliti. Per i ricercatori potrebbero essere la traccia di improvvise impennate di CO2, forse legate a grandi eventi vulcanici come le eruzioni dei Trappi del Deccan, in India, alla fine del Cretaceo.

Perché è utile oggi

Capire come funzionava il clima in un mondo con molta più anidride carbonica aiuta a mettere in prospettiva i cambiamenti di oggi, anche se allora i continenti, le piante e gli oceani erano molto diversi e i cambiamenti avvenivano su tempi lunghissimi. Lo studio, del 2025, è tornato in questi giorni al centro della divulgazione scientifica proprio per la sua idea originale: usare i fossili come archivi dell’aria. Di dinosauri e rettili antichi abbiamo parlato anche raccontando il dinosauro con quattro ali scoperto in Cina e la nuova specie di coccodrillo in Egitto.