sabato 17 Ottobre 2026
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Scienza e Tecnologia

ExoMars, il rover europeo si allena nel deserto di Indiana Jones

Charlie, il prototipo del rover Rosalind Franklin, ha percorso 220 metri nel deserto spagnolo di Tabernas, guidato da Torino. Su Marte dovrebbe arrivare nel 2030.

ExoMars, il rover europeo si allena nel deserto di Indiana Jones

Il rover europeo della missione ExoMars si sta preparando a Marte su un terreno molto particolare: il deserto di Tabernas, in Spagna, famoso per aver fatto da set a film di Indiana Jones e a tanti spaghetti western. Qui, per otto giorni, un prototipo del rover ha simulato le operazioni che dovrà compiere sul Pianeta rosso, sotto il controllo dei tecnici in Italia.

Chi è Charlie, il gemello del rover ExoMars

Il protagonista della prova si chiama Charlie ed è il prototipo di Rosalind Franklin, il rover che l’Agenzia spaziale europea (Esa) vuole far atterrare su Marte per cercare tracce di vita passata o presente. Charlie è stato costruito da Airbus e usa lo stesso software di guida, navigazione e controllo che avrà il rover vero.

L’esercitazione è stata preparata a settembre da un centinaio di scienziati e ingegneri europei ed è stata coordinata dal centro di controllo delle operazioni di Torino, a circa 1.200 chilometri di distanza dal deserto.

Cosa ha fatto nel deserto

Nel corso degli otto giorni il team ha messo alla prova diverse capacità:

  • muoversi in sicurezza ed evitare ostacoli e pericoli del terreno;
  • scegliere le strategie migliori per esplorare l’area;
  • individuare i punti più promettenti per cercare tracce di vita, combinando immagini, radar che guarda sotto la superficie e analisi della luce riflessa dalle rocce.

In totale Charlie ha percorso 220 metri. Il risultato più significativo è arrivato al sesto giorno, quando il rover ha coperto oltre 60 metri in completa autonomia, senza operatori a guidarlo, con un errore di navigazione inferiore all’1%. Secondo Luc Joudrier, responsabile delle operazioni del rover, il sistema ha funzionato alla perfezione.

Perché il rover deve guidarsi da solo

Su Marte non si può guidare un rover come un’auto telecomandata. I segnali impiegano diversi minuti per viaggiare tra la Terra e il pianeta, quindi ogni comando arriva in ritardo. Per questo i rover devono essere capaci di valutare da soli il terreno e decidere come spostarsi. Una prova come quella di Tabernas serve proprio a verificare che questo “pilota automatico” sia affidabile.

Quando arriverà su Marte

Rosalind Franklin dovrebbe atterrare su Marte nel 2030. Prima di allora sono previsti altri test: il prossimo sul campo è in programma nell’estate del 2027 e coinvolgerà anche il Trace Gas Orbiter, la sonda europea già in orbita attorno al pianeta.

Marte resta uno degli obiettivi più affascinanti dell’esplorazione spaziale: nel frattempo sul pianeta lavora il rover della Nasa, che ha appena stabilito il record di distanza percorsa da Perseverance.