Ca’ Foscari in Pakistan: a Taxila riemerge un grande edificio antico mai studiato
La missione archeologica dell'ateneo veneziano ha portato alla luce «Jandial D», una struttura lunga quasi 100 metri vicino all'antica città di Sirkap.

Ca’ Foscari in Pakistan ha portato alla luce un grande edificio antico rimasto finora quasi sconosciuto. La missione archeologica italiana dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha individuato a Jandial, nell’area di Taxila, una struttura monumentale che gli studiosi hanno chiamato “Jandial D”. La scoperta è stata annunciata il 13 ottobre, dopo gli scavi iniziati a metà agosto.
Che cosa è stato trovato
Si tratta di un edificio di grandi dimensioni: è lungo quasi 100 metri e largo più di 50, con muri conservati per almeno un metro di altezza e in alcuni punti anche di più. La sua funzione non è ancora chiara: potrebbe essere stato un edificio pubblico oppure religioso. Saranno le prossime fasi della ricerca a dirlo.
La struttura si trova fuori dalle mura dell’antica città fortificata di Sirkap, proprio di fronte al noto tempio di Jandial, uno dei monumenti più conosciuti della zona.
Un sito segnalato nel 1864
L’esistenza di qualcosa in quel punto era nota da molto tempo. Il sito era stato segnalato già nel 1864 dall’archeologo britannico Alexander Cunningham, ma da allora non era mai stato studiato in modo sistematico. Per oltre un secolo e mezzo, quindi, l’edificio è rimasto sotto terra, accanto a un’area archeologica molto conosciuta.
Taxila, nel nord del Pakistan, è un luogo chiave per la storia dell’Asia meridionale: per secoli è stata un crocevia di popoli, commerci e culture, e i suoi resti sono tutelati come patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
La missione di Ca’ Foscari in Pakistan
Gli scavi fanno parte del progetto Khyber Path, condotto da Ca’ Foscari insieme alla Direzione generale dell’archeologia e dei musei della provincia pakistana di Khyber Pakhtunkhwa e finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS). Un esempio di collaborazione scientifica tra i due Paesi, che unisce ricerca, tutela del patrimonio e formazione.
Il lavoro della missione ha ricevuto anche un riconoscimento ufficiale: il 12 ottobre l’ambasciatore del Pakistan, Ali Javed, ha reso omaggio al gruppo dell’ateneo veneziano.
Cosa succede ora
Dopo questa prima campagna, gli archeologi dovranno analizzare i dati raccolti, studiare i materiali e capire a quale epoca risale l’edificio e a cosa servisse. Le risposte potrebbero aggiungere un tassello importante alla conoscenza di Taxila e dei suoi monumenti.
Non è l’unico caso recente in cui tecniche e campagne nuove fanno emergere ciò che era nascosto da secoli: in Italia, per esempio, i radar hanno rivelato cavità nascoste nella Grotta delle Veneri.


