Perché le giornate si accorciano in autunno? La spiegazione semplice
Da fine giugno a dicembre perdiamo ogni giorno qualche minuto di luce. Il motivo è l'inclinazione della Terra: ecco come funziona e quando le giornate torneranno ad allungarsi.

Perché le giornate si accorciano in autunno? Basta uscire dall’ufficio a metà ottobre per accorgersene: il sole tramonta sempre prima e la sera arriva quando sembra ancora pomeriggio. Non è un’impressione e non dipende dal tempo che fa. È un effetto della posizione della Terra rispetto al Sole, che si ripete identico ogni anno.
Tutta colpa dell’asse inclinato
La Terra gira su se stessa attorno a un asse immaginario che non è dritto, ma inclinato di circa 23 gradi e mezzo rispetto al piano della sua orbita. Mentre compie il suo giro attorno al Sole, in un anno, questo asse resta sempre orientato nella stessa direzione dello spazio.
Il risultato è che per metà dell’anno è più esposto al Sole l’emisfero nord, dove si trova l’Italia, e per l’altra metà l’emisfero sud. Quando il nostro emisfero è “girato” verso il Sole, il Sole sale più alto nel cielo e resta sopra l’orizzonte più a lungo: è l’estate. Quando è girato dall’altra parte, il Sole compie un arco basso e breve: è l’inverno. È lo stesso meccanismo che spiega perché ci sono le stagioni.
Quando le giornate si accorciano di più?
Le ore di luce cominciano a diminuire subito dopo il solstizio d’estate, attorno al 21 giugno, che è il giorno più lungo dell’anno. All’inizio il calo è lento, quasi impercettibile. Poi accelera: il periodo in cui le giornate si accorciano più in fretta è quello attorno all’equinozio d’autunno, a fine settembre, quando giorno e notte durano più o meno lo stesso.
Tra settembre e ottobre, alle nostre latitudini, si perdono in media due o tre minuti di luce al giorno, tra alba più tarda e tramonto più anticipato. In una settimana fanno quasi mezz’ora: ecco perché la differenza si nota così tanto in questo periodo. Da novembre il calo rallenta di nuovo, fino a fermarsi del tutto.
Qual è il giorno più corto dell’anno?
È il solstizio d’inverno, che nel 2026 cade il 21 dicembre. Quel giorno, a Roma, il Sole resta sopra l’orizzonte poco più di nove ore; a giugno le ore di luce superano le quindici. Più si va a nord, più la differenza tra estate e inverno è marcata: a Milano le giornate di dicembre sono un po’ più corte che a Palermo, e in Scandinavia d’inverno il Sole si vede appena.
C’è poi una curiosità che sorprende molti: il tramonto più anticipato dell’anno non arriva il 21 dicembre, ma qualche giorno prima, nella prima metà del mese. Allo stesso modo l’alba più tarda arriva dopo il solstizio, a inizio gennaio. Dipende dal fatto che l’orbita della Terra non è un cerchio perfetto e che la sua velocità cambia durante l’anno: il “mezzogiorno del Sole” si sposta leggermente rispetto a quello dell’orologio.
Volendo, è un fenomeno che si può osservare da soli: basta annotare per qualche settimana l’orario in cui il Sole scompare dietro i tetti o le colline, sempre dallo stesso punto. Oltre all’orario, cambia anche il luogo del tramonto, che in autunno si sposta giorno dopo giorno verso sud-ovest, mentre in estate il Sole cala molto più a nord-ovest.
E l’ora solare cosa c’entra?
Il cambio d’ora non cambia la quantità di luce, ma solo il modo in cui la distribuiamo nella giornata. Domenica 25 ottobre torna l’ora solare: le lancette tornano indietro di un’ora, quindi la mattina farà chiaro prima, ma il buio arriverà anche un’ora prima la sera. Per questo, da fine ottobre, il pomeriggio sembrerà accorciarsi all’improvviso.
Quando ricominciano ad allungarsi?
Dal 22 dicembre le giornate tornano a crescere, prima di pochi secondi al giorno e poi sempre più velocemente, fino al nuovo equinozio di primavera a marzo. Fino ad allora conviene sfruttare le ore di luce del mattino e del primo pomeriggio: una passeggiata all’aperto nelle ore centrali aiuta anche ad abituarsi meglio al cambio di stagione.


